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Villa Mansi, Lucca

Lucca, il fantasma di Villa Mansi

C'è il fantasma di una nobildonna che ancora vaga tra le sale della bella dimora lucchese, scopriamo chi è 

Facciata di Villa Mansi
©Comune di Capannori
Villa Mansi, facciata
Sagromigno in monte è una frazione del Comune di Capannori, nella provincia di Lucca. E’ qui che sorge una delle più belle e famose dimore lucchesi, Villa Mansi, con  la sua imponente facciata in stile manierista che attrae subito lo sguardo del visitatore dopo la veduta libera del grande prato antistante. Proprio i grandi giardini e l'eleganza delle sue linee architettoniche l’hanno resa sempre location prediletta di sovrani e ambasciatori provenienti da tutta Europa, invitati dalla Repubblica di Lucca per un piacevole soggiorno toscano. Nel XVI secolo Villa Mansi apparteneva a Nicolao Benedetti ma i suoi eredi la cedettero a Bartolomeo Hieronimus Cenami. Fu proprietà dei Cenami fino al 1675, anno in cui fu acquistata dal marchese Raffaello Mansi, famiglia molto conosciuta in Europa nel campo della mercatura della seta, che la elesse a prediletta residenza estiva, cosi come le successive generazioni. Gasparre di Nicolao Mansi, anziano e ricco signore appartenente alla nobile famiglia, sposa la altrettanto ricca Lucida Samminiati, conosciuta come Lucida Mansi.

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E’ lei la protagonista di una terribile storia accaduta principalmente tra le stanze di Villa Mansi, per poi continuare sulla Torre delle Ore e sulle mura di Lucca e conludersi nel laghetto dell’Orto Botanico. Sembra che la nobildonna lucchese fosse di una bellezza fuori dal comune, ma anche molto crudele. Anzi, talmente malvagia che arrivò ad uccidere il marito per potersi circondare dei suoi amanti in totale libertà. Ma c’era qualcosa di terribilmente diabolico in lei, perché non si limitava a godere solo della loro presenza, ma alla fine delle prestazioni amorose li destinava a morte certa facendoli precipitare in botole dal cui fondo spuntavano delle lame affilatissime. Un’altra sua caratteristica era il fatto che fosse molto vanitosa, tanto che una stanza della villa aveva le pareti completamente ricoperte di specchi.

Leggenda vuole che, all’apparire dei primi segni del trascorrere del tempo, essa fu presa dalla disperazione ma che le comparve dinnanzi il diavolo nelle sembianze di un giovane che le propose un patto: cedergli l’anima in cambio di ulteriori trent’anni di vita e di bellezza. Cosi passarono gli anni, continuando ad essere vissuti con il susseguirsi di amanti destinati alla tragica fine e con la nobile sempre di una bellezza sfolgorante. Fino alla notte del 13 agosto 1646, quando, allo scadere del tempo, il diavolo arrivò a riscuotere ciò che gli spettava. La donna, ricordandosi del patto, corse fino alla Torre delle ore, salì le ripide scale con il disperato intento di bloccare la campana che avrebbe rintoccate le ore ma non riuscì a fermare l’orologio. Fu allora che il diavolo la prese costringendola a salire su una carrozza infuocata che, percorrendo le mura di Lucca, arrivò a gettarsi nel laghetto dell’Orto Botanico. Da quel momento in molti sostengono di aver visto il fantasma di Lucida Mansi che vaga negli appartamenti dove era solita intrattenersi con i suoi amanti e dove poi li faceva giustiziare. 

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