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L'Appennino Tosco Emiliano con le ciaspole ai piedi

Alla scoperta del Parco Nazionale più "giovane" d'Italia con le racchette da neve, tra lunghe passeggiate nella natura ed interessanti itinerari fino alla fine dell'inverno

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Courtesy of ©PaoloPicciati - Opera propria - CC BY-SA 3.0 tramite WikimediaCommons
Il Cusna visto dal castello di Carpineti
Passeggiare in mezzo alla natura non rappresenta soltanto un'occasione per allontanarsi momentaneamente dal caos della vita di tutti i giorni e respirare aria buona. Camminare tra scenari bellissimi ed incontaminati significa anche abbandonarsi ad emozioni positive ed insolite, concedersi un ritorno alla natura e al passato. Chi deciderà di esplorare il Parco Nazionale dellAppennino Tosco Emiliano lo sperimenterà in prima persona e godrà dell'opportunità di scoprire luoghi ricchi di fascino in cui l'uomo, nel corso dei secoli, ha lasciato le tracce del proprio passaggio senza mai deturpare questi splendidi paesaggi tra i quali ci si farà strada proprio come si faceva un tempo: indossando soltanto un paio di ciaspole.

E' proprio questa la proposta della Cooperativa I Briganti di Cerreto. Quella di intraprendere interessanti itinerari invernali alla scoperta degli angoli più suggestivi del Parco utilizzando l'unico mezzo di trasporto di cui, un tempo, i nostri antenati disponevano, le ciaspole. I weekend invernali, dunque, si trasformano in un'occasione per scoprire le bellezze del territorio in modo divertente ed insolito potendo scegliere tra le numerose iniziative di un ricco calendario che propone differenti passeggiate a tema, con la possibilità di pernottare persino all'interno di un antico mulino sulle rive del fiume Secchia, dove è stato ricavato un caratteristico alloggio rurale (Il Mulino di Cerreto).

D'altronde il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, che è quello di più recente istituzione del Paese, è una fonte inesauribile di incantevoli spunti per organizzare un piacevole fine settimana all'insegna della natura. Proprio al confine tra la Toscana e l'Emilia Romagna, tra i passi della Cisa e delle Forbici, infatti, i folti boschi lasciano spazio a maestose montagne dagli scenari mozzafiato. Vette come l'Alpe di Succiso, il Monte Prado, e il Monte Cusna si innalzano al di sopra dei 2.000 metri di altitudine dove lussureggianti foreste e rocce spettacolari si alternano a placidi laghi e verdeggianti pascoli d'alta quota, mentre, poco più in basso, sul versante emiliano, il paesaggio è dominato dalla sagoma inconfondibile della Pietra di Bismantova, con le sue pareti quasi perfettamente verticali.

Questi splendidi territori, tutti differenti ma ugualmente affascinanti, non possono che custodire una ricca varietà di specie sia vegetali che animali. Se a bassa quota i boschi sono popolati da querce e castagni, salendo di quota si scoprono vaste distese di faggi e abeti bianchi, specialmente nelle zone della Valle dell'Ozola, del Monte La Nuda e del Monte Ventasso, che, salendo ancora più in alto, lasciano il posto alle caratteristiche brughiere di mirtilli, tipiche dell'Appennino settentrionale. Tra queste bellezze è stata introdotta una graziosa specie alpina che si è ambientata alla perfezione nel territorio del Parco. Si tratta della marmotta che si è andata ad inserire nella variegata fauna locale, fatta di cervi, caprioli, tritoni alpestri, arvicole delle nevi, tritoni alpestri, poiane e lupi, favorendo, peraltro, l'incremento di esemplari di aquila reale della quale questa specie è una delle prede predilette.

Un territorio così ricco ha inevitabilmente attratto, nel corso della storia, la presenza dell'uomo che, in alcune zone del Parco, ha lasciato preziose testimonianze del proprio passaggio, specialmente lungo le strade che oltrepassano i Passi di Lagastrello, del Cerreto, di Pradarena e delle Radici, dove sono state costruite maestose fortezze medievali. Tra i boschi, invece, non è raro imbattersi in pittoresche chiesette, in antiche strade selciate ed in caratteristiche costruzioni di pietra e paglia, come le tegge delle valli del Reggiano.

Non meraviglia che tante bellezze abbiano ispirato i membri della Cooperativa che in questo periodo propone le divertenti ciaspolate alla scoperta del Parco. Gli appuntamenti sono talmente numerosi che sarà impossibile non trovare la tematica che si preferisce approfondire passeggiando con le racchette da neve. Sabato 21 febbraio, ad esempio, lo sguardo sarà puntato verso il cielo di una notte di luna nuova, alla scoperta della volta celeste con l'aiuto del laser e di un esperto astrofilo. La settimana successiva, invece, venerdì 27 febbraio il pittoresco lago ghiacciato del Cerreto farà da suggestiva cornice ad un'originale "Apericiaspola" con i sapori del territorio, mentre sabato 28 si potrà vivere una vera "notte da lupi", con tanto di spaghettata di mezzanotte, alla scoperta delle tracce di queste affascinanti creature della foresta assieme ai ricercatori del Wolf Appennine Center del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.

Ma non è finita, perchè anche il mese di marzo non è meno fitto di eventi. Si inizia con l'itinerario Ciaspole in Rosa, in occasione della Festa della Donna, per proseguire con una gustosa Ciaspolata Gastronomica, con i falò della Notte dei Briganti e con l'interessante appuntamento Ciaspole e Flash durante il quale un esperto fornirà preziosi consigli per immortalare gli scenari invernali che lasciano spazio ai primi scorci di primavera.

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