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Los Angeles, La La Land per Damien Chazelle

Il regista del sorprendente Whiplash torna con un altro grande film, reso unico da una location magica

01 Distribution
Tutti amano La La Land, questo sembra insegnarci il plebiscito di pubblico e critica che il film di Damien Chazelle sta raccogliendo in tutto il mondo. Il trentunenne regista di Providence che ci aveva sorpreso nel 2015 con Whiplash (candidato all'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale e vincitore del Gran premio della giuria al Sundance Film Festival) sta battendo ogni record, e dopo i trionfi al Festival di Toronto, ai Critics' Choice Awards, ai BAFTA inglesi e ai Golden Globes sembra già lanciatissimo verso i prossimi Oscar. Sicuramente grazie a un talento cristallino e a una storia semplice e perfetta, ma anche alle magnetiche e magiche location della 'Città degli Angeli' californiana, poche volte ammirata in tanto splendore…

Un "omaggio alle leggende del cinema" e insieme la creazione di un "universo incantato, ma anche reale e palpabile" che, approfittando di Los Angeles e dintorni, possiamo godere nel seguire l’intensa e burrascosa storia d’amore tra un’attrice e un musicista in cerca di fortuna. Mia (Emma Stone) è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian (Ryan Gosling) è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar. Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma all'affacciarsi dei primi successi, i due si dovranno confrontare con scelte che metteranno in discussione il loro rapporto…



"Per me era importante realizzare un film su due sognatori, su due persone che hanno grandi sogni che li fanno avvicinare, ma che li portano anche a separarsi", dice Chazelle, che però ha avuto il merito e il coraggio di non approfittare solamente di quei luoghi amati da tutti e facilmente riconoscibili, ma anche di alcuni che nessun turista avrebbe mai sognato di immortalare nelle proprie fotografie: come lo svincolo della Century Freeway tra la I-105 e la I-110 di South Los Angeles, sul quale si apre il film con l'indimenticabile numero di danza 'Traffic': in cui un ingorgo sull’autostrada di L.A. diventa un "chorus line" di  automobili e che ha richiesto tre mesi di preparazione perché i movimenti di ballerini e macchine da presa fossero perfettamente sincronizzati.

"La La Land parla di una città epica, una città da grande schermo,  - sottolinea il regista. - Quindi ho pensato che sarebbe stato fantastico girarla in wide-screen, per farla apparire grande e spettacolare come un classico musical di Hollywood". Come vediamo proprio nella scena appena citata, che Chazelle spiega così: "A L.A. la maggior parte delle auto ospita una o due persone, fa parte di quello che rende la città un po’ solitaria, ma riflette anche il fatto che è un vero paradiso per i sognatori. Cosa fai quando stai in macchina? Ascolti musica e canticchi oppure sogni. Ognuno ha il suo sogno, ognuno canta la sua canzone. Sei nell’universo della tua bolla, quindi quale posto migliore per far incontrare due sognatori come Sebastian e Mia? Abbiamo usato le autoradio per creare un arazzo musicale cui a uno a uno si aggiungono tutti quelli che si trovano in autostrada in quel momento".

"La La Land è una lettera d’amore per la città", dice il produttore Marc Platt. "Abbiamo avuto l’opportunità di mostrare le luci e le ombre della città, ma anche di guardarla attraverso la maestria di un regista di grande visualità e di scoprire luoghi che non si sono mai visti al cinema prima", dice David Wasco, che prosegue parlando dell'alternanza di siti moderni e del passato: "È una caratteristica tipica di questa città. Volgi lo sguardo in una direzione e ti senti nella Hollywood degli anni 40, poi guardi da un’altra parte e ti ritrovi di colpo nel 2016. E l’idea di Damien è stata quella di sfruttare questo aspetto". E così ci si ritrova al Griffith Park Observatory, nelle location del Gioventù bruciata di James Dean che i due innamorati vedono al Rialto Theatre (il cui ingresso è stato girato al 1023 S. Fair Oaks Avenue, di South Pasadena) o sulla Mount Hollywood Dr dove ballano insieme, o al Lipton's restaurant di Wilcox Ave e su Vine St (dove Mia passeggia dopo aver perso l'auto), sulla Bernard St di Chinatown (dove lei chiama Sebastian, lasciandogli un messaggio) o all'Angel's Flight di South Hill Street (per la scena della funicolare) e al Grand Central Market di 317 S. Broadway, in piena Downtown, dove li vediamo mangiare.

Ma Los Angeles è talmente maestosa e incontenibile, che tanto le riprese quanto il desiderio di visitarla tutta non potevano limitarsi… Come i set hanno spaziato da Burbank (imperdibile il "Van Beek Tapas and Tunes" di W. Magnolia Blvd) a Long Beach, da Hermosa Beach (splendidi il Lighthouse Cafe e il molo!) al Santa Monica Blvd dove, al numero 6202, il locale 'Black' ha prestato il proprio ingresso al Seb's Jazz Club (realizzato invece, in interni, al The Blind Donkey al 149 Linden Ave di Long Beach), anche i nostri consigli non potevano essere da meno… Fino a portarvi a chiudere in bellezza allo storico hotel delle stelle, lo Chateau Marmont al 8221 Sunset Blvd!
 
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