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Piero Guccione, antologica, Modica

A Modica grande antologica su Guccione

Fino al 22 luglio una grande antologica ripercorre i cicli del paesaggio, del mare, dei maestri del Rinascimento dell'ottantenne artista siciliano

Il carrubo e il piccolo mandorlo<br>
Ufficio Stampa Melamedia
Piero Guccione - Il carrubo e il piccolo mandorlo, 1980
S’intitola “Piero Guccione. Lo stupore e il mistero del Creato”, la grande antologica che sarà ospitata fino al 22 luglio all'ex Convento del Carmine di Modica. La mostra curata da Paolo Nifosì e Tonino Cannata raccoglie Ottanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia, e fra queste alcune inedite, che documentano l’attività di Guccione dai primi lavori ad oggi: testimonianza sintetica di un’ampia produzione la cui “varietà dei soggetti” è stata definita “eroica” dalla scrittrice statunitense Susan Sontag.

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Perché andare
Nel percorso espositivo si ritrovano tutte le fasi della produzione di Piero Guccione, a partire dalle opere dei primi anni Sessanta quando si comincia a far strada la propria autonomia stilistica. Guttuso osserverà che nella pittura di Piero si avverte “ il bisogno di partire dalle cose”. Da quel momento la sua sarà una pittura visiva e la scelta sarà la figurazione. Intorno al 1970 comincia a dipingere il mare che osserva dalla casa di Punta Corvo, tra Cava d’Aliga e Sampieri, ed il mare sarà sempre più protagonista nella sua pittura, con parallele incursioni verso altri temi dovuti alla scoperta della natura: le attenzioni per il suo giardino con le piccole palme, per i fiori di ibiscus, contestualmente all’uso del pastello. Le influenze di maestri quali Bacon e Munch lentamente scompaiono e la natura è dipinta con inedite immagini, sia nell’affrontare il tema del mare, sia nei cicli dei pastelli che si infittiscono negli anni Ottanta. Dieci anni dopo realizzerà, mediante alcuni pastelli un omaggio a Matisse, traendo spunto da una fotografia dello studio del pittore francese. L’interesse per il mare continuerà ad essere un elemento costante di questi decenni, in un percorso parallelo ad altri stimoli, ad altri temi, occasioni per esprimere sentimenti vari, dalla solarità e dallo stupore di fronte alla bellezza, alla malinconia, all’indignazione di un paesaggio aggredito.

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Da non perdere
Fra i cicli pittorici esposti nell’ex Convento del Carmine figurano i “Giardini”, le “Antenne”, i “Riflessi sulla Volkswagen”, il ciclo degli “Aeroporti”, quelli dedicati al “Carrubo” e alla “Malinconia delle pietre”. In mostra anche il ciclo di pastelli su “Norma”, sulla “Cavalleria rusticana”, sul “Tristano ed Isotta” e sulla Chiesa di San Giorgio E poi ancora l’attenzione per le opere d’arte dei classici dal Rinascimento all’Ottocento, con una continua ed ininterrotta reinvenzione di opere d’arte da Masaccio, a Michelangelo, a Caravaggio, per citarne solo alcuni.

PIERO GUCCIONE. Lo stupore e il mistero del Creato
Fino al 22 luglio 2015
Luogo: Ex Convento del Carmine, Modica
Info: 0932 – 759204


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