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Felitto, vacanze al fresco alle Gole del Calore

Nel cuore del Parco del Cilento e del Vallo di Diano alla scoperta di paesaggi mozzafiato

gole del calore cilento
Courtesy of ©Facebook.com/goledelcalorefelitto
Gole del Calore
Se quella del 2020 è l'estate delle vacanze all'aria aperta, possibilmente a caccia di bellezze tutte italiane, sarebbe un vero peccato perdere l'occasione di ammirare quello che viene considerato uno dei luoghi più affascinanti della Campania. Non si tratta, stavolta, dell'assolata Costiera Amalfitana, delle splendide isole partenopee o degli scorci romantici del Penisola Sorrentina. Non si troveranno spiagge affollate o vicoli e piazzette dalle atmosfere esclusive, eppure, nonostante ciò, anche gli amanti del mare non rimarranno delusi da tutto ciò che scopriranno durante una giornata tra gli scenari mozzafiato delle Gole del Calore. Ci troviamo nel cuore del Parco del Cilento e del Vallo di Diano (SA), là dove il corso del fiume Calore si insinua tra profonde gole e pareti rocciose a strapiombo generate dall'incessante scorrere dell'acqua, talmente limpida e rinfrescante che, durante le stagioni più calde, sono numerosi i visitatori che non resistono alla tentazione di immergervisi nonostante la bassa temperatura. Nel suo percorso dalla sorgente, il fiume forma cinque profonde incisioni, la prima delle quali si apre tra alte pareti calcaree non lontano dal paese di Piaggine, dove il corso del fiume si snoda alle falde del Monte Cervati. La seconda gola è quella formatada una parete che incombe sul fiume dal monte Pescorubino, tra il comune di Valle dell'Angelo e la località Lazzine. Proseguendo verso Laurino si incontra la terza gola, immersa in una fitta vegetazione, mentre bisogna raggiungere le rupi del paese di Magliano Nuovo per addentrarsi nella quarta gola che attraversa anche il comune di Felitto in località Remolino. La quinta gola, infine, si trova al di sotto di una ripida rupe sulla cui sommità sorge l'abitato di Felitto.



Trekking mozzafiato nel cuore delle gole

Sono proprio le ultime due gole quelle in cui si concentrano la maggior parte delle attività e dei percorsi escursionistici per ammirare le bellezze del paesaggio, tra cui le affascinanti “marmitte dei giganti”, suggestive aperture circolari sulle rocce scavate dai mulinelli d'acqua generati dalle correnti fluviali. All'altezza della quarta gola, infatti, il corso del fiume si rivela facilmente navigabile consentendo l'esplorazione dei siti di maggiore interesse anche dall'acqua, sia a bordo di canoe o pedalò sia praticando il torrentismo. Per chi ama camminare, la scelta tra i numerosi sentieri che si snodano tra le bellezze dell'area protetta è davvero vastissima, consentendo di intraprendere veri e propri percorsi su misura in base al proprio livello di abilità ed allenamento. Chi non teme la fatica, può cimentarsi nell'impegnativo percorso Magliano Nuovo-Postiglione, accessibile tutto l'anno, che si dipana dall'interessante ponte medievale di Magliano Nuovo, a schiena d'asino, sino a raggiungere la località Remolino di Felitto. In alternativa, durante la stagione estiva, è possibile optare per il secondo interessante sentiero escursionistico che giunge al ponte medievale di Magliano Nuovo partendo dalla località Remolino, dove una piccola e caratteristica oasi del WWF consente di concedersi piacevoli momenti di sosta tra immersioni nel bacino creato dalla diga, pic nic all'aria aperta e pause da dedicare alla tintarella. In prossimità della diga e dell'area attrezzata è, inoltre, presente un ristorante dove gustare le specialità locali, tra cui i deliziosi fusilli di Felitto (di cui vi abbiamo parlato qui), ed un servizio di noleggio canoe e pedalò per visite guidate che però, purtroppo, quest'anno non è attivo.

Ponte di Felitto (©DigitalSalerno - Facebook.com/goledelcalorefelitto)
Proprio dalla diga si cominciano a trovare le prime segnalazioni dei sentieri escursionistici, lungo i quali ammirare la ricca flora e la fauna locali oltre ad alcuni siti di particolare fascino. Seguendo il sentiero che costeggia la destra idraulica del fiume, ad esempio, si raggiunge il caratteristico ponte naturale di Pretatetta, un arco naturale formato secoli fa dal crollo di grossi massi che si sono andati ad incastrare tra le sponde del fiume che, in questo tratto, sono vicinissime, tanto che allargando le braccia è possibile toccarle entrambe. Il masso centrale che forma il ponte ha la strana forma di una pera, o di una “tetta”, ed è, probabilmente, proprio questa l'origine del suo nome. Affacciandosi dal ponte, o scendendo le scale che portano sino all'acqua, è possibile scorgere una cascata bianca, i vortici e i mulinelli creati dalle correnti del fiume. Percorrendo, invece, il sentiero che si snoda dalla sinistra orografica del fiume si raggiunge un altro dei siti più caratteristici delle gole. Una volta usciti dalla macchia, dopo essersi soffermati ad ammirare uno degli scorci panoramici più suggestivi delle gole viste dall'alto, si giunge alla grotta di Bennardo che prende il nome dall'eremita che per ultimo vi dimorò agli inizi del secolo scorso. Il rifugio venne realizzato, con ogni probabilità, agli inizi del XIX secolo come nascondiglio per i briganti ed oggi di questa piccola dimora rimangono ancora i resti del forno, di una piccola cavità nella roccia usata per conservare i cibi sotto sale, di due piccole stanze e dell’arco del portale di ingresso. Scendendo lungo il sentiero che parte dal centro storico di Felitto, oppure seguendo il percorso che parte dalla vecchia diga di Remolino ci si imbatte, infine, nel ponte medievale di Felitto, uno dei tanti importanti ponti dell'epoca risalenti, con ogni probabilità, all'XI secolo.

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