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Prodotti IGP Italia Ricette con Mela Annurca

Mela Annurca, rossa naturale della Campania

Fiore all'occhiello della frutticoltura campana, l'annurca è l'unica mela di origini meridionali. Oltre alle preparazioni dolciarie, si abbina bene alla pasta. Come le farfalle

Qualità IGP mela campania<br>
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Mela Annurca
Più piccola rispetto alle altre mele, l’Annurca viene coltivata in quasi tutto il territorio campano con concentrazione maggiore in provincia di Caserta. E’ una varietà molto antica che si sviluppa in un clima dai tipici caratteri di mediterraneità.

LA TRADIZIONE Alla sua coltivazione sono legati elementi della civiltà contadina Campana con tradizioni e spaccati della vita quotidiana che risalgono a prima dell’era romana; sono tanti i reperti storici che testimoniano lo stretto legame di questo frutto con il luogo d’origine e le sue popolazioni. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli Scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l’antichissimo legame di questo nobile frutto con i sapori della antica tradizione Campana. Luogo di origine sarebbe l’agro puteolano, come si desume dal “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio. Proprio per la provenienza da Pozzuoli, sede degli Inferi, Plinio la chiama “Mala Orcula” in quanto prodotta intorno all’Orco (gli Inferi). Da qui il nome orcola che diventerà anorcola e annorcola fino a giungere al 1876 quando il nome “Annurca” compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura.

LA DENOMINAZIONE Questo prodotto ha ottenuto nel 2006 il riconoscimento a livello europeo di Identificazione Geografica Protetta I.G.P. Nel 2007 è stato istituito il Consorzio di tutela Melannurca campana IGP, poi riconosciuto dal MIPAAF per la tutela, la vigilanza e la valorizzazione del prodotto.

LE CARATTERISTICHE La Melannurca è nota come la “regina delle mele” per la bontà del frutto caratterizzato da una polpa croccante, compatta, bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo: una vera delizia per gli intenditori. La buccia è liscia, spessa e cerosa, di colore giallo-verdastro, tendente al rosso quando viene esposta al sole. È  decisamente salutare in quanto altamente nutritiva e ricca di fibre, riduce problemi intestinali, stimola la diuresi ed è particolarmente adatta all’alimentazione dei bambini.

LA PRODUZIONE Matura in inverno e si conserva per molto tempo sino a marzo-aprile. La maturazione non avviene sull’albero: la raccolta viene effettuata in autunno, quando le mele sono ancora acerbe, di colore verde-giallastro e successivamente poste a maturazione su letti di paglia dove assumono il colore rosso naturale che le caratterizza (arrossamento a terra dei frutti).

LA CULTURA La Mela Annurca di Sant’Agata dei Goti coltivata in provincia Benevento, fa parte dell'Arca del Gusto, progetto della Fondazione Slow Food che raccoglie le piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall'agricoltura industriale, dal degrado ambientale, dall'omologazione.

IN CUCINA E' ottima al naturale e con essa si ottengono deliziosi e nutrienti succhi di frutta, ottimi liquori e sfiziosi dolci come crostate e sfogliatelle o le tradizionali “mele cotte” al forno. Con questo frutto si ottiene un’ottima marmellata. Ma l’annurca si presta anche come ingrediente di gustosi secondi di carne o pesce, o di primi, come le “originali” Farfalle con mele annurca.

LA RICETTA Ingredienti per 4 persone: 50 g di scalogno; 200 g di cipolline novelle; 100 g di guanciale affumicato; 330 g di mele annurca. olio extravergine d’oliva; 300 g di farfalle; 20 g di timo; 50 g di parmigiano; 200 dl di vino bianco; 0,30 dl di brandy; 20 gr di burro. Tritare insieme lo scalogno e le cipolle novelle, quindi versare il trito in padella insieme all'olio e al vino bianco e lasciare che appassisca a fuoco dolce. Affettare il guanciale a liste sottili e porlo in forno a 180 gradi finché diventi ben croccante. Lessare le farfalle in acqua già salata quindi scolarle al dente.Affettare le mele a cubetti per saltarle in padella con il burro. Aggiungere il brandy e lasciarlo evaporare. A questo punto aggiungere il guanciale, i cubetti di mele, la pasta e il parmigiano alle cipolle e allo scalogno. Amalgamare il tutto. Unire una spolverata di pepe nero appena macinato e servire caldo. (originalitaly.it)

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IL TERRITORIO Famosa per l'omonima Reggia o Palazzo Reale - vero e proprio gioiello settecentesco costruito da Luigi Vanvitelli - Caserta sorge nell’ entroterra campano meglio specificata nella piana del Volturno. Il nome della città deriva dal latino Casa Irta, che si riferirebbe alla posizione elevata rispetto alla pianura circostante. Situata sul lato ovest della Reggia, la chiesa di San Francesco di Paola fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, insieme al quale venne fondata nel 1605. L’Oasi del Bosco di San Silvestro è nata nel 1993, e si trova in corrispondenza della Grande Cascata, in continuità con il parco vanvitelliano. Situata a nord della Reggia, si estende sulle due colline contigue di Montemaiuolo e Montebriano. Anticamente era parte delle “reali delizie” della Reggia, adibita ad ospitare i giochi e le battute di caccia di Ferdinando IV. La Chiesa di S. Agostino, costruita nel 1441 assieme all’annesso convento dai Padri Agostiniani, presenta un’unica navata; in una delle nicchie è esposta la statua di S. Sebastiano. La chiesa ospita il Museo delle cere “Le muse”, il terzo d’Italia dopo quello di Roma e di Milano. CasertaVecchia è un borgo medievale di 300 abitanti, situato alle pendici dei mondi Tifatini, a circa 10 km dalla Reggia di Caserta. Il piccolo centro si snoda attraverso un intreccio di stradine raccolte attorno nucleo, la piazza a forma rettangolare, nel quale sono situati la Cattedrale, il Palazzo Vescovile, il Seminario e la Casa Canonica. Caratteristiche le case con portali in legno. A Caserta si svolgono molte sagre gastronomiche, tra cui la Sagra della Mela Annurca, la Sagra della fragola e della torta alla frutta, la Festa del fungo Porcino e dei Prodotti Tipici e la Sagra del fico d’india. DA VEDERE IN CAMPANIA: VAI ALLA GUIDA

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