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Lombardia, alberi monumentali al Parco delle Groane

Due nuovi alberi sono stati censiti nell'elenco degli alberi monumentali italiani

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Courtesy of ©PR Groane/Parks.it
Parco delle Groane
Non soltanto le opere dell'uomo meritano di essere definite monumenti. La natura ci ha donato, e ci dona, tesori preziosi talmente unici nella loro bellezza da non avere nulla da invidiare alle imponenti costruzioni erette dall'uomo nel corso dei secoli e considerate di importanza monumentale. Non è un caso, infatti, che gli alberi più belli, imponenti ed antichi vengano definiti proprio monumentali, e non è un caso che vengano regolarmente censiti, tutelati e protetti dalle istituzioni proprio come fossero un'importante opera d'arte o architettonica da preservare. Un Decreto del Capo Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali e dello Sviluppo Rurale ha, infatti, approvato ed ufficializzato il primo elenco degli alberi monumentali d'Italia che comprende tutti quegli esemplari che si distinguono per dimensioni, caratteristiche ed età da tutti gli altri della stessa specie. In Lombardia ce ne sono 121, due dei quali situati presso il Parco delle Groane.

Per ammirarli occorre raggiungere Villa Arconati (Via dei Leoni) all'interno della quale si erge una magnifica farnia (Quercus Robur L.), alta 30 metri e con una circonferenza del fusto pari a 4,1 metri, e in via Garbiera, presso la quale svetta un meraviglioso pioppo nero (Populus Nigra L.) alto 21 metri e con un fusto di 4 metri di circonferenza. Due alberi di dimensioni imponenti, dunque, che proprio per le loro misure sorprendenti e per l'età, hanno meritato di essere inseriti nell'elenco degli alberi monumentali consultabile sul sito del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestiali.

Una sosta al cospetto di questi esemplari meravigliosi rappresenta un'ottima occasione per raggiungere ed esplorare il Parco delle Groane che occupa il più continuo ed importante terreno semi naturale dell'alta pianura lombarda a nord ovest di Milano. Un territorio caratterizzato da una brughiera di peculiare interesse geologico in cui si alternano ripiani argillosi “ferrettizzati” ognuno con una certa specificità ambientale e floristica. Le brughiere, tra le più meridionali d'Europa, lasciano, poi, il posto a un bosco di pini silvestri e betulle, per poi maturare in boschi di alte querce e carpini. Esplorando il Parco, inoltre, ci si imbatte in numerosi siti di rilevante interesse storico e artistico, tra i quali spiccano il Castellazzo di Bollate, la Valera di Arese, Villa Borromeo a Senago, Cascina Mirabella a Lentate sul Seveso e le testimonianze di archeologia industriale.

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