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Giardini/ Orti Botanici: Orto Botanico di Brera  

Milano, scoprire l'Orto Botanico di Brera

E' considerato uno degli orti botanici più belli d'Italia, scopriamo il perchè

Brera, Orto Botanico
©iStockphoto
Milano, Orto Botanico di Brera
L’ORTO BOTANICO DI BRERA
Il quartiere di Brera è uno dei più caratteristici di Milano. Palazzo Brera, oltre ad ospitare l’Orto Botanico, è anche la sede dell’Accademia delle Belle Arti e del Museo Astronomico. L’Orto Botanico di Brera venne istituito nel 1774 per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria che volle valorizzare lo storico giardino del cortile del Palazzo, iniziato dai Gesuiti. E’ considerato uno degli orti botanici più belli d’Italia e nei suoi 5000 mq di estensione dove sono ospitate circa 300 specie diverse conserva quasi interamente la struttura originaria, così come le sue aule didattiche e le aiuole. In ogni periodo dell’anno vale la pena godersi una bella passeggiata tra i tanti percorsi. Alcuni sono tematici, differenziati in base alle stagioni, come quello della fioritura dei bulbi primaverili: dalla fine di febbraio iniziano a schiudersi ed è un tripudio  di giacinti, narcisi, tulipani e leucojum.

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LA STORIA
La creazione di un vero e proprio Orto Botanico avvenne nel 1774, dopo lo scioglimento dell’Ordine dei Gesuiti e il passaggio del loro Collegio in mano pubblica. Il progetto dell’orto comportò l’eliminazione di alcune piante di alto fusto che rendevano difficile la coltivazione di altre specie, l’innalzamento del livello con nuova terra e la costruzione di una serra. Gli obbiettivi principali erano quelli di promuovere l’agricoltura e le arti senza la presenza di piante esotiche e vi si insegnava la botanica agli allievi del Ginnasio di Brera. Inoltre le piante coltivate erano usate per la Spezieria poco distante. Se durante il periodo austriaco le finalità dell’orto rimasero puramente didattiche, con l’avvento dei francesi il giardino venne utilizzato come luogo di ritrovo per la cittadinanza ed abbellito con piante esotiche ornamentali. Con l’Unità d’Italia venne affidato a diverse istituzioni fino ad arrivare al 1935 quando passò sotto la gestione dell’Istituto Superiore di Agricoltura allora Facoltà Universitaria. Dopo un periodo di abbandono, è stato recuperato e restaurato grazie all'Università degli Studi di Milano e  dal 1998 aperto al pubblico. Dal 2001 è stato interessato da un importante restauro che ha riportato in luce l'originale disegno, caratterizzato da due suggestive vasche ellittiche, dall'arboreto e da fitte aiuole.

COSA VEDERE
Oltre alle collezioni di ortensie e di piante medicinali, particolarmente interessante è la collezione  di numerosi esemplari appartenenti al genere Salvia. Poi si sono l'orto degli ortaggi, la collezione di bulbi primaverili, la collezione di Peonia Aquilegia. Le aiuole ospitano collezioni tra le più ricche di specie della nostra flora e specie medicinali di varie famiglie: sfilano piante alimentari, tessili e da carta, tintorie o piante mediterranee, di ambiente arido o umido. Non mancano piante rare o da conservare per la tutela della biodiversità e in particolare delle piante autoctone lombarde. Tra le grandi alberature spiccano due Ginkgo biloba di 2 secoli e mezzo di vita, simbolo del giardino.
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