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Forte di San Leo monumenti da vedere rimini

Dai Romani a Cagliostro: i segreti del Forte rinascimentale vicino Rimini

La fortezza di San Leo vanta una storia intensa e per certi aspetti misteriosa

Forte di San Leo
©iStockphoto
San Leo, panorama con la fortezza
In viaggio sull’Autostrada A14, nel tratto che da Bologna porta ad Ancona, i viaggiatori più attenti e e curiosi possono notare sulla destra, a meno del metà del percorso, le due sagome di San Marino e San Leo. La prima è indubbiamente conosciuta a livello internazionale, la seconda è tutta da scoprire. San Leo, incluso nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Turing Club, domina la Valmarecchia dall'alto. La tradizione vuole che il Santo che gli ha dato il nome, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, abbia evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo.

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Durante il Medioevo San Leo era molto conosciuta grazie anche al passaggio di San Francesco e Dante che l’ha citata nella Divina Commedia. A caratterizzare l’interessante località è la fortezza, la cui fondazione risale al periodo delle guerre tra Bizantini e Goti, intorno al VI secolo. La sua storia vede avvicendarsi Carlomagno che la donò allo Stato Pontificio, Berengario II che vi si rifugiò, Matilde di Canossa e i Montefeltro che la ristrutturarono. Sembra, poi, che vi morì, nel 1795, l’alchimista Giuseppe Balsamo, conosciuto da tutti come il Conte di Cagliostro, dopo avervi scontato 6 anni di prigionia e sofferenze imposte dall’Inquisizione per essere stato condannato come eretico. Sotto il controllo dello Stato Pontificio e fino al 1906, infatti, divenne un severo carcere.

Si presenta con il suo possente masso calcareo e le pareti scoscese e perpendicolari al suolo, fatto che costituisce di per sé una fortezza naturale. Nella rocca sono visibili due parti abbastanza distinte: il mastio, che con i suoi torricini quadrati e l'ingresso gotico è la parte più antica e l’ala residenziale che con i torrioni rotondi e il muraglione a carena con beccatelli che li collega risale invece ad un’epoca più recente. Le due zone delimitano la Piazza d’armi. Ripulita dalle sovrastrutture ottocentesche che ne alteravano le eleganti linee rinascimentali, oggi la Rocca è tornata al suo splendore architettonico che ne fa una delle più celebrate testimonianze di arte militare, in una cornice di storia e di arte tra le più belle d’Italia. Attualmente nei suoi ambienti sono ospitati un museo d’armi e una pinacoteca. Vi si possono ammirare cannoni, alabarde, balestre ed armature ma anche reperti archeologici e stampe d’epoca oltre ad un mobilio di varie epoche ed armi novecentesche. 

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