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Matera sotterranea

Basilicata, cosa si nasconde nel sottosuolo di Matera

Tra i Sassi che l'hanno resa celebre si celano altre meraviglie sotterranee

Cisterna
©iStockphoto
Cisterna della Matera Sotterranea
I Sassi di Matera ne sono l’attrazione principale ma non tutti si soffermano in visite più approfondite. Eppure la Capitale Europea della Cultura 2019 riesce a svelare immensi tesori celati che vale la pena essere scoperti. Come quelli nascosti oltre i Sassi, nello specifico la vera e propria Città sotterranea, un articolato ed ingegnoso sistema di condotti e cisterne scavate nel tufo per convogliare l’acqua ed avere riserve idriche fruibili da tutta la popolazione. L’acqua piovana, infatti, veniva raccolta nelle cisterne pubbliche che servivano anche interi quartieri, o in cisterne private che erano collocate all’interno delle abitazioni. Tutto sottoterra. Queste acque si andavano ad aggiungere a quelle provenienti dalla falda acquifera e dalle vicine sorgenti, come quella che parte dalla collina di Lapillo dove si estende il Castello Tramontano per finire in Piazza Vittorio Veneto ad alimentare la Fontana Ferdinandea prima e il Palombaro Lungo dopo.

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Quest’ultima è una delle più grandi e famose cisterne visitabili della città e fa parte, insieme alla Chiesa rupestre di Santo Spirito, del complesso degli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto. La realizzazione della cisterna risale al XIX secolo ma è stata riscoperta soltanto nel 1991. Dall’interno il Palombaro Lungo, alto 15 metri, presenta pareti dalla forma arrotondata perché doveva riuscire a smorzare la grande pressione interna dell’acqua. Nel corso del tempo la cisterna originaria ha subito numerose modifiche per raggiungere una capacità sempre maggiore a causa dell’aumento demografico. La struttura più grande ha inglobato altre più piccole e persino alcune abitazioni.

Anche il Materasum è un complesso ipogeo ricco di storia e fascino: esteso su una superficie di circa milleduecento metri quadri, con una profondità fino a dodici metri sotto il livello stradale, custodisce al suo interno case, strade, cisterne, siti produttivi ed i resti di un luogo di culto. La sua storia è indissolubilmente legata alla nobile famiglia materana Malvezzi, ricchi proprietari terrieri che abitavano nell’edificio costruito proprio sopra le cavità sotterranee. Nel corso del XVIII secolo, in cerca di spazi nuovi prossimi alle vie di comunicazione per far viaggiare più velocemente la mercanzia, i Malvezzi utilizzarono il complesso ipogeo come deposito per le merci provenienti dai campi. Nel sottosuolo di Matera si possono trovare ovunque pozzi e cisterne che testimoniano l’ingegno e le necessità della popolazione locale per far fronte alle diverse esigenze quotidiane.
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