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Natale al profumo di cera con le candele di Bevagna

L’Umbria dei ceraioili: tradizioni artistiche e artigianali alla cera d'api riportano in vita quegli antichi mestieri medievali che hanno fatto la storia.

Candele, il Mercato delle Gaite
Courtesy of©ilmercatodellegaite.it
Candele, il Mercato delle Gaite
A Natale ogni pensiero vale: quella di scambiarsi il regalo è una tradizione che mette d'accordo intere generazioni che colgono questo festoso giorno per dimostrare, con un pensiero, un sentimento importante, che sia esso d'amore, d'affetto o di stima. A volte, come si dice, nella botte piccola c'è il vino buono, ergo le dimensioni non sono tutto, anche oggetti semplici e piccoli sono in grado di farsi portatori di profondi significati, come le candele, caldi utensili per riscaldare una qualsiasi atmosfera. La voglia di originalità e, allo stesso tempo quell'amore per la tradizione, porta alla scoperta di Bevagna, in provincia di Perugia, uno dei Borghi più belli d'Italia là dove sventola la Bandiera Arancione, un luogo carico di suggestioni che merita di essere conosciuto tornando al Medioevo, un'epoca rimasta viva grazie alle preziose tradizioni artigianali.

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LA TRADIZIONE Lontani i tempi in cui, a fare luce, non era l'elettricità. A Bevagna ci si dimentica, anche solo provvisoriamente, del periodo storico in cui si vive per tornare all'epoca in cui l'unica fonte di illuminazione erano le candele, divenute oggigiorno la massima espressione della produzione artigianale. Il fuoco rappresenta una delle più grandi conquiste dell'uomo che gli ha permesso, nel corso dei secoli, di riscaldarsi, cuocere alimenti ma anche illuminare. Se in un primo momento erano le pietre le preziose alleate, si è successivamente passati alle candele. L'uso della cera d'api è antichissima, basta pensare ai ritrovamenti avvenuti in tombe Egizie: nonostante fossero molto usate da greci ed etruschi, furono i romani a creare quelle che possono definirsi le antenate delle candele: uno strumento fatto di foglie di papiro intrise in cera d'api e arrotolate intorno a uno stoppino centrale. Fu però nel Medioevo che la cera d'api raggiunse il massimo splendore: il suo piacevole aroma e la stabilità della fiamma rappresentavano un appannaggio dei più ricchi e, se in un primo momento trovavano uso in relazione alla sfera religiosa, sempre più l'impiego delle candele arrivò nelle case, là dove divenne una risorsa importante nell'illuminazione quotidiana. Dal XIX secolo la cera d'api è stata rimpiazzata dalla paraffina, dati i costi di produzione molto bassi; il successo della candela si spense a seguito dell'invenzione della lampadina, avvenuta nel 1879 per opera di Thomas Edison.

?LE CARATTERISTICHE L'antico laboratorio dove si producono candele in pura cera d'api è la cereria: qui, con dedizione e attenzione, prende forma il "duplero" ovvero la candela medievale di cui ci si serviva tanto per uso religioso quanto per la quotidianità. La candela si realizza, rigorosamente a mano, attraverso la lavorazione della cera sciolta in caldaie di rame e colata su stoppini di canapa pendenti da una ruota girevole fino a quando la candela non ha raggiunto le dimensioni desiderate: al fine di ottenere il cosiddetto "duplero", l'artigiano si serve di due candele lisce che prendono forma attraverso un'abile torsione.??

IL TERRITORIO Uno degli appuntamenti imperdibili per riscoprire l'Umbria più autentica è il Mercato delle Gaite, una rievocazione storica che, ogni anno, si tiene nell'ultima settimana di giugno all'interno dei quattro quartieri del centro storico ovvero le gaite, quella di San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e, infine Santa Maria. Per l'occasione tutto si tinge di magia e coinvolge in un'atmosfera suggestiva che permette di fare visita alle innumerevoli botteghe là dove vengono ricostruite quelle che erano le scene di vita tipiche dell'epoca compresa tra il 1250 e d il 1350. Tra le sue stradine si trovano infatti botteghe di fabbri, canapai, tintori, falegnami, cuoiai, soffiatori di vetro, legnaioli, cartai e, facendo rotta in quel del Rione di San Pietro, si approda nella cereria dove, avvolti da quell'intenso profumo di miele, vengono prodotte candele, in pura cera d'api, seguendo le norme dettate dagli statuti comunali.

INDIRIZZI Durante il corso dell'anno, su prenotazione e con aperture speciali previste soprattutto sotto le feste e durante la bella stagione, è possibile scoprire "Il Circuito Culturale dei Mestieri Medievali" curato dall'Associazione "Mercato delle Gaite", iniziativa nata a seguito delle continue richieste e dalla curiosità da parte di appassionati, studiosi e turisti. Si tratta di un viaggio alla volta degli antichi Mestieri Medievali che invita a vivere la bellezza del centro storico della città con altri occhi e, grazie alla presenza di Maestri dell'arte ed esperti artigiani, si possono ammirare gli Antichi Mestieri Medievali: cartari, ceraioli, tessitori e zecchieri conoscendo le fasi e gli strumenti di lavoro della loro produzione prendendo parte non solo come spettatori, ma anche come allievi grazie agli appositi laboratori organizzati.

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