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Toscana Firenze Gallerie degli Uffizi mostra virtuale

A Firenze gli Uffizi raccontano le storie del Battista

Una mostra virtuale sul sito delle Gallerie propone la narrazione figurativa dei momenti più significativi della vita di San Giovanni Battista 

Leonardo Da Vinci
© OPERA L.F.
Andrea del Verrocchio, Leonardo Da Vinci e collaboratori, Battesimo di Cristo
E' sicuramente Giovanni detto il Battista il santo al quale, più di ogni altro, l’arte occidentale ha dedicato attenzione e spazio, sviluppando nel tempo la narrazione figurativa dei momenti più significativi della sua vita. Considerato come il profeta immediato precursore di Cristo, il racconto evangelico presenta, la figura di Giovanni detto il Battista anche come ‘luce ardente’, ‘amico dello sposo’ e ‘araldo del giudizio’. Proprio in ricorrenza della sua nascita le Gallerie degli Uffizi propongono sul loro sito una mostra virtuale dedicata al santo patrono della città di Firenze. E' la mostra in ipervisione “Il Santo che battezzò Cristo. Scene dalla vita di San Giovanni Battista” che curata da Anna Bisceglia è possibile ammirare a questo link. 
 
LA FIGURA DEL BATTISTA NELL'ARTE
 
Dal Medioevo al Novecento la fortuna figurativa che San Giovanni ha raccolto è immensa. Il Battista è infatti una figura chiave nella narrativa cristiana e costituisce l’anello di congiunzione tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, fra l’antica tradizione ebraica e il messaggio rivoluzionario di Gesù, agendo in un momento storico in cui le terre medio orientali erano pervase da sommovimenti, inquietudini sociali, e dall’attesa fervente di quel rinnovamento dei costumi e delle coscienze cui alludevano gli antichi profeti. Ricordiamo che il cristianesimo assegna al Battista una posizione di comprimario accanto a Cristo e alla Vergine. Secondo le testimonianze evangeliche, infatti, San Giovanni proveniva da una famiglia sacerdotale: suo padre Zaccaria era sacerdote al Tempio di Gerusalemme. Per questo le 15 opere dell'iniziativa vedono in scena capolavori di importanti artisti come Leonardo, Raffaello, Bronzino, Veronese, e persino un’icona russa. 

Andrea del Sarto, San Giovanni Battista - © OPERA L.F.
 
LA MOSTRA 
 
L’itinerario virtuale inizia con la pala d’altare del pittore giottesco Giovanni del Biondo. Lungo il percorso troviamo il San Giovannino nel Deserto che Raffaello eseguì a Roma intorno al 1518, e quello di Andrea del Sarto, di bellezza struggente. E poi ancora le commoventi raffigurazioni della prima infanzia del Battista dipinte da Pontormo e Bronzino, e il Battesimo di Cristo, momento culmine rappresentato da dipinti di Verrocchio e Leonardo e di Veronese. L’istante finale e tragico del martirio ovvero la decollazione, è descritto senza risparmio di crudezza da Cranach il Vecchio e Alonso Berruguete. 
 
Per scoprire la stanza segreta tra le Cappelle Medicee clicca qui
 
L'ICONOGRAFIA
 
La mostra mette in evidenza come per diversi secoli l'iconografia del San Giovanni sia stata fermamente legata al gesto dell'infusione dell'acqua. Il momento purificatorio del Battesimo, il ministero più importante impartito dal santo, viene, infatti, rappresentato fin dal Trecento da importanti artisti come ad esempio Giotto. Dall'alto medioevo in poi la biografia del santo viene in qualche modo completata con altri episodi della sua vita come la nascita, la decollazione oppure viene rappresentato fanciullo. 

Raffaello, San Giovanni Battista nel deserto - © OPERA L.F.
 
È il caso del “San Giovanni Battista nel deserto” di Raffaello che rappresenta il Battista fanciullo, immerso in una natura dai canoni leonardeschi. Il santo è rappresentato nel suo eremitaggio nel deserto avvenuto secondo i vangeli in età adulta ma che alcune fonti agiografiche, cioè arricchite di elementi favolosi, fanno arretrare agli anni dell'infanzia, per dare enfasi alla precoce vocazione. Fra le tele incentrate sullo stesso tema merita particolare attenzione il dipinto a olio di Mario Bacchelli che negli anni venti del Novecento in piena ripresa della tradizione quattrocentesca, rappresenta il santo giovanissimo in una figura affusolata dal volto gentile con delicati riferimenti ai dettagli naturalistici del Ghiberti.   

Mario Bacchelli, San Giovanni Battista nel deserto - © OPERA L.F.
         
IL PROGETTO “BLACK PRESENCE”
 
Fra le altre iniziative social delle Gallerie segnalamo che fino al 22 agosto una serie di dirette e di video su Facebook esploreranno in compagnia di Justin Randolph Thompson, direttore e cofondatore del Black History Month Florence,  un gruppo di nove dipinti con protagonisti africani. Il celebre museo fiorentino accoglie infatti un nucleo di opere nelle quali un ruolo centrale è affidato a personaggi “black”, storici, biblici o mitologici. Ci sono ad esempio i ritratti dei re dell’Abissinia e dell’Etiopia realizzati nel Cinquecento da Cristofano dell’Altissimo su commissione di Cosimo I de’ Medici, per una serie di dipinti dedicati a uomini illustri del tempo. L'iniziativa vuole illustrare e contestualizzare la presenza sociale e culturale di quel continente nella coscienza dell’Europa del Rinascimento, testimoniando il fecondissimo rapporto di scambio che già allora aveva luogo tra queste due aree del pianeta. Al contempo, si offrono spunti di riflessione nel dibattito sui temi razziali che anima la cronaca e la discussione politica attuale.

Cristofano dell’Altissimo, Re dell'Etiopia e Re Dell'Abissinia -  © OPERA L.F.
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