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Venezia, il Carnevale è un capolavoro con le maschere di cartapesta

Tra colori sgargianti, forme eleganti e ricche decorazioni, le maschere sono uno dei simboli del carnevale veneziano

maschera venezia
©Onfokus/iStock
Maschera veneziana
Il Carnevale è un affascinante insieme di rituali giocosi e goliardici che, sin dall'antichità, fanno dello scherzo, della trasgressione e della simulazione il proprio pilastro. Quello di Venezia esercita ancora oggi una particolare attrazione tanto sui suoi cittadini quanto sui viaggiatori che giungono a migliaia, ogni anno, per prendere parte alle celebrazioni più sfarzose ed eleganti dei Carnevali italiani. Le sue origini si perdono nel tempo. Già otto secoli fa, infatti, si parlava dei festeggiamenti che precedevano la Quaresima e dell'usanza diffusa di indossare delle maschere per celare la propria identità e lasciarsi travolgere dalla voglia di uscire dagli schemi, capovolgere i ruoli a farsi beffa del potere senza dover rendere conto della propria età, del proprio sesso e della propria posizione sociale. Per un periodo limitato di tempo si poteva essere tutti e nessuno e si poteva sfuggire alle prescrizioni di una società rigida che condannava i comportamenti libertini ed imponeva forma e rigore. Il Carnevale di Venezia raggiunse il massimo splendore nel corso del XVIII secolo per conoscere un lungo periodo di decadenza che durò quasi due secoli e tornare, poi, a far sfoggio di sé a partire dal XX secolo quando, ormai, le maschere non rappresentavano più un lasciapassare per cedere alla trasgressione ma un magnifico ornamento da esibire nella indimenticabile cornice di Piazza San Marco. Leggete qui per saperne di più sul Carnevale di Venezia e le sue attrazioni.



La maschera rappresenta, dunque, un vero e proprio simbolo del Carnevale, specialmente di quello di Venezia noto in tutto il mondo per la ricchezza dei costumi, che riportano i partecipanti direttamente all'epoca dei Dogi, e proprio per la bellezza delle sue maschere dalle forme e dai colori elegantissimi e dai decori preziosi frutto della maestria dei “mascareri” che da un materiale semplice come la cartapesta plasmano veri e propri capolavori di raffinatezza. Il periodo di massima diffusione dei mascherai veneziani coincide con gli anni '80 dello scorso secolo, quando in città cominciarono a diffondersi numerosi laboratori ed atelier in cui si lavorava la cartapesta per realizzare maschere dalle fogge più disparate. Tra i soggetti più noti ed apprezzati si annoverano il Bernardone, la tipica Bauta candida e dai lineamenti squadrati, la Moretta, dalla forma ovale e di velluto, perfetta per valorizzare i volti femminili, la Gnaga dalle fattezze feline e il medico della peste, dal sinistro naso lungo ed adunco che, sebbene non rappresenti uno dei tradizionali personaggi carnevaleschi, ha un aspetto che si presta particolarmente allo spirito grottesco del Carnevale oltre a rappresentare un soggetto particolarmente in voga sin dal 1630 quando Venezia venne afflitta da una terribile epidemia di peste. Non mancano, tuttavia, le rinomate maschere che attingono alla Commedia dell'Arte che spaziano da Colombina a Balanzone, da Arlecchino a Brighella, da Pantalone a Pulcinella.

Sebbene oggi, passeggiando per le vie di Venezia, ci si imbatta in una moltitudine di negozi che vendono le maschere veneziane in un trionfo di oro, colori variopinti, piume e campanelle, sono, in realtà, ormai pochi i laboratori che realizzano le tradizionali maschere in cartapesta seguendo le antiche tecniche di produzione. Rivolgendosi agli artigiani giusti, però, è ancora possibile ammirare autentici capolavori realizzati nel pieno rispetto della tradizione. Il procedimento di realizzazione richiede grande abilità ed un attento studio iconografico da parte dell'artista che dapprima procede a sagomare una scultura in argilla e, successivamente, con una colata di gesso alabastro, realizza un calco negativo al cui interno viene pressata la carta ridotta in pezzetti, che poi viene asciugata, tagliata e colorata. Spesso all'interno si posiziona uno strato di garza in cotone grezzo che favorisce una pratica vestibilità e indossabilità a contatto con il volto. Una volta asciugata, con un bisturi affilato si passa alla decorazione e alla realizzazione delle aperture necessarie per gli occhi e le narici. Scoprite dove trovare le botteghe che ancora propongono le maschere tradizionali della tradizione veneziana: ve ne abbiamo parlato qui.



A dimostrazione del profondo legame della Serenissima con il Carnevale ed i suoi festeggiamenti che animano calle e canali in un trionfo di costumi e travestimenti che portano la città indietro nel tempo all'epoca dei Dogi, una delle più rinomate botteghe della città, quella di Guerrino Lovato, venne trasformata in un interessante Museo dedicato alla festa per eccellenza del capoluogo veneto, al teatro ed alle splendide maschere. L'esposizione venne, poi, trasferita a Malo, in provincia di Vicenza, dove all'interno del prestigioso Palazzo Corielli venne allestito un nuovo museo dove ammirare una splendida biblioteca-archivio, mobili antichi, tradizionali strumenti di lavoro ed oggetti di scena. Un luogo in cui ripercorrere l'affascinante storia del travestimento e la sua evoluzione nel corso del tempo.

Ammirare le splendide maschere di cartapesta e i magnifici costumi che animano calle e canali durante il Carnevale è una vera gioia per gli occhi. Ma il Carnevale a Venezia non sarebbe tale senza un altro dei suoi più affascinanti simboli: le deliziose fritole. Queste soffici e profumatissime frittelle sono una vera e propria istituzione. La loro storia è lunghissima e legata a fil doppio con le celebrazioni carnevalesche, durante le quali i cosiddetti “fritoleri” preparavano le frittelle su grandi tavoli di legno sui quali impastavano gli ingredienti a vista per mostrarne la genuinità. Nel corso del XVIII secolo i produttori si riunirono persino in una corporazione che aveva lo scopo di assegnare ad ogni membro una zona di competenza in cui esercitare la propria attività in esclusiva. E per preservare la tradizione, era consentito soltanto ai figli di poter succedere al padre salvaguardando, così, gli antichi saperi di famiglia. Oggi i fritoleri non ci sono più, ma il profumo delle fritole ancora si spande per la città ed il loro sapore delizia il palato con i pinoli, l'uvetta e le prelibate farciture che, nel corso del tempo, hanno arricchito la ricetta tradizionale. Se volete saperne di più sul dolce per eccellenza del Carnevale veneziano leggete qui.

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