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Museo Moto Guzzi

Lecco, tuffo nel tempo con le Moto Guzzi

Un luogo dove si fondono storia, mito ed evoluzione sociale grazie alle due ruote celebri in tutto il mondo

Sala Museo Moto Guzzi
©Moto Guzzi
Modello di moto Guzzi esposto al museo
A Mandello del Lario, sul ramo lecchese del Lago di Como, si trova il Museo Moto Guzzi, proprio all’interno dello stabilimento di produzione delle mitiche due ruote e di tutte le moto da corsa realizzate fino al 1957, quanto la Guzzi cessò l’attività agonistica. Non è un luogo solo per semplici appassionati, perché anche chi non si intende di corse ne rimane incantato. Qui, infatti, si può ammirare una ricca collezione di oltre 150 pezzi tra moto di serie, moto sportive, prototipi sperimentali e motori. Il tutto immerso in un percorso che porta a ritroso nel tempo, a testimonianza del patrimonio storico, tecnico e culturale dell’azienda e di un mito intramontabile del panorama italiano ed internazionale.

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Tra i pezzi esposti la prima motocicletta costruita da Carlo Guzzi nel 1919 accanto ad esemplari fra i più celebrati al mondo come la Otto Cilindri 500 del 1957. Una raccolta di oltre 80 veicoli che, insieme al racconto della storia produttiva dell’Aquila di Mandello, offrono uno spaccato dell’evoluzione sociale ed economica italiana compone l’aerea espositiva riservata alle moto di serie. Ci sono la Norge del 1928, la prima gran turismo della storia della motocicletta, progettata da Carlo Guzzi insieme al fratello Giuseppe, le Guzzi serie Sport e GT degli anni Trenta, l’Airone, la moto di media cilindrata più diffusa in Italia dal 1939 al 1957, o il Falcone, sogno di tutti i motociclisti degli anni Cinquanta. Accanto a questo i veicoli che hanno caratterizzato la mobilità degli italiani nel dopoguerra. Ecco quindi la Motoleggera 65 “Guzzino” e il Galletto, la V7 Sport con il motore bicilindrico a V di 90°. E poi il percorso espositivo dedicato alle moto da corsa che, con le loro imprese, hanno scritto le pagine del mito sportivo della Casa di Mandello del Lario. Fra queste la Guzzi 4V del 1924, la moto con cui Guido Mentasti conquistò il primo titolo europeo sul circuito di Monza; la Bicilindrica 500 del 1946 di Omobono Tenni; la Guzzi 350 “Campione del Mondo” nel 1955.

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A completare il percorso museale la sezione "Il Suono della Passione", dove sono proiettati i filmati più interessanti della storia Moto Guzzi. Tutto è iniziato con Carlo Guzzi, giovane tecnico residente a Mandello del Lario appassionato di moto, che allo scoppio della I Guerra Mondiale venne arruolato tra gli aviatori dell’esercito italiano. Lì conobbe due ufficiali piloti, Giorgio Parodi, figlio di un armatore genovese, e Giovanni Ravelli, corridore di talento delle corse motociclistiche d’anteguerra. Fra i tre commilitoni nacque presto una grande amicizia, in nome della comune passione per le motociclette e per il volo. Decisero quindi che, alla fine della guerra, avrebbero costituito una società e fondato un’industria motociclistica. E cosi avvenne, anche se Giovanni Ravelli morì dopo la fine del conflitto perì in un incidente di volo. Fu in suo onore che l’aquila entrò di diritto a far parte dello stemma della Moto Guzzi.

Informazioni utili
Museo del Motociclo Moto Guzzi
Via Parodi 57
Mandello del Lario (LC)
Tel. 034 1709111
Orari di apertura:
dal lunedì al venerdì, ore 15:00 -16:00
Sabato e domenica solo su prenotazione
Ingresso libero - visita guidata
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