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Feltrino: un Morone pieno di gusto

Alle porte del Parco delle Dolomiti Bellunesi i castagni crescono sin dall'epoca dei Romani ed oggi i loro frutti sono protagonisti di sfiziose ricette locali

castagne marroni autunno foglie<br>
©Thinkstock
Un cuore di castagne
A ridosso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, nascono marroni davvero speciali che sin dall'epoca dei Romani identificano questo territorio e rappresentano un vera eccellenza gastronomica della regione.

LA TRADIZIONE Grazie alla conformazione del suo territorio caratterizzato da pendii non troppo elevati , il Feltrino, zona di raccordo tra l'area dolomitica e quella prealpina adagiata nella parte occidentale della Valle del Piave, si è rivelato particolarmente adatto alla castanicoltura sin dall'epoca dei primi insediamenti romani. Non a caso il marrone è stato a lungo una delle principali fonti di nutrimento per la popolazione locale. A dimostrazione dell'importanza assunta e consolidata nel corso dei secoli dal gustoso frutto dell'autunno, nel 1996 è stato istituito il Consorzio Tutela Morone e Castagno del Feltrino che si occupa di preservare i castagni, migliorarne le condizioni di coltura, implementare e conservare i castagneti attraverso la cura e il recupero delle piante adulte al fine di favorire nuovi impianti, promuovere il marrone attraverso la valorizzazione turistica delle aree di produzione, l'aggiornamento dei produttori e la certificazione del frutto sia a livello locale che nazionale ed europeo.

FOTO: 10 FRUTTI DIMENTICATI DELL'AUTUNNO

LA DENOMINAZIONE Il Marrone del Feltrino, o Morone come viene tradizionalmente chiamato, è stato inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Veneto, tra i prodotti Carta Qualità del Parco e nella Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi, ottenendo, così, un prezioso riconoscimento che ne certifica la qualità ed il legame indissolubile con il territorio di produzione e con la sua storia e la sua cultura.

LE CARATTERISTICHE Ciò che distingue il Morone del Feltrino dagli altri marroni sono alcune caratteristiche peculiari che lo identificano e lo rendono differente dalle altre varietà. I frutti dei castagni locali sono di dimensioni considerevoli, hanno una forma ovoidale con una faccia patta ed una convessa. La buccia, di consistenza sottile, è di colore marrone e presenta striature più scure. Il frutto, caratterizzato da una polpa molto chiara di colore bianco latte, presenta una pasta compatta e dal sapore molto dolce ricoperta da una pellicina di colore nocciola che si stacca facilmente quando il frutto viene sbucciato.

LA PRODUZIONE Pur essendo un frutto spontaneo, il Morone, perchè possa giungere al consumatore con l'elevato livello di qualità che lo contraddistingue, viene sottoposto ad un lungo procedimento di selezione e trattamento che garantisce la distribuzione dei soli esemplari migliori. La raccolta avviene esclusivamente a mano, a causa della conformazione dei territori in cui sorgono i castagneti. I frutti ottenuti vengono, dunque, calibrati e sottoposti alla cosiddetta fase di “novena”. I marroni vengono immersi in acqua potabile all'interno di contenitori atossici e, grazie alla fermentazione e alla conseguente produzione di acido lattico, il loro livello di acidità si riduce. Contestualmente si procede alla “curatura” che consiste nell'eliminazione dei frutti che affiorano in superficie (che sono solitamente guasti). Si conclude, quindi, il processo con l'importante fase di “asciugatura” necessaria per prevenire la formazione di muffe. I marroni vengono sottoposti a ventilazione forzata a temperatura ambiente e vengono adagiati su una superficie asciutta formando uno strato di circa 20 centimetri che viene rigirato due volte al giorno per circa cinque giorni.

LA CULTURA Il Morone è un prodotto estremamente rappresentativo del territorio del Feltrino ed i particolare dei comuni di Feltre, Quero, Pedavena, Arsiè, Alano di Piave e Seren del Grappa. A Rasai di Seren, non a caso, ogni anno si organizza la Festa dei Moroni che celebra i preziosi frutti dell'autunno tra divertenti eventi di intrattenimento, musica, danze e, naturalmente, pranzi e cene a base di marroni ed altri prodotti locali. Il tutto accompagnati dall'inebriante profumo dei Moroni rostidi che vengono serviti durante tutte le serate della festa.

IN CUCINA Particolarmente adatto ad essere arrostito in padella oppure lessato, il Morone si sposa alla perfezione con dell'ottimo vino novello o del mosto. Viene, inoltre, utilizzato come ingrediente per preparare numerosi piatti della tradizione locale che spaziano da dolci gustosi a sfiziosi primi piatti, sino alla tipica minestra di marroni.

La ricetta: Minestra di Marroni. Ingredienti: 400 grammi di marroni, 400 grammi di patate, 200 grammi di verza, 80 grammi di sedano, 100 grammi di fagioli borlotti secchi, 150 grammi di carote, 200 grammi di cipolla bianca, 1 spicchio d'aglio, 1 rametto di rosmarino, 4-5 foglie di salvia, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Dopo aver lasciato riposare i fagioli in acqua fredda per 8-10 ore e aver lessato i marroni con tutta la buccia, averli fatti freddare e averli sbucciati lasciandoli interi, occorre tagliare sedano, carote e cipolle ed aggiungerle nell'olio in cui sono stati soffritti, e poi rimossi, l'aglio e il rosmarino. Cuocere il trito a fuoco medio ed aggiungervi la verza affettata, le patate tagliate a cubetti e i fagioli scolati. Fare tostare il tutto, aggiustare di sale e pepe ed aggiungere 2,5 litri di acqua abbassando la fiamma. Lasciare sobbollire per circa due ore ed aggiungere la metà dei marroni, per poi passare il tutto nel passaverdure, ottenendo una crema di consistenza densa. Scaldare per qualche minuto aggiungendo il resto dei marroni e servire in tavola guarnendo con un filo di olio a crudo e un rametto di rosmarino. Se si desidera seguire la ricetta tradizionale, per dare più sapore al piatto, aggiungere anche dei pezzetti di crosta di Grana Padano.

IL TERRITORIO Immerso nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Feltrino è un autentico concentrato di storia e natura incontaminata. Le splendide vette che dominano il paesaggio e i borghi che lo punteggiano regalano un colpo d'occhio unico che invita ad esplorare la regione ed apprezzarne gli angoli più belli. Cuore pulsante e capoluogo, Feltre vanta un centro storico ricco di fascino nel quale ammirare la bella Piazza Maggiore dominata dal Castello di Alboino. Da non perdere l'interessante Museo Civico, la Galleria d'Arte Moderna Carlo Rizzarda, l'Area archeologica sotto il sagrato della cattedrale, oltre al santuario dei SS. Vittore e Corona ad Anzù. Proseguendo per Pedavena, merita una visita il Centro Visitatori del Parco Il Sasso nello Stagno, mentre per approfondire la storia di questi splendidi territori, l'appuntamento è ad Arsiè, dove nell'Ossario del Grappa sono custodite le spoglie di 25.000 soldati della Grande Guerra e dove si possono visitare i Forti della Grande Guerra di Leone, Cima Campo e Cima Lan; a Seren del Grappa, con il suo Museo Fotografico della Grande Guerra; a Quero, con la sede distaccata del Museo Civico “Bellona” di Montebelluna e Schievenin e Castelnuovo di Quero; ad Alano di Piave, con il Museo Civico Storico Territoriale; e a Vas, con il Museo storico della Madonna del Piave a Caorera.

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