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Vetulonia, il borgo toscano che innamora gli inglesi

Definito dal quotidiano britannico The Independent come il perfetto nido d'amore per le coppie, il gioiello della Maremma Toscana invita gli animi romantici a condire la propria fuga con quel sapiente mix di archeologia, natura e gusto

Panorama su Vetulonia
Courtesy of©Trapanator/WikimediaCommons
Panorama su Vetulonia
Non è una novità: l’Italia è una destinazione turistica che piace agli stranieri. Stando ai dati dell’Enit, solo nel primo trimestre del 2015 si è registrata una crescita del 5,3% degli arrivi con un aumento del 3% dei tedeschi e degli inglesi. C’è chi ama il mare, chi le città d’arte ma, a fare breccia nel cuore e nella mente del popolo dei viaggiatori, non sono solo le classiche mete come Roma, Firenze e la Milano dell’Expo: a quanto anche realtà minori sanno lasciare il segno. Stando a quanto ha riportato il giornalista inglese Chloë Hamilton del quotidiano "The Independent", una delle mete italiane che più merita di essere scoperta in coppia è Vetulonia, un pittoresco borgo etrusco che, dalla collina su cui si trova, domina la pianura grossetana regalando scorci mozzafiato a tutti coloro che intendono pianificare un viaggio ad alto tasso di sentimentalismo.

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Ebbene sì, il quotidiano britannico sottolinea l’atmosfera romantica che si respira nel piccolo borgo della Maremma sito in provincia di Grosseto che, in passato, fu un fiorente centro commerciale che raggiunse il massimo splendore tra Il VII ed il VI secolo a. C.. A rendere giustizia a questa preziosa potenza economica, politica e artistica fu il medico, nonchè archeologo Isidoro Falchi che, verso alla fine del XIX, a seguito delle sue ricerche, riconobbe i resti dell'antica città etrusca di Vetulonia. Percorrendo la Via dei Sepolcri i visitatori possono letteralmente calpestare la storia facendo visita alle antiche tombe a pozzetto di età villanoviana e, soprattutto, alla Tomba della Pietrera e alla Tomba del Diavolino, considerate tra le più monumentali dell’architettura funeraria etrusca. Vale poi la pena spostarsi nell'adiacente Museo Civico Archeologico per ammirare molti dei reperti trovati nelle necropoli e, infine, il viaggio a ritroso nel tempo può proseguire nel centro abitato, là dove si viene accolti dai resti delle mura ciclopiche, "le mura dell'arce", di cui sono però sono rimasti intatti sono alcuni tratti.

Al di là dell'aspetto storico-culturale, Hamilton ha sottolineato che, a contribuire a innamorare i turisti, è il fascino emanato dal contesto e soprattutto la magia dell'agriturismo Il Baciarino, un nido d'amore appartato e intimo sito in una pittoresca collina dove, tra alberi di querce, olivo e sughero, si vive a stretto contatto con la natura. Ad accogliere gli ospiti ambienti dal design minimalista e dal fascino rustico come La Casetta la Dolce Vita e La Casetta la Quercia dove ci si riposa godendo di quel totalizzante silenzio e della vista mozzafiato sul verde circostante. Quando la sete di scoperta non trova pace, grazie ad Andrea, il padrone di casa, si fa il pieno di delizie prendendo parte a corsi di cucina che insegnano i segreti della specialità maremmane da realizzare facendo tesoro di prodotti locali o ancora, i più pigri, possono "approfittare" delle qualità culinarie del loro chef affidando a lui l’organizzazione di romantiche cene private.

Il binomio pasti ghiotti e lezioni tra i fornelli caratterizza anche l’Osteria 22quattro, un locale a conduzione familiare dove, avendo pochi tavoli, si gode un’atmosfera intima. Qui basta mettersi comodi e lasciarsi viziare da piatti come il gran tagliere dell'osteria, tonnarelli all'uovo con petto d’oca affumicato, crema di rucola, pomodorini freschi e grana, petto d’anatra servito con composta di cipolla rossa fatta in casa, patate al forno, rucola e pachino e ancora cappesante panate servite con rughetta, pomodorini e burrata di Andria solo per citare alcune delle delizie in menù. Mangiare sì ma anche imparare: qui infatti si prende parte a corsi di cucina tenuti da chef professionisti che insegnano l’arte della pasta, della carne, dei dolci etc.

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I palati ghiotti che vogliono alimentare una fiamma ma anche nutrire corpo e anima possono unire l'utile al dilettevole e optare per un turismo green e, in sella alle due ruote, possono mettersi in marcia alla scoperta di uno dei tanti percorsi offerti dalla Strada del Vino Monteregio che, paese dopo paese, permette di fare tesoro del ricco patrimonio enologico e gastronomico del territorio alternando a paesaggi selvaggi, centri ricchi di storia o ancora romantici borghi.
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