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Marche: 4 cose da sapere su "lu paese de li coccià"

Montottone, in provincia di Fermo, vanta una lunga tradizione legata alla lavorazione dell'argilla oggi portata avanti da una sola bottega secondo le antiche tecniche

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©grThirteen/iStock
La lavorazione di un vaso al tornio
Adagiato sulle morbide colline a cavallo tra gli Appennini e il Mare Adriatico, Montottone, suggestivo comune marchigiano della provincia fermana, racconta una storia lunghissima di arte e di tradizione artigianale, specialmente quella della ceramica che è valsa alla località un grazioso soprannome che commemora l'antica attività dei vasai.

LA TRADIZIONE Non è ancora chiaro e come e chi abbia introdotto a Montottone la tradizione legata alla lavorazione dell'argilla e alla produzione di ceramiche destinate all'uso domestico. Quel che si sa per certo è che bisogna risalire al XIII secolo per collocarne le origini, a dimostrazione della secolarità dell'attività dei vasai in questa zona della regione. Non è un caso, dunque, che la località abbia, ormai da tempo, meritato l'appellativo di “lu paese de li coccià” che sottolinea come l'artigianato della terracotta da queste parti rappresenti da sempre uno degli elementi più significativi dell'arte e della cultura locali. Le tecniche di lavorazione sono state tramandate, nel corso dei secoli, di padre in figlio per giungere pressochè immutate ai giorni nostri, anche se oggi, purtroppo, è rimasta una sola bottega a portare avanti questa antica tradizione. E lo fa avvalendosi ancora delle classiche attrezzature, come il tornio e il forno, e le antiche procedure, come il trattamento manuale dell'argilla e la miscelazione artigianale delle vernici. Ogni prodotto ottenuto è un manufatto unico che evoca tradizioni perdute legate alla vita familiare, alla lavorazione dei campi, ai giochi.

LE CARATTERISTICHE Grazie all'argilla lavorata a mano, alle vernici tradizionali ai torni e a un bagaglio culturale che risale indietro nel tempo di generazioni e generazioni, la bottega della famiglia Bozzi produce ancora oggi i classici manufatti che un tempo accompagnavano e scandivano i ritmi della quotidianità delle famiglie del Fermano. Tra gli oggetti di uso comune più caratteristici e significativi prodotti da questi preparatissimi artigiani di Montottone si distinguono la Bocaletta, utilizzata per la mescita del vino nelle case e nelle cantine popolari, la tradizionale Brocca, utilizzata per il trasporto dell'acqua, che veniva portata sulle spalle, lasciata grezza salvo che per la zona del becco, soggetta a sgocciolamenti, il Brocchetto, simile ad una piccola brocca, la Caciarola, una ciotola bassa impiegata per la lavorazione del latte cagliato e la raccolta del siero, il Catinozzo, una grande ciotola che veniva utilizzata per impastare, servire vivande, o per mondare le erbe, il Mungitore, dalla particolare forma che lo rendeva comodo e funzionale durante la mungitura delle pecore, il Piatto Rosso, una grande scodella che prende il nome dalla colorazione e che veniva posta al centro della tavola per attingere il cibo oppure utilizzata per impastare il pane o i dolci, o raccogliere il sangue del maiale, la Pigna, così chiamata per la forma affusolata, che serviva a cagliare il latte e lavorarlo per ottenerne il formaggio, il Secchio, una stoviglia da cucina, con due manici disposti verticalmente in modo da evitare l'ingombro nelle dispense e favorire il trasporto, la Sformarola, una piccola ciotola con piccoli fori sul fondo, usata per sformare le caciotte, la Sira, dal termine arabo zir, Ziro, grande orcio utilizzato per conservare l'olio, e il Trufo, un'anforetta che serviva per conservare il vino o l'aceto o veniva portata dagli uomini che lavoravano nei campi. Il suo nome, che deriva dal termine “truffa”, è dovuto alla difficoltà ad attingere dalla piccola apertura se il contenitore non viene utilizzato nella maniera giusta.

IL TERRITORIO Oggi, dunque, l'attività dei vasai di Montottone ha perso numerosi esponenti ma è possibile ripercorrere la storia della lunga tradizione locale visitando l'interessante Museo della Ceramica e Civiltà Contadina allestito presso la Scuola Medi Statale G. Perlasca che espone i manufatti utilizzati fino agli anni '60 dello scorso secolo dalle famiglie del farmano e gli strumenti utilizzati dai vasai. Oltre all'esposizione, il Museo ospita anche un laboratorio che permette di approfondire e sperimentare le tecniche operative.

GLI INDIRIZZI Da non perdere, durante un visita alla medievale città di Montottone, una tappa nell'ultima bottega artigiana di ceramiche, quella della famiglia Buzzi, in via Circonvallazione n. 6, dove si potranno scoprire i manufatti tradizionali, le creazioni più moderne e gli attrezzi storici ancora impiegati per la lavorazione.

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