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Abruzzo: Grotte del Cavallone da record

Nel cuore del Parco Nazionale della Majella si trova il complesso speleologico visitabile più alto d'Europa e dalle suggestioni dannunziane

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Courtesy of ©www.abruzzomontanochieti.it
Uno scorcio delle Grotte del Cavallone
Sarà per le loro forme uniche o per il magnifico contesto naturale in cui sono inserite, proprio all'interno del Parco Nazionale della Majella, ma le Grotte del Cavallone sono uno di quei luoghi in grado di incantare chiunque abbia la fortuna di trovarcisi al cospetto. Non a caso, infatti, sono state una preziosa fonte di ispirazione anche per il pittore Paolo Michetti che le prese a modello per realizzare la scenografia del II atto del dramma dannunziano La Figlia di Iorio. E' proprio per questo che, oggi, sono in molti a chiamare queste grotte proprio con il titolo dell'opera . Oltre che per il valore letterario, però, queste cavità si distinguono anche per un particolare primato: quello di essere le grotte visitabili più alte di Europa.

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Situate a 1.475 metri di altitudine, sono conosciute sin dalla fine del XVII secolo, ma è solo agli inizi del XIX che vennero rese visitabili anche dai turisti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, inoltre, vennero utilizzate come rifugio dalle popolazioni locali. Si estendono per oltre un chilometro nel territorio del comune di Lama dei Peligni ma l'ingresso si trova nella Valle di Taranta Peligna. Per raggiungerle si può percorrere un suggestivo sentiero ma per godere della bellezza e della maestosità della Montagna Madre, la Majella, la migliore via d'accesso è la salita attraverso una scenografica cestovia biposto che parte da Pian della Valle e in 20 minuti raggiunge quota 1.388 metri. Durante il percorso si rimane sospesi tra le meraviglie del Parco Nazionale godendo di una splendida vista panoramica. Una volta giunti all'ingresso, dopo aver percorso un breve tratto a piedi ed una scalinata di 180 gradini, è molto facile capire da dove deriva il nome di queste bellissime grotte: proprio lungo la parete dell'entrata, infatti, si intravede la l'imponente sagoma del profilo di un cavallo.

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La visita guidata dura poco più di un'ora e regala suggestioni tutte speciali, fatte di forme uniche e sorprendi giochi di luce e ombra. Dopo aver percorso la Galleria della Devastazione, si giunge nell'incantevole Sala di Aligi, adornata di laghetti sotterranei, stalattiti, stalagmiti e pozzi scavati, nel tempo, dal lento stillicidio dell'acqua. La galleria principale è vegliata da particolari Sentinelle fatte di carbonato di calcio, che forma colonne e pilastri davvero senza eguali. Lungo di essa si aprono altre splendide sale, tra le quali si distinguono quella del Budda, quella degli Elefanti, la Sala dei Prosciutti, quella delle Campane, oltre a suggestivi paesaggi lunari e alla Foresta Incantata.

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Una passeggiata unica, da affrontare, però, se si è in buona salute e muniti del giusto equipaggiamento. Il percorso e l'altitudine, infatti, richiedono le condizioni fisiche ed un abbigliamento adatti alle escursioni in montagna. All'interno delle grotte la temperatura di 10° rimane costante durante l'intero arco dell'anno mentre il tasso di umidità, a seconda delle zone, si attesta tra il 70 e il 90%. E per tutti gli escursionisti che desiderano rifocillarsi e ricaricarsi con i gustosi sapori della Majella, l'appuntamento è alla Locanda D'Annunzio, un accogliente ristorante tipico abruzzese che sorge non lontano dalla stazione di arrivo della cabinovia. Il rifugio è immerso nel verde del Parco e seduti ai suoi tavoli, riscaldati dalle rocce calcaree, si potranno assaporare i migliori piatti della cucina abruzzese godendo di una splendida vista panoramica sulla Valle di Taranta.

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