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5 cose da sapere sulla ceramica della Tuscia Viterbese

Alla scoperta dell'antica tradizione artigianale che affonda le proprie radici nella lontana epoca degli Etruschi

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Ceramiche della Tuscia
Un lungo ed affascinante viaggio nel cuore della Tuscia Viterbese non può prescindere dalla scoperta e dall'approfondimento di una delle sue tradizioni artigianali più antiche e mai abbandonate come quella della lavorazione della ceramica. Qui, la trasformazione dell'argilla in oggetti artistici o di uso comune risale nientemeno che all'epoca degli Etruschi dalla quale sono giunti innumerevoli reperti che hanno, nel corso del tempo, influenzato ed incoraggiato l'evoluzione e la perpetuazione di questa magnifica forma d'arte.

LA TRADIZIONE La produzione di vasellame ed oggetti in ceramica e terracotta nella Tuscia Viterbese vanta una storia incredibilmente lunga che affonda le proprie radici addirittura in epoca etrusca. All'interno delle necropoli, infatti, sono stati rinvenuti, nel corso del tempo, numerosi manufatti in ceramica, anche se numerosi di essi di provenienza greca e della Magna Grecia. A queste lavorazioni, però, se ne affiancavano altre di produzione locale che, generalmente, tendevano ad imitare lo stile attico e corinzio. La tradizione etrusca si concentrava essenzialmente sulla realizzazione di maschere e vasi funerari, e sarcofagi, e tra i primi lavori si annoveravano soltanto oggetti dalle forme e dai materiali rozzi. Con il tempo, quando alcuni vasai greci aprirono le loro botteghe in Etruria introducendo tecniche di lavorazione nuove come l'utilizzo dei colori minerali, e del tornio, anche i manufatti di produzione locale si fecero più pregiati e raffinati, dando il via ad una lunghissima tradizione artigianale che perdura ancora oggi.

LE CARATTERISTICHE Tra i manufatti più interessanti che caratterizzano la produzione ceramica delle origini si distingue certamente il bucchero, una sorta di vaso ottenuto mediante un processo di lavorazione particolare che prevedeva l'utilizzo di un impasto ottenuto con argille pregiate a grana fine e ad elevato contenuto di ferro che presenta una consistenza porosa e fragile ed un colore tra il grigio scuro ed il nero che diventa brillante se lucidato con la tecnica a stecca. Oggi l'attività di produzione e lavorazione di ceramiche artistiche nella Tuscia è tutelata e regolamentata da un rigido Disciplinare della Camera di Commercio di Viterbo che dispone che ogni manufatto in ceramica debba essere realizzato con argille cotte a diverse temperature e lavorate per almeno il 60% in laboratori artigianali autorizzati, gli unici che possono fregiarsi del marchio della Tuscia Viterbese. La produzione di oggetti in ceramica viene, oggi, distinta in due differenti filoni, quello tradizionale e quello innovativo. Le ceramiche tradizionali riproducono, essenzialmente, le tecniche e l'aspetto dei manufatti storici, alcuni dei quali visibili presso alcuni musei di Viterbo e provincia, mentre le ceramiche innovative, pur mantenendo inalterato il pregio dei materiali e dei procedimenti, seguono nell'estetica e nelle tecniche tendenze più moderne, originali e creative frutto della naturale evoluzione di una tradizione artigianale in continuo fermento.

IL TERRITORIO Trionfo di interessanti testimonianze etrusche, aree archeologiche di differenti epoche, musei ricchi di preziosi reperti, eleganti palazzi e dimore storiche, la Tuscia è un concentrato di cultura e di bellezze paesaggistiche che trovano la massima espressione nelle sue affascinanti località, nei folti boschi e nei placidi laghi che la punteggiano. Non c'è zona della Tuscia Viterbese in cui non si possano trovare botteghe artigiane e testimonianze dell'antica arte della lavorazione della ceramica, da Viterbo, Città dei Papi e stazione termale ricca di magnifiche chiese, edifici e monumenti di epoca antichissima, sino alle sorprendenti Bomarzo, con il suo Parco dei Mostri punteggiato d'installazioni dalle forme e dalle sembianze più improbabili, e Civita di Bagnoregio, la cittadella soprannominata “città che muore” perchè arroccata su una rupe tufacea soggetta a continua erosione, ogni itinerario è una vera scoperta che trova nelle ceramiche locali un interessante filo conduttore.

GLI INDIRIZZI Per conoscere ed approfondire la storia, le tecniche di produzione e l'evoluzione dell'arte ceramica della Tuscia, vale la pena concedersi una sosta presso i musei ad essa dedicati. Nel cuore di Viterbo, ad esempio, proprio a ridosso del caratteristico quartiere medievale di San Pellegrino, Palazzo Brugiotti ospita una ricca esposizione di reperti suddivisa in cinque differenti ambienti che permettono di apprezzare il lungo percorso compiuto da questa tradizione artigianale dai primi manufatti acromi a biscotto, sino a quelli invetriati, a quelli smaltati e persino agli stampi per i dolci del XIX secolo. A Tarquinia, città di necropoli e tombe dipinte, all'interno del Palazzo dei Priori il Museo della Ceramica offre un interessante spaccato dei reperti rinvenuti nelle storiche sepolture locali, ancora oggi fonte di ispirazione per gli artisti delle botteghe artigiane, che spaziano dai piatti, alle brocche, sino a variopinte decorazioni a motivi floreali e ritratti dipinti con colori vivaci come il rosso, il verde, il giallo, il cobalto ed il marrone.

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