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Sardegna, la regione più "nera" d'Italia

Dito puntato, in fatto di inquinamento, contro Sassari e Porto Torres, due grandi centri di cultura, storia e bellezza...

Nuraghe Ruggiu, Sardegna, Sassari
Courtesy of©iStock
Nuraghe
PERCHE’ SE NE PARLA Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall’Istituto Superiore di Sanità, la Sardegna è la regione dove si registrano le aree contaminate più vaste, per un totale di 445,500 ettari. A seguire in questa brutta classifica la Campania, che ne conta 345,000. Nell'isola sono 41 i comuni compresi nei due siti di interesse nazionali individuati di Porto Torres/Sassari e Sulcis Iglesiente/Guspinese. Poco più di un sardo su tre vive in un sito contaminato, contro una media italiana di uno su sei. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità in 44 SIN (Siti di Interesse Nazionale per bonifica) si sono riscontati 10 mila decessi per tutte le cause e 4 mila per tutti i tumori in eccesso rispetto ai riferimenti regionali.

PERCHE’ ANDARCI Situato su una piana che scende verso il mare del golfo dell'Asinara, la storia del comune di Porto Torres risale all'epoca preistorica, come testimoniano alcuni villaggi e i numerosi nuraghi presenti nell’area. Qui vi si trovano complessi archeologici, come le Terme Centrali, dette "Palazzo di Re Barbaro" perché si pensa fossero  la sede di Diocleziano; il museo "Antiquarium Turritano", che espone reperti provenienti dall'adiacente sito della Colonia Iulia Turris Libisonis, quali ceramiche, statue in marmo e mosaici. A seguire anche le Terme Maetzke, il Ponte Romano, la piccola chiesa di San Gavino a Mare e quella di Santu Ischabizzadu. Nel territorio comunale sono numerosi i monumenti nuragici, come il Minciaredda, il Nuraghe Margone e il Nuraghe Nieddu.
 
DA NON PERDERE Per cultura, storia ed economia, Sassari è il più importante centro del nord della Sardegna, nonché uno dei più antichi in Italia, come dimostra il complesso nuragico presso il Monte d’Accoddi. Questo comprende un imponente altare megalitico, i resti di domus de janas, menhir e nuraghi. Nel centro storico sono da non perdere la Cattedrale di San Nicola di Bari, la chiesa di Santa Maria di Betlem e quella di Sant’Apollinare, la più antica della città. Per gli amanti della natura, prevedete una passeggiata per il Parco di Monserrato.
 
PERCHE’ NON ANDARCI Secondo l'indagine 2015 dell'Istituto superiore di Sanità, si è riscontrata una mortalità del 49% in più rispetto alla media regionale sarda per tumori dell’apparato respiratorio che colpisce le donne nella zone tra Porto Torres e Sassari: è questo, il dato più preoccupante che emerge dall’aggiornamento dello studio “Sentieri” dell'ISS.
 
COSA NON COMPRARE E' tra le cose più brutte che si possono trovare tra gli scaffali dei negozi di souvenir, e purtroppo è facilissimo trovarla: è davvero di cattivo gusto di portare a casa, come "ricordo" di questa terra, la calamita con la coppia di mafiosi. Piuttosto, meglio dare risalto alle grandi eccellenze locali. Qui è molto buona la lavorazione del cuoio e pelle, con ottimi risultati per il mercato calzaturiero e dell'abbigliamento. Pensateci, ma neanche troppo.

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