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Un diverso Disney World nel Florida Project di Sean Baker

Sono i bambini a rendere magico il castello di Kissimmee in Un sogno chiamato Florida.

Cinema
Parlando di cinema, siamo abituati a pensare a Hollywood come al Paese dei Balocchi di grandi e piccini, a una terra dei sogni che abbiamo sfiorato con i fan di La La Land o di Brian Wilson e dei Beach Boys. E in fondo la California tutta, lo Stato del Sole, resta per molti un Paradiso in Terra. Non è così, certo, ma c'è qualcosa che collega le due coste degli Stati Uniti e che dalla Burbank dell'Ovest - sede degli Studios Disney - ci conduce oggi su quella opposta, a un passo proprio dal Disney World che nel 1971 diventò il primo e originale parco a tema e che oggi scopriamo un po' diverso dal previsto nel Un sogno chiamato Florida di Sean Baker.

Orlando, in Florida, è senza dubbio la capitale mondiale delle vacanze, un paradiso ricco di sole verso il quale accorrono ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo; un regno incantato con una miriade di parchi tematici, spettacoli e resort. Ma a poca distanza c’è un mondo completamente diverso in cui vivono i personaggi del film: in primis Moonee, una vivace bambina di sei anni, e il suo gruppo di amici, le cui vacanze estive si riempiono della sorpresa, dello spirito di possibilità e del senso di avventura tipici dell'infanzia. È così che riescono ancora a trasformare una realtà fatta di fast food, trash televisivo e quotidiana miseria in un’avventura. Nello stesso mondo la sua giovane mamma Halley si muove lungo il confine tra legalità e crimine, mentre gli altri adulti sembrano attraversare tempi difficili… L’unico che cerca di tenere insieme le cose è Bobby (Willem Dafoe), il manager del Magic Castel Hotel dove vive Moonee.

Ma il Magic Castel Hotel - o meglio, Magic Castle Inn & and Suites - esiste davvero, al 5055 di W Irlo Bronson Memorial Hwy, a Kissimmee, una lunga strada parallela alla US Highway 192 sulla quale si svolge quasi tutta l'azione che vediamo svilupparsi sullo schermo e che nasce da un progetto su cui Sean Baker rimuginava da cinque anni e sul quale aveva iniziato a lavorare a partire da una idea del co-sceneggiatore/produttore Chris Bergoch. "Nel 2011, quando ho parlato con Sean di questa cosa ero diretto a EPCOT - ricorda. - Avevo visto dei bambini giocare ai lati di questa superstrada molto trafficata, a pochi minuti di distanza dai parchi tematici". "Non riuscivamo a togliercelo dalla testa - continua. - All'inizio del 2012 abbiamo preparato una bozza di progetto… Ogni volta che tornavo a Orlando passavo davanti a questi motel, e non riuscivo a togliermi l'idea dalla testa". "La esaminavamo in ogni piccolo particolare, - gli fa eco il regista, - modificavamo le scene, abbiamo perfino cambiato il finale originale, ma abbiamo sempre saputo che avevamo il desiderio di raccontare una storia dal punto di vista di un bambino".

Di un gruppo di bambini che crescono all'ombra di un castello incantato, 'Simpatiche canaglie' (Our Gang, serie di cortometraggi prodotti da Hal Roach che Baker ha sempre amato) moderne che ci fanno da guida in questo tour delle zone immediatamente limitrofe al parco di divertimenti Disney, affollate di motel - che si susseguono su entrambi i lati della 192 - e che sfruttano l'immaginario Disney, con motivi legati a castelli e pirati, ma ormai cambiati dal collasso dell'economia locale e la diminuzione del flusso di turisti. Alle reception di questi motel si presentano ormai visitatore diversi: gente che ha perso il proprio lavoro e non ha la possibilità di pagare un deposito per vivere in un appartamento.

E per i quali la vita si svolge entro i confini delineati dalle strutture che vediamo scorrere, una dopo l'altra, sui due lati della W Irlo Bronson Memorial Hwy: il Futureland Inn al 4501 (in realtà Paradise Inn), il Twistee Treat Ice Cream al 4722, la clinica abbandonata al 4724, i condomini disabitati (e incendiati) al 4778, il Disney Gifts Outlet Gift Shop al 5001, Il The Arabian al 5020 (dietro il quale si nasconde il Sun Inn and Suites), il Wizard Gift Shop al 5265 (o meglio Jungle Falls Gift Shop), il Joanne's One Stop Ticket Center al 5297 e l'Orange World Gift Shop al 5395. Ai quali potremmo aggiungere l'Holiday Inn at Calypso Cay Way dove vediamo madre e figlia fare una ricca colazione, il Mr Quick Restaurant di Colonial Dr. a Orlando dove lavora Ashley e ovviamente il vicino Walt Disney World Resort

Dove Baker ha rubato alcune delle scene più importanti, senza permesso. In fondo tutto è lecito per raggiungere un obiettivo come quello che lo stesso regista confessa: "Vorrei che chi guarda il film amasse e prendesse a cuore questi personaggi così tanto da portarli a casa con sé, andare su Internet e cercare informazioni sul numero di famiglie e bambini americani che crescono nei motel. Per me sarebbe un successo che ha qualcosa di magico".
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