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Giardini Botanici: Orto Botanico di Pavia

Pavia, alla scoperta dell'Orto storico

L'Orto Botanico di Pavia è uno dei più antichi in Europa ed ospita piante provenienti da tutti i paesi del mondo

Pavia Orto Botantico
©F125d, Opera propria, Wikimedia Commons
Università degli Studi di Pavia, Orto Botanico
IL GIARDINO BOTANICO
Quello di Pavia è uno degli Orti botanici più antichi in Europa, si estende per un totale di due ettari comprese le serre, costruite in periodi diversi. Al suo interno si possono apprezzare le collezioni di piante provenienti da tutti i paesi del mondo. Si suddivide in zone dedicate alle rose, alle gimnosperme e alle angiosperme, e nell’area delle serre, ovvero la serra Briosi della piante mediterranee e utilitarie, la serra Tomaselli delle piante tropicali e la storica serra Scopoliana, con le cicadacee e le piante grasse. Subito dietro si trova l’arboreto, la parte più selvatica. Particolarmente interessante è l’esemplare secolare e maestoso di platano ibrido alto più di 50 metri piantato nel 1778 da Giovanni Scopoli in onore della venuta di Maria Teresa d’Austria a Pavia e in commemorazione della morte del famoso scienziato, viaggiatore e studioso svedese Linneo. Alla fine del giardino è possibile vedere, nella vasca delle rane, un esemplare di cipresso calvo di origini canadesi. Attualmente è organizzato con collezioni viventi di piante ex-situ, collezioni viventi di piante in-situ, collezioni viventi di semi, collezioni di essiccati, Centro Didattico della Riserva Naturale Integrale “Bosco S. Negri”, Riserva Naturale Integrale “Bosco S. Negri”, Centro Didattico della Riserva, Banca del germoplasma, Erbario. 

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LA STORIA
E’ dagli ultimi decenni del 1700 che l’Orto Botanico si trova nell’attuale sede dopo una serie di tentativi per trovare un luogo idoneo alla coltivazione e all’insegnamento dei semplici nella facoltà medica. Nel 1774 venne insediato nell’edificio il Laboratorio di Chimica ed un paio d’anni più tardi si iniziò con la costruzione delle grandi serre in legno in corrispondenza della attuali serre scopoliane. Nel 1777, quando assunse la direzione Giovanni Antonio Scopoli, l’Orto Botanico di Pavia aveva un assetto molto simile a quello attuale e non aveva niente da invidiare a a quello di Padova. Con il passare degli anni e con i diversi cambi di direzione vennero arricchite le collezioni, aggiunte le serre calde, aumentate le strutture e costituito il Laboratorio Crittogamico per lo studio delle malattie delle piante. A cavallo della Seconda Guerra Mondiale vennero effettuate altre trasformazioni rimodellando l’impianto del giardino sull’esempio dei parchi delle classiche ville lombarde del XVII e XVIII secolo e semplificando l’organizzazione delle aiuole. Tra gli Anni Ottanta e Novanta del secolo scorso furono introdotte nuove collezioni e modificata l’impostazione della collezione di rose. Dal 1997 l’Orto Botanico fa parte del Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri, nel quale è confluito l’Istituto di Botanica.



COSA VEDERE
Tra le principali collezioni spicca il Roseto, suddiviso in tre grandi aree: un folto gruppo di rose selvatiche, raccolte nelle aiuole marginali, con specie e ibridi naturali denominate secondo la classificazione adottata per la flore delle regioni di origine; le rose antiche, collocate in modo da evidenziare i legami con le sezioni precedenti; gli ibridi moderni nelle aiuole centrali. L’Aiuola del Te ospita gli arbusti di tè (Camelia sinensis forma biologica ticinensis) coltivato sin dalla fine del XIX secolo. La  Serra delle orchidee venne edificata negli anni Settanta del XX secolo per iniziativa del direttore dell’Orto Botanico Ruggero Tomaselli e insieme alla serra tropicale costituiscono le due strutture più moderne. Attualmente, ospita orchidee tropicali, tra cui specie di origine americana e provenienti dall’Asia orientale o dall’Australia. La Serra tropicale contiene diverse specie esotiche mentre quella della piante utilitarie una serie di piante esotiche da frutto, aromatiche, da legno e ornamentali. Famose sono le Serre Scopoliane, formate da due corpi collegati da un atrio comune, cosi come l’Arboreto dove le specie arboree e arbustive originariamente in prevalenza esotiche sono arricchite con diverse specie delle foreste dell’Italia settentrionale. Dal 2004 sono state allestite aiuole ospitanti piante autoctone della pianura lombarda, molte delle quali protette e rare.
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