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Parchi di Roma: San Gregorio al Celio e Villa Celimontana

La natura a Roma, Villa Celimontana e Parco di San Gregorio al Celio

Storia e leggende si fondono tra Imperatori romani ed avvelenamenti

Il Celio di Roma
©iStockphoto
Roma, Colle Celio
Il Celio è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. Appare come una sorta di promontorio di 2 chilometri, largo dai 400 ai 500 metri, che corrisponde a quella parte protesa vero la valle occupata poi dal Colosseo. Già con Romolo venne inserito nel perimetro cittadino. Ai tempi di Tarquinio Prisco il Celio si chiamava Mons Querquetulanus perché ricoperto di querce. È il genero Servio Tullio, dopo aver conquistato Roma, a ribattezzarlo con il nome del più valoroso dei suoi compagni d’armi, Caelius. Era un luogo ameno, ambito da patrizi e generali romani e dall’imperatore Nerone che lo scelse per costruire la sua Domus Aurea.

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Una storia particolarmente cruenta legata alla zona riguarda la madre di Nerone, Agrippina, che, con la complicità di Locusta, passata alla storia come la prima avvelenatrice seriale, avvelenò con un mix di funghi velenosi l’ingordo marito, l’imperatore Claudio. In seguito l’Imperatrice romana, probabilmente in preda ai sensi di colpa, su un lato del Celio fece erigere un tempio monumentale in suo onore, del quale resta solo il basamento visibile da via Claudia. Dopo la caduta dell’impero, sul colle fiorirono orti, vigne, chiese, monasteri e il complesso conventuale di San Gregorio Magno, voluto da Papa Gregorio I che qui aveva una Domus di famiglia. Nel XX secolo gli orti sono stati trasformati in un parco, confinante con quello di Villa Celimontana, sontuosa dimora rinascimentale voluta da Ciriaco Mattei, al quale si deve il favoloso giardino adorno di statue e fontane aperto al pubblico nel 1928.

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Si accede al parco dalla Salita di San Gregorio al Celio attraverso una scalinata a due rampe che, salendo da Via delle Camene, costeggiano un declivio con alberi di ulivo. Da qui si giunge in uno slargo che costituisce il fulcro centrale del parco. L’area si distingue per due tipologie di verde che si integrano. La prima è di tipo naturale, dove il parco si fonde nelle forme delle masse vegetali con gli elementi preesistenti, costituiti da pinete o gruppi isolati di Pinus Halepensis, percorsi, soste e punti panoramici che collegano i vari livelli. Qui si ammirano varietà vegetali tipiche mediterranee e specie erbacee officinali. La seconda tipologia, nella parte del parco più antropizzata, è caratterizzata da attrezzature per il verde, di sosta e di ristoro. Villa Celimontana, già Villa Mattei, ha invece il suo ingresso monumentale sulla via della Navicella, poco distante dall’omonima fontana dalla quale prende il nome la via, a fianco di uno dei primi templi cristiani della capitale, ovvero la Basilica di Santa Maria in Dominca. 

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