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Gavi DOCG, il Grande Bianco Piemontese

Nella regione dei vini rossi per antonomasia, spicca un bianco ricco di storia e dai sentori inconfondibili

gavi piemonte
Courtesy of ©The Round Table ufficio stampa
Paesaggio del territorio del Gavi
Affascinante regione piemontese che comprende 11 comuni della provincia di Alessandria (Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo) racchiusi tra Liguria e Lombardia, il territorio del Gavi si estende in una terra di confine che dal lembo inferiore della Pianura del Po, si arrampica sui colli e sull'Appennino Ligure e che ha nell'omonimo comune il proprio fulcro. Ci troviamo nella terra dei vini rossi per eccellenza nella quale, però, spicca un'area dagli scenari mozzafiato e dalla storia lunghissima dove il colore del nettare di bacco è bianco come il vitigno Cortese dal quale si ricava il Gavi DOCG, un vino bianco prelibato che, ad ogni assaggio, sprigiona tutta l'essenza di un territorio che si è ispirato alle sue caratteristiche pedoclimatiche ed alla ricca cultura per sviluppare una fiorente produzione di etichette che riscuotono sempre più successo nel folto panorama dei vini piemontesi. Solo trenta chilometri separano il territorio del Gavi, detto l'Oltregiogo, dal mare. Una tale vicinanza ha reso sempre più stretti e più frequenti i rapporti con la Repubblica di Genova e la Liguria, nota da sempre per i suoi deliziosi vini bianchi e per i gustosi piatti a base di pesce, carni magre e verdure. Le caratteristiche del suolo e del clima hanno fatto il resto, favorendo lo sviluppo del vitigno Cortese che oggi dona, non a caso, il vino che viene definito il Grande Bianco Piemontese.

Calice di Gavi DOCG
 
Un'origine leggendaria

Si narra che la principessa Gavia, figlia del re di Francia Clodomiro, che rifiutava l'amore della giovane per un cavaliere, si diede alla fuga sin quando non trovò rifugio sulle colline piemontesi grazie all'intercessione del papa. Fu proprio la principessa a dare il nome al borgo che l'accolse mentre la sua bellezza ed il suo animo “cortese” furono d'ispirazione per il nome del vitigno da cui si ricava il prelibato vino bianco locale. Le origini del Gavi sono, dunque, persino leggendarie. Ma senza “scomodare” intrecci tanto suggestivi quanto privi di tangibili riscontri storici, si può comunque affermare che per individuare le origini del vitigno e del nettare che se ne ottiene si debba, effettivamente, risalire molto indietro nel tempo. Basti pensare che le prime annotazioni riguardanti l'affitto di vigneti e castagneti a due cittadini di Gavi da parte dell'Arcivescovo sono riportate in un documento, oggi conservato presso l'Archivio di Genova, datato niente meno che 3 giugno 972. Sono, dunque, oltre mille anni che questo territorio ha sviluppato la sua particolare vocazione alla produzione di nettari bianchi. Una vocazione divenuta, nei secoli, sempre più profonda, tanto che oggi si assiste ad un costante incremento della Denominazione DOCG Gavi che è arrivata a raggiungere una superficie totale di circa 1500 ettari ed a contare circa 440 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori, coinvolgendo nell’intera filiera oltre 5.000 persone.
Vigneti del Gavi
 
Un vino profondamente legato al suo territorio

Se oggi la DOCG, di cui il Gavi (noto anche come “Cortese del Gavi”) è stato insignito nel 1973, ha raggiunto tali proporzioni e prestigio, è grazie anche all'impegno del Consorzio che lo tutela, lo valorizza e lo promuove. Istituito nel 1993, si tratta di un Ente Erga Omnes che rappresenta e sostiene l'intera filiera di produttori, vinificatori ed imbottigliatori salvaguardando il prodotto attraverso la conservazione, il miglioramento e la sostenibilità ambientale della produzione e favorendone la diffusione su scala nazionale ed internazionale con la partecipazione e l'organizzazione di eventi ed iniziative che contribuiscono a diffondere la conoscenza del territorio e della sua produzione enologica. E', infatti, proprio il territorio di origine, con la sua particolare posizione, a rendere ogni assaggio del vino Gavi una vera e propria esperienza gustativa. Gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, i terreni marnosi, calcarei e argillosi, favoriscono lo sviluppo di un nettare sempre delicato, elegante ed equilibrato.

Un nettare proposto in 5 tipologie - Tranquillo, Frizzante, Spumante, Riserva e Riserva Spumante Metodo Classico - che ben si sposa tanto ai piatti della cucina ligure (oggi ancora presenti in questa zona) che ne hanno in parte favorito l'impulso in un'epoca in cui molti signori genovesi avevano nei feudi delle terre dell'Oltregiogo le proprie dimore di campagna, quanto alle specialità del territorio come la Testa in Cassetta e i famosi ravioli tutelati dai Cavalieri dell’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi. Nella versione tradizionale gaviese la deliziosa pasta fresca ripiena è caratterizzata da una sfoglia sottile e gustosa e viene preparata con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola e serrvita principalmente in 3 modi: al “tocco”, il locale sugo di carne, in scodella al vino e “a culo nudo”, cioè solo schiumata, senza condimenti.

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Ravioli
 
Alla scoperta del territorio del Gavi

Ma nel territorio del Gavi non si mangia e non si beve soltanto. Questa zona del Piemonte si rivela, infatti, un vero e proprio concentrato di attrazioni e di sorprese che la rendono una meta perfetta per gli amanti di un rilassante turismo slow, fatto di pesca nei torrenti Scrivia, Lemme e Orbo, di piacevoli passeggiate a cavallo, di rigeneranti trekking nella natura e di lunghe pedalate in mountain bike in Val Borbera e Val Lemme. Gli amanti delle giornate all'aria aperta troveranno la propria dimensione tra gli scenari mozzafiato del Parco delle Capanne di Marcarolo e dei Laghi del Gorzente e della Lavagnina, mentre il sito archeologico dell'antica città romana Libarna a Serravalle Scrivia, della quale rimangono l’impianto del Teatro antico e le vie su cui si affacciano le domus romane, consente di fare un tuffo in un passato lontanissimo fatto di traffici e di scambi commerciali lungo la via Postumia, la via Francigena e la Via del Sale. Il Geosito internazionale di Carrosio, invece, sulla parete rocciosa che lo ospita svela le tracce del passaggio paleogene-neogene che data circa 23 milioni di anni fa. E per gli amanti del turismo culturale, l'appuntamento è alla scoperta dell'antico Forte di Gavi, risalente al XII secolo, dei meravigliosi borghi dal fascino medievale, punteggiati di chiese romaniche e di splendidi palazzi e tra le magnifiche ville rinascimentali e i castelli che dominano la cima di quasi ogni collina.

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Forte di Gavi
 
Se ancora non vi è venuta voglia di esplorare questo splendido territorio in provincia di Alessandria, concediti un assaggio del Grande Bianco Piemontese che porta con sé tanto il piacere delle fresche brezze che spirano dal Mar Ligure quanto la purezza glaciale delle nevi piemontesi. La tentazione di scoprire da dove proviene questo nettare delizioso sarà, allora, davvero irresistibile. Ne abbiamo selezionato alcune bottiglie acquistabili anche su Amazon.it.

La Scolca Gavi DOCG annata 2019 è un vino bianco fresco di media struttura caratterizzato da gradevoli sentori di mela e particolarmente indicato per l'abbinamento con antipasti e piatti a base di pesce e frutti di mare. E' l'ideale per le ostriche ma si sposa con eleganza anche alle carni bianche e alle torte di verdura.

Villa Sparina Gavi DOCG è un vino vitale, fresco e fruttato che sprigiona sapori armonici, immediati e contemporanei. Al colore oro brillante si accompagna un profumo caratterizzato da note surmature di pera, spezie, agrumi e aromi botrizzati. Il sapore, intenso e ben bilanciato, richiama il miele e il burro e si presenta ricco, sapido e corposo, di buona freschezza e con un finale imponente.

Gavi DOCG La Bollina 2019 è un vino bianco profumato e brillante, con una buona persistenza aromatica ed una piacevole nota acidula e minerale. Ideale come aperitivo, accompagna gradevolmente affettati ed antipasti, primi di pasta o riso, pesci e crostacei, carni bianche ed anche formaggi freschi ed a media stagionatura

La Scolca Millesimato D'Antan 2008 è un vino spumante Riserva prodotto utilizzando metodi rigorosamente artigianali e caratterizzato da un'intensa aromaticità. Il lungo invecchiamento in bottiglia di oltre 10 anni a contatto con lieviti autoctoni selezionati lo rende un vino senza limiti di età al quale il tempo dona sempre sensazioni nuove.

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