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Delta del Po: sfiziose ricette con riso Igp

Simbolo di cultura e tradizione in Polesine sin dal 1400: oggi le risaie del Delta del Po coprono circa 9.000 ettari di territorio

cereale
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Riso
La coltivazione del riso nel Delta del Po risale al 1400, anche se la produzione estensiva ed organizzata si sviluppò solo nel XVI secolo, per opera della famiglia degli Estensi, che riuscirono a sfruttare i terreni acquitrinosi che altrimenti sarebbero rimasti abbandonati.

LA TRADIZIONE Il riso è una delle piante alimentari più antiche, è originario del sud-est asiatico ed è specie di palude. L’introduzione in Italia sembra sia avvenuta dapprima nel sud ad opera degli Arabi e degli Spagnoli. All’inizio la coltura veniva spesso attuata dai pastori che lo seminavano negli acquitrini attraversati in primavera durante i viaggi verso la montagna per poi raccoglierlo al ritorno, in autunno, in pianura. La coltivazione del riso nel Delta del Po risale al 1400, anche se la produzione estensiva ed organizzata si sviluppò solo nel XVI secolo, per opera della famiglia degli Estensi, che riuscirono a sfruttare i terreni acquitrinosi che altrimenti sarebbero rimasti abbandonati.

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LA DENOMINAZIONE L’Indicazione Geografica Protetta “Riso del Delta del Po” ha ottenuto
la registrazione europea con regolamento CE 1078/2009 del 10 novembre2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 294 Dell’11 novembre 2009. La denominazione “Riso del Delta del Po” designa esclusivamente il frutto del riso appartenente al tipo “Japonica”, gruppo Superfino nelle varietà Carnaroli, Volano, Baldo e Arborio.

LE CARATTERISTICHE Dal chicco grande e cristallino, il Riso del Delta del Po designa esclusivamente il frutto appartenente al tipo “Japonica”, gruppo Superfino nelle varietà Carnaroli, Volano, Baldo e Arborio. Questa tipologia di riso si presenta compatta, bianco o integrale e contiene un elevato tenore proteico. La grande capacità di assorbimento, la poca perdita di amido e la buona resistenza durante la cottura, sommate alle caratteristiche organolettiche, quali aroma e sapidità particolari, lo fanno preferire per esaltare i risotti più pregiati.

LA PRODUZIONE L’area tipica per l’ottenimento del Riso del Delta del Po si estende sul cono orientale estremo della pianura padana fra le regioni Veneto ed Emilia Romagna, nei territori formati dai detriti e riporti del fiume Po. L’area è delimitata ad Est dal Mare Adriatico, a Nord dal fiume Adige e a Sud dal Canale navigabile Ferrara/Porto Garibaldi. Questo prodotto viene coltivato in Veneto nella provincia di Rovigo, nei comuni di Ariano nel Polesine, Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle, Corbola, Papozze, Rosolina e Loreo.

LA CULTURA Oggi le risaie del Delta del Po coprono circa 9.000 ettari di territorio, dove viene coltivato un riso. I terreni alluvionali del Delta del Po, derivando dai sedimenti terminali del corso del fiume, sono particolarmente fertili in quanto ricchi di minerali, soprattutto di potassio, al punto da rendere inutile l’aggiunta di fertilizzanti potassici.

IN CUCINA Pochi alimenti sono così versatili in cucina: a cominciare dall’antipasto per finire al dolce, con il riso si può preparare un pranzo intero, a patto, però, di saper scegliere il tipo giusto per ogni piatto. Sono molte, infatti, le varietà disponibili sul mercato, ciascuna con caratteristiche proprie e con diverso comportamento in cottura. Tra le ricette tipiche il Risotto de Pese alle Polesana (Risotto di pesce).

LA RICETTA Ingredienti (per 5 persone): 350 g di riso, 300 g di pesce pulito (cozze, vongole, canocchie, seppioline, gamberetti, calamari o quello che si ha a disposizione dalla pesca del giorno), 2 l di brodo di pesce, 20 g di olio d’oliva, 30 g di cipolla. 2 g di aglio, 3 g di prezzemolo trito, 50 g di vino bianco secco, 30 g di burro, 30 g di grana, 50 g di salsa di pomodoro (facoltativa), sale e pepe.

Procedimento: Preparare il pesce per la cottura lavandolo accuratamente. Aprire in una casseruola a parte cozze e vongole (bastano olio, aglio e coperchio) e sgusciare. Rosolare la cipolla trita in un tegame con poco olio; aggiungere i pesci a tocchetti cominciando con quelli più coriacei, aggiungere il riso, il vino bianco e, sempre mescolando un po’ di brodo alla volta, salare, pepare e aggiungere il prezzemolo. Si può lasciare il risotto in bianco o correggerlo con salsa di pomodoro o pomodoro fresco a cubetti (a piacere). Ultimare con il burro, il grana e ancora un po’ di prezzemolo trito prima di servire il risotto rigorosamente al dente. (polesineterratraduefiumi.it)

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IL TERRITORIO Per delta del Po si intende il sistema idraulico di diramazioni fluviali attraverso cui il fiume Po sfocia nel Mare Adriatico. La sua formazione attuale deriva dalla grande opera idraulica attuata dalla Repubblica di Venezia nel 1604. Questa è conosciuta come Taglio di Porto Viro. Esso è costituito quindi, in primis, dall'insieme di detti rami fluviali e, per estensione, dal territorio tra essi compreso. Secondo questa definizione il delta del Po ricade interamente nella Provincia di Rovigo o Polesine e ne occupa quasi interamente la porzione orientale (a partire dall'incile del Po di Goro sino al mare).


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Esso si definisce anche come "delta attivo" e comprende la più vasta area del delta storico, vale a dire quella compresa tra gli antichi rami deltizi del fiume Po: esistendo un tempo importanti diramazioni meridionali del corso d'acqua, tra cui il Po di Volano e il Po di Ferrara o Po di Primaro, includerebbe la parte della Provincia di Ferrara a forma di cuspide compresa tra i vertici di Stellata, Sacca di Goro e Valli di Comacchio. L'assetto idraulico contemporaneo del delta del Po avvalora la definizione più restrittiva sopra enunciata, anche se la parte litoranea della Provincia di Ferrara, in particolare quella compresa tra la bocca del Po di Goro e il Lido di Volano e quella comprendente le Valli di Comacchio, conserva un aspetto paesaggistico di carattere tipicamente delitizio - paludoso. Il delta del Po è stato inserito, dal 1999, nella lista dei siti italiani Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO come estensione del riconoscimento conferito alla città di Ferrara nel 1995. DA VEDERE IN VENETO: VAI ALLA GUIDA

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