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Asinara: l'Isola del Diavolo che sembra un paradiso

A largo della costa nord occidentale della Sardegna, questa terra magnifica che un tempo è stata un lazzaretto ed un carcere,  oggi è un magnifico Parco Nazionale

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Courtesy of ©PN Asinara/Parks.it
Una veduta di Cala dei Detenuti
Spesso soprannominata Isola del Diavolo, l'Asinara è la seconda isola sarda per dimensioni dopo Sant'Anticoco. Il suo appellativo, decisamente poco incoraggiante, rende alla perfezione l'idea del suo passato movimentato ma risulta, forse, un tantino ingeneroso nei confronti del suo aspetto che, invece, ricorda decisamente più quello di un paradiso in mezzo al mare, ricco di paesaggi mozzafiato e ambienti naturali diversi ed estremamente variegati. Adagiata al largo della costa nord-occidentale della Sardegna, l'Isola dell'Asinara, con la sua forma stretta e allungata e la sua costa frastagliata, racconta una storia lunghissima che inizia all'epoca del Neolitico e vede, nel corso dei secoli, l'isola trasformarsi dapprima in una Stazione Sanitaria di quarantena, poi in un campo di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale e in un carcere di massima di sicurezza durante il periodo del terrorismo negli anni '70, per poi essere, finalmente, dichiarata Parco Nazionale.

Le particolari vicende storiche e politiche che l'hanno coinvolta provocandone il sostanziale isolamento e impedendo, dunque, una massiccia urbanizzazione, hanno contribuito a conservare e preservare la natura ricchissima di questa perla selvaggia al largo della Sardegna che oggi si presenta come un luogo ideale per un soggiorno alla scoperta di paesaggi incontaminati e creature affascinanti alcune delle quali estremamente rare e, talvolta, endemiche. Tra le più significative si annoverano la luscengola (un particolare rettile squamato), e piccoli roditori come la lepre sarda e la crocidura rossa. L'isola, inoltre, accoglie anche diverse specie sardo-corse come l'algiroide nano (una piccola lucertola), il barbagianni di Sardegna, lo scricciolo, il pigliamosche e lo zigolo nero, della sottospecie sarda, il muflone e il quercino. Ma il protagonista incontrastato della fauna locale non può che essere il l'emblematico Asino Bianco dell'Asinara, un piccolo asino albino di circa un metro di altezza caratterizzato dalla testa quadrangolare, il collo corto, il mantello bianco, la pelle rosa e la parziale pigmentazione dell'iride percepita di colore rosa-celeste.

Durante un'escursione tra le bellezze dell'isola, inoltre, offre l'opportunità di scoprire alcune preziose testimonianze del particolare passato che l'ha contraddistinta. In località Fornelli, ad esempio, raggiungibile attraverso la strada cementata oppure via mare approdando all'omonimo molo, si può raggiungere l'ex carcere di massima sicurezza con la sua sagoma bianca, squadrata e austera che con il tempo ha subito diverse modifiche ma che ancora svela la sua struttura a doppia corte con le celle disposte lungo i corridoi e i diversi spazi interni per le ore d'aria. Da non perdere i giardini prospicenti l'ingresso principale realizzati dai detenuti dell'anonima sarda tra il 1980 e il 1981 con aiuole a forma di stelle, uccelli e ancore cariche di rose e gerani rossi. Non meno interessante il complesso di Cala Reale, un tempo adibito a lazzaretto per accogliere gli equipaggi colpiti dalle epidemie, ed impiegato anche dai reali di Savoia durante i loro soggiorni sull'isola. Molto suggestivo il molo perfettamente in linea con la scalinata, i giardini e l'ingresso del Palazzo Reale, oggi sede del Parco e del Ministero dell'Ambiente, così come gli edifici della mensa e della Pubblica Sicurezza che fanno da quinte ai giardini.

Prima di abbandonare l'isola, infine, merita certamente una visita il pittoresco villaggio di Cala d'Oliva con le sue casette bianche, vialetti in pietra scistosa e la graziosa piazzetta con la chiesetta che adornano il borgo. La zona più alta è, invece, caratterizzata da edifici più massicci spesso legati all'attività dell'ex carcere, tra i quali si distinguono la casa del Direttore, gli uffici della Direzione, di colore rosato, la ex Caserma Agenti, oggi Foresteria del Parco, l'officina, la falegnameria, il bunker, il caseificio, il mattatoio, il mantenimento e l'edificio della ex Diramazione Centrale che oggi ospita il Centro di Educazione Ambientale.

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