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Firenze, Uffizi

A Firenze gli Uffizi raccontano i sentimenti

La statuaria antica del museo diventa “tavolozza dei sentimenti” per dialogare con lo spettatore contemporaneo

Lacoonte
©Ufficio Stampa OPERA L.F.
Lacoonte
Fin dall'antichità gli uomini di cultura hanno sempre attribuito un grande potere catartico all’arte classica, capace, secondo molti, di tradurre nel modo più diretto e immediato le passioni e i desideri fondamentali degli esseri umani. È indubbio quindi che l’arte classica, improntata su criteri di simmetria, chiarezza compositiva, equilibrio e nitidezza dei tratti, eserciti un potere ipnotico sullo sguardo dell’uomo contemporaneo rivelandosi capace di indurre in chi la osserva un sentimento di pacatezza e serenità. Questa consapevolezza ha ispirato così l’ultima delle ipervisioni proposte dalle Gallerie degli Uffizi, intitolata Rinascenza. Itinerario di emozioni e sentimenti attraverso la statuaria antica delle Gallerie degli Uffizi. Curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci il percorso espositivo é visibile a questo link.
 
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Si tratta di una selezione di suggestive immagini che ritraggono alcuni fra i più celebri marmi antichi del museo fiorentino e che accompagnerà il navigatore in un viaggio attraverso le emozioni e i sentimenti. Paura, tristezza, rabbia, solitudine, gioia, amore, amicizia, fratellanza trovano, infatti, la loro espressione figurata più potente ed evocativa nei volti e negli atteggiamenti di queste splendide sculture. Le immagini sono accompagnate dal commento di un brano greco o latino, in modo che sia l’Antichità stessa a dialogare con il presente, con la Contemporaneità, attraverso le sue parole e le sue forme.
 
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IL PERCORSO VISIVO
 
La selezione di immagini presentate nell'ipervisione vuole essere una sorta di antologia delle emozioni attraverso delle opere che magari per esigenze di tempo vengono osservate di sfuggita durante una visita agli Uffizi. Le sculture mostrano sentimenti più diversi come rabbia, tristezza, paura o solitudine. Ecco quindi che l'arte ispirata alle passioni da forma ad esempio al tenero abbraccio di “Amore e Psiche”. Ricordiamo infatti che nella mitologia greco-romana i due fanciulli erano il simbolo del legame amoroso che veniva reso manifesto proprio dall'abbraccio e dal bacio.  

statue di amore e psiche
Amore e psiche - ©Ufficio Stampa OPERA L.F.
 
Lo struggimento amoroso viene poi rappresentato dalla scultura Pothos in cui la lontananza dalla persona amata ha assunto nel tempo le forme pensate dallo scultore dell'antica Grecia Skopas. Sentimenti come dolore e crudezza degli eventi genera invece “Pseudo Seneca” in cui lo sguardo del protagonista è rivolto verso l'alto a cercare nel futuro una senerità durevole. Il sodalizio tra Dioniso e i Satiri è invece rappresentato in  tutta la sua sensualità animale nella statua di “Bacco e Satiro” scelta per l'ipervisione.  

statue bacco e satiro
Bacco e satiro - ©Ufficio Stampa OPERA L.F. 
 
All'interno della selezione delle opere è molto presente la drammaticità dell'antica statuaria come nella copia del Lacoonte. Datato 1520 il gruppo scultoreo riprende la celebre scultura ritrovata a Roma riuscendo a mantenere tutto il pathos dell'originale. Nella testa di Alessandro morente vengono scessivamente espressi in maniera teatrale i sentimenti di angoscia e sofferenza. Proprio in epoca moderna, infatti gli studiosi d'arte sono stati spinti a riconoscere nel mezzo busto i tratti di un uomo agonizzante.      

alessandro morente
Alessandro morente - ©Ufficio Stampa OPERA L.F.
 
Non manca in questa ultima visita virtuale degli Uffizi che mette in scena la collezione permanente di scultura del museo, il tema dell'abbandono. Si tratta della scultura che rappresenta “Arianna Dormiente”. Fuggita da Creta insieme a Teseo, divenuto suo amante, fu da questi abbandonata nell’isola di Nasso. La statua raffigura quindi Arianna addormentata, ancora ignara dell’abbandono, in procinto di essere svegliata da Dioniso che ne farà la sua sposa. 

statua arianna dormiente
Arianna Dormiente -  - ©Ufficio Stampa OPERA L.F.
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