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Natale da paura: i luoghi horror di Dario Argento

Da Roma a Torino, dall’Eur a Piazza CLN, ecco le location che hanno fatto da cornice alle pellicole del regista, in una mappa horror divenuta anche un libro

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Thinkstock
Toirno, il Po e la sagoma del Monviso al tramonto
Chi almeno una volta nella vita non ha passato una serata in chiave horror per ammirare uno, nessuno e centomila capolavori del maestro del brivido? Parliamo di Dario Argento, grande autore e regista romano che, da sempre, è riuscito a tenere alta la suspense con i suoi lavori che sfociano ora nel thriller ora nell'horror che vanno da "L’Uccello dalle piume di cristallo" a "Profondo Rosso", passando per "Inferno", "Tenebre", "il Fantasma dell’Opera" e "Dracula", solo per citarne alcuni.

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Lui, l’Hitchcock italiano, al fine di tenere vivo il ricordo dei suoi successi, ha deciso di raccoglierli in un libro “Dario Argento, si gira!” e, grazie alla collaborazione di Mauro D’Avino e Lorenzo Rumori (Edizioni Gremese), gli autori, ha ricostruito quella che è stata definita una sorta di "Google Maps della paura", un mix tra celebri scene dei suoi film e aneddoti curiosi.

Un lavoro lungo che ha permesso, tappa dopo tappa, di ripercorrere i luoghi in cui il regista ha ambientato i suoi film: un modo unico per vedere, attraverso i suoi occhi, realtà dislocate in ogni dove, dalla Svizzera, alla Germania, dall'Africa agli Stati Uniti e, ovviamente, Italia, con un focus particolare su Roma e Torino. Quest'ultima soprattutto, è per lui una vera e propria musa in quanto, a suo dire, “architettonicamente è molto, molto bella! Io quindi vengo sempre a Torino non perché mi porti fortuna, ma perché mi piace, m’interessa. E’ un ottimo scenario per i miei film e per i miei incubi."

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La ricerca dei luoghi è stato sempre un fattore che ha impegnato molto Argento tanto che ha affermato“Io prendo sempre la macchina e giro; voglio vedere i luoghi dal vivo e avere una mia prima impressione di persona; non scelgo quasi niente sulla base di una fotografia”.

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L'abbiamo incontrato in occasione della presentazione romana tenutasi nella prestigiosa cornice di Palazzo Fabi, il flagship store della Maison marchigiana dove il maestro è stato accolto, calorosamente, dalla padrona di casa, la Boutique Manager Cristina Varchi; occasione in cui ci ha rivelato che, tra tutte le dimensioni citate nel libro, sente un feeling particolare con la Roma di “Tenebre”, girato tutto tra l’Eur e Casal Palocco, una pellicola che, regala una visione della città eterna sui generis che il maestro definisce "quasi da De Chirico" là dove, ripercorrendo Viale dei Santi Pietro e Paolo all’altezza del civico 27, si riconoscono le scene di terrore in cui Elsa Manni, la ladra, si dirige verso casa percorrendo questo lungo e isolato viale lasciando intravedere, in sottofondo, la basilica di San Pietro e Paolo.

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L’architettura e gli spazi hanno un ruolo di primo piano per Argento, come si nota nelle riprese effettuate a Casal Palocco dove, in quel di Viale Alessandro Magno 311, si trova Villa Ronconi, dimora nel film della coppia lesbo composta da Ilde e la sua amica, una curiosa struttura ,opera del Busiri Vici, dalle geometrie irregolari, un futuristico gioco di incastri che rende protagonisti blocchi rettangolari in cemento, un belvedere dal sapore cubista che ha fatto breccia nella mente del regista.

Nonostante Roma sia la sua città, Torino si rivela essere a lui molto cara, una stima reciproca li lega tanto che, la realtà piemontese, gli ha dedicato un tour che permette di conoscere da vicino le aree in cui il maestro del brivido ha ambientato ben 7 delle sue pellicole. Ogni sabato infatti è possibile salire a bordo di un bus che assicura un tour da brivido tra Villa Scott e Piazza CLN. Nato da un'idea del regista Alessandro Benna che, in collaborazione con Stefano Oggiano e Davide Della Nina, questo percorso permette di toccare con mano oggetti cult come la “La Mannaia di Marta” costruita nel 1974 da Germano Natali per “Profondo Rosso”, il calco del volto di Adrien Brody, realizzato nel 2009 da Sergio Stivaletti per il film “Giallo”.

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Qui ci si può approcciare a quella che è la sua scenografia più cara, Piazza CLN che ha fatto da contenitore a “Profondo Rosso”, il suo film più celebrato in Italia, in cui si esalta il minimalismo stilistico del razionalismo, perfetto per rendere al meglio quel senso di angoscia e desolazione che voleva trasmettere allo spettatore.

Proprio qui si trovano tre punti di riferimento importanti per vivere le vibrazioni della pellicola: si parte l’appartamento della sensitiva e quello del protagonista e ovviamente il Blu Bar, location in cui Carlo si esibiva al pianoforte, costruito ad hoc prendendo a modello il celebre quadro di Hopper, “Nightawks”: “Ho cercato di ricreare un vero e proprio dipinto in poche parole e volevo far sì che i protagonisti sembrassero davvero tuffarsi nel quadro di Hopper”.

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