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Majella: i fagioli in bianco e nero

Vengono chiamati "socere e nore" per il contrasto dei colori del seme, si coltivano da sempre nel Parco abruzzese e sono un ottimo ingrediente per ricette di primi piatti

fagioli socere e nore legumi abruzzo <br>
Courtesy of ©www.parks.it
I fagioli socere e nore
Il Parco Nazionale della Majella vanta una biodiversità unica che, grazie alle numerose specie di legumi e cereali, permette di coltivare anche i territori più aridi ed impervi. Tra le più particolari e curiose si distingue la varietà di fagioli socere e nore dal singolare colore bianco e nero, perfetti per preparare gustose ricette di primi piatti.

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LA TRADIZIONE Bisogna risalire molto indietro nel tempo per per collocare le origini della coltivazione dei legumi nel Parco Nazionale della Majella. Le loro peculiarità, infatti, permettono di farli crescere anche su quei territori aridi ed impervi che caratterizzano alcune zone del parco, consentendo di sfruttarli nel rispetto dell'ambiente. Nella maggior parte dei casi oggi la raccolta avviene con l'ausilio di mezzi meccanici ma in passato la lavorazione di ogni tipo di legume avveniva a mano e consisteva nell'estirpare le piantine dal terreno, lasciarle seccare a terra e trasportarle nell'aia dove venivano battute con il maglio di legno e poi separate con l'aiuto dei setacci. Ceci e lenticchie, piselli e fagioli, ogni legume trova spazio nel Parco ed alcuni di essi vantano varietà molto particolari, presenti da sempre nella memoria dei contadini più anziani, che vengono coltivate sin da tempi remoti e che portano nomi estremamente folkloristici, come i Fagioli Socere e Nore dalla singolare colorazione bianca e nera del seme.

LA DENOMINAZIONE Il nome estremamente originale di questa varietà di fagioli deriva dalla superficie bicolore del seme che, con il particolare contrasto tra bianco e nero, evoca la tradizionale contrapposizione che spesso contraddistingue il rapporto tra la suocera e la nuora.

LE CARATTERISTICHE Si tratta di una varietà a sviluppo indeterminato caratterizzata da una pianta con foglie di medie dimensioni di colore verde scuro. Il seme, di forma ovale, si distingue per l'epidermide colorata per metà di bianco e per metà di nero disposti simmetricamente nel senso della lunghezza. Come tutti i fagioli sono particolarmente ricchi di vitamine e sostanze nutritive come fosforo, potassio, ferro e calcio. Esercitano un'azione ricostituente, depurativa, diuretica e tonica per il fegato ed il pancreas. Sono ottimi per chi soffre di diabete, reumatismi e gotta e in caso di carenze nutrizionali. Combattono, inoltre, la formazione del colesterolo nel sangue.

LA PRODUZIONE I fagioli socere e nore sono una varietà a ciclo medio con raccolta scalare. Si seminano a fine maggio e si raccolgono a partire dalla fine di luglio.

LA CULTURA Per preservare l'attività agricola nel Parco e l'elevata diversità che la contraddistingue, è nato il progetto Coltiviamo la Diversità che ha lo scopo di promuovere i prodotti tipici del territorio e di conservare le specie più caratteristiche e tradizionali ed i loro sapori più autentici. Oltre ad alcuni produttori, che si occupano di custodire le varietà autoctone, hanno aderito all'iniziativa anche forni, pastifici, frantoi, agriturismi, ristoranti e persino scuole dell'obbligo, dando così vita ai progetti collaterali Cuciniamo la Diversità e Degustiamo la Diversità.

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IN CUCINA I fagioli socere e nore si trovano in commercio sia nella versione fresca che secca. Prima della cottura occorre, nel primo caso, sgranarli dal baccello, nel secondo, metterli a bagno per circa 10 ore. Si utilizzano cotti, nella maggior parte dei casi lessati, e possono essere consumati sia da soli che come ingrediente di primi piatti asciutti o zuppe.

La ricetta: Polenta e fagioli. Ingredienti: Fagioli, cipolla, pancetta, peperoncino, polenta, slasiccia, vino bianco. Ammollare i fagioli in acqua per almeno 10 ore, lavarli e lessarli a fuoco medio. Soffriggere nell'olio la cipolla e la pancetta tagliata a pezzetti, salare ed insaporire con il peperoncino. Utilizzare, quindi, la metà del soffritto per condire i fagioli. Cuocere la polenta per circa 40 minuti ed aggiungervi l'altra metà del soffritto. Unire, dunque, i fagioli e cuocere per qualche minuto. Servire in piatti fondi caldi, aggiungendo una salsiccia forata e sfumata nel vino bianco.

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IL TERRITORIO Un tempo caratterizzati da un ampio areale di distribuzione, oggi questi fagioli vengono coltivati soprattutto nel territorio del comune di Pizzoferrato, in provincia di Chieti. Caratterizzato da una posizione scenografica a ridosso di una rupe rocciosa, vanta un centro storico ricco di edifici religiosi di grande fascino tra cui si distingue la Chiesa della Madonna del Girone, le cui origini risalgono all'XI secolo. Meritano una visita anche alcuni edifici civili tra cui spiccano il Palazzo Municipale, Palazzo Casati, il “fileremo” sulla rupe, e le vestigia del Castello Baronale. La località è, inoltre, un ottimo punto di partenza per effettuare interessanti escursioni tra i magnifici boschi di faggi, querce e abeti dei dintorni e tra le bellezze mozzafiato del Parco Nazionale della Majella.

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