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Tivoli segreta

Lazio, cosa nasconde la città di Tivoli 

Alla scoperta di alcune chicche della città laziale sconosciute ai più

Scorcio di Tivoli
©iStockphoto
Tivoli, veduta
Non in molti sano che l’antica Tivoli, che Virgilio chiamava Tibur Superbum nell’Eneide, vanta un’origine più antica di quella di Roma, riconducibile addirittura intorno al 1215 a.C. Oggi è celebre soprattutto per la presenza delle Terme di acque Albule e per le meravigliose Villa Gregoriana, Villa d’Este, e Villa Adriana. Non è un caso che, proprio per immortalare le suggestive scenografie di questo territorio, molti poeti, pittori e nobili hanno fatto di Tivoli una tappa imprescindibile del proprio Gran Tour.

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Sono di recente apertura i nuovi percorsi di Villa Adriana che svelano angoli nascosti ed inedite prospettive di un luogo rimasto inaccessibile per tanto tempo, il Serapeo, che costituisce uno degli scenari più suggestivi e amati della Villa. Era il grande spazio dedicato alle feste e agli spettacolari banchetti, arricchito da eccezionali giochi d’acqua che per l’epoca erano davvero stupefacenti. Il nuovo percorso consente di entrare nei luoghi privilegiati e lussuosi frequentati da Adriano e di ammirare dall’alto la volta del Serapeo, nonché uno scorcio del tutto inusuale del Canopo. Ma la città laziale custodisce diverse altre attrazioni meno conosciute che spesso sono scoperte inaspettate anche per i visitatori romani e dei dintorni.

Come la curiosità legata all’antico Ponte di San Rocco, anticamente unico passaggio per arrivare alla Cittadella, quello che oggi è il centro storico: ne rimangono pochi resti ma basta porre un po’ di attenzione nei pressi dell’ex ristornate Le Sirene per ripercorrerne un po’ di storia. Cosi come quella del ghetto ebraico, esistito da prima del Cinquecento fino alla metà del XIX secolo: ne sono visibili le due porte, una sotto il portico medievale di Piazza Palatina, all’inizio del Vicolo dei Granai, e l’altra al termine dello stesso vicolo. Chi continua la passeggiata a caccia di segreti e curiosità può recarsi nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano ai Ferri, dove sono visibili alcuni affreschi raffiguranti cavalieri armati rivolti verso l’uscita, che secondo alcuni studiosi sarebbero i Cavalieri Templari diretti in Terrasanta, indice che la chiesa era un ritrovo dei Templari. Continuando la visita del centro storico si possono notare dei simboli cristologici, ovvero le lettere IHS incise su pietre. Sembra siano datati intorno alla fine del Settecento e probabilmente servivano come riferimento alle antiche processioni. 
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