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Lazio, Lago di Canterno

Lazio, perchè il Lago di Canterno è magico

Un fenomeno particolare nel lago carsico che incuriosisce da sempre

Scorcio del lago
©iStockphoto
Veduta panoramica del Lago di Canterno
Fiuggi, in provincia di Frosinone, è una località celebre per il turismo termale, e quindi presa d’assalto da chi ha voglia di concedersi una pausa rigenerante. Non lontano, però, si trova un luogo particolarmente tranquillo, appartato e silenzioso: si tratta del Lago di Canterno, il maggiore dei laghi carsici del Lazio con una superficie di 0.6 kmq, un perimetro di 4,9 km ed una profondità massima di circa 25 metri. Circondato da boschi di querce, cerri e latifoglie, è l’ambiente perfetto dove poter ammirare l’airone cenerino, l’airone rosso, la gazzetta e la gallinella d’acqua. Nonostante il lago sia nelle vicinanze delle trafficate strade provinciali ha saputo mantenere un’atmosfera quasi surreale, a tratti malinconica e struggente.

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Ci sono varie ipotesi sulla sua formazione, la più accreditata delle quali lo fa risalire ai prima decenni dell’Ottocento quando le  acque inondarono l’ampia conca in cui si trova, prima occupata da campi coltivati. Fu nel 1821 che venne riempito completamente, cosi che gli abitanti dediti alle coltivazioni si dedicarono alla pesca, avendo perso i proprio campi. Quello che colpisce però del Lago di Canterno e che gli vale l’appellativo di Lago Fantasma è il suo carattere di instabilità legato ai momenti in cui il fiume Pertuso si svuota e si riempie. Questo a causa della disgregazione o dell’accumulo di materiale ligneo e detritico al suo imbocco. Si sono registrati, in vari anni di varie epoche, episodi ad intervalli irregolari, quando il lago si seccava parzialmente o per intero. Per poi riapparire, però, spesso improvvisamente. E, quasi miracolosamente, nella sua primitiva ampiezza. La fase di prosciugamento poteva durare vari mesi, qualche anno o qualche giorno. Nel 1943 è stata resa possibile la prima esplorazione del Pertuso, scoprendo cosi che comunicava con una grotta sotterranea, una delle tante cavità carsiche della zona.

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Venne quindi risolto il mistero dei pesci: era inspiegabile, infatti, che con la secca sparivano per poi riapparire quando il lago si riempiva nuovamente: durante l’abbandono delle acque si rifugiavano nella grotta. Sebbene oggi si cerchi di regolare il volume del bacino, la sua naturale peculiarità di essere instabile non è scomparsa del tutto, ma si manifesta costantemente anche se in maniera meno scenografica del passato. Per farsi un’idea basta ammirare l’alberello solitario che si erge dalle acque , a circa 40 metri dalla costa rivolta a Fiuggi. Nei periodi di piena appare quasi sommerso dalle acque, durante quelli di secca ne fuoriesce interamente.
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