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Torino Parchi: Parco Cavalieri di Vittorio Veneto

Torino, la trasformazione di Piazza d'Armi

La zona dove in origine si addestrava l'Esercito è oggi una delle aree verdi più estese della città

Scorcio del Parco
Courtesy of Roberto Goffi, 2010. © MuseoTorino.
Veduta del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto
La più nota delle piazze d’armi di Torino è quella che oggi ospita il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, realizzata nel 1904-1905 e rimasta in funzione fino al 1971, anno in cui venne ceduta al Comune di Torino. La piazza è stata utilizzata non solo come area di addestramento ed esercitazione, ma anche come spazio logistico e ospedale da campo per lo smistamento dei feriti nel corso della prima guerra mondiale. Nei primi Anni Cinquanta iniziarono le prime trattative tra il Comune e l’autorità militare per la dismissione dell’area che si conclusero solo il ventennio dopo, con un accordo che prevedeva che parte dell’area sarebbe rimasta a disposizione dell’Esercito, che poi vi ha stabilito il Complesso Sportivo Saverio Porcelli, parte avrebbe accolto un eliporto e parte sarebbe invece stata destinata a verde pubblico.

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Ecco, dunque, che nel 1974 nasce il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, anche se per molti torinesi ancora oggi rimane conosciuto con l'antico nome di Piazza d’Armi. L'attuale parco è oggi è uno degli spazi verdi pubblici più grandi della città, vera oasi di pace nel caos del traffico. Una fascia centrale dedicata all'addestramento sportivo dei militari e pertanto non accessibile al pubblico lo divide in due porzioni, nord e sud. Indicato per ogni tipo di fascia d’età, il parco è circondato da filari di platani e bagolari oltre che da una pista ciclabile di due chilometri. Ospita tre aree gioco bimbi ed adolescenti e alcuni impianti sportivi tra cui campi da bocce e un'area basket.

E’ il luogo ideale per praticare jogging, andare in bicicletta e intraprendere rilassanti passeggiate poiché ricco di alberi d'alto fusto e di angoli ombrosi rilassanti. Nella zona umida creata appositamente si ammira una vegetazione arbustiva e arborea igrofila, per la salvaguardia del rospo smeraldino. Il parco ha la caratteristica di essere in stretta connessione con gli impianti sportivi ed è stato soggetto di lavori di riqualificazione per le Olimpiadi invernali del 2006. Si estende infatti per oltre 40 mila mq con un grande prato proprio di fronte al Palasport Olimpico e in asse alla Torre Maratona si trova una fontana a lame d’acqua che ricorda un canale, di circa 150 metri. A sud del parco, antistante lo Stadio Olimpico, spiccano le tre colonne bronzee dello scultore Tony Cragg “Punti di vista” realizzate proprio in occasione dei Giochi Olimpici invernali. 

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