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Rimini Domus del Chirurgo

Una piccola Pompei nel cuore di Rimini

Straordinari reperti storici sono tornati alla luce nella Domus del Chirurgo, nel cuore della città felliniana

Resti della Domus del Chirurgo
©Domus Rimini
Rimini, Domus del Chirurgo
Quando si parla di Rimini il pensiero corre alle estati movimentate e a Federico Fellini, che ha immortalato luoghi e persone romagnole nei suoi film più famosi e a cui sono dedicati diversi tour della città. Se si pensa all’arte e alla storia, invece, appaiono subito le immagini del Tempio Malatestiano e del Ponte Tiberio, dell’Arco di Augusto e delle bellissime piazze. Non in molti conoscono il complesso archeologico che si trova a Piazza Ferrari, la Domus del Chirurgo. Si tratta di una piccola Pompei riemersa proprio nel centro storico di Rimini alla fine degli Anni Ottanta in occasione di lavori di arredo urbano. Sono rinvenute testimonianze di straordinaria importanza dall’età romana al Medioevo.

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Nella zona, che una volta non era lontana dall’antico porto, sorgeva quella che era conosciuta come la domus del chirurgo per la professione del suo ultimo proprietario, medico di cultura greca. La struttura venne distrutta da un incendio ma quello che ne è scampato ha rivelato mosaici, intonaci, arredi e suppellettili che raccontano la vita della Rimini antica in un gran numero di reperti. Uno dei ritrovamenti più importanti è stato il corredo chirurgico-farmaceutico, il più ricco al mondo di quell’epoca, che comprende 150 strumenti usati soprattutto per traumi ossei e ferite. Il che lascia intendere che il chirurgo, chiamato Eutyches, fosse un medico militare. L’area della domus si estende su 700 mq e comprende diverse costruzioni. I mosaici ritrovati, che si possono ammirare nella sezione archeologica del Museo della città, testimoniano l’alto rango di appartenenza del padrone di casa, cosi come le decorazioni che comprendono affreschi policromi a motivi floreali o animali, pavimenti musivi a motivi geometrici e figurati.

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La struttura era a due piani, con muri di argilla che poggiavano su zoccoli a muratura. Dal piccolo ingresso si accedeva ad un disimpegno che arrivava ad un corridoio: su un lato di questo si apriva un cortile interno, sull’altro diverse altre stanza. C’era inoltre una sala da pranzo, una camera da letto, due stanze di soggiorno tra cui l’ambulatorio dove il medico visitava i suoi pazienti e diversi altri ambienti minori come la latrina. Al piano superiore si trovavano la cucina e la dispensa. Grazie al ritrovamento degli arredi e delle decorazioni si evince anche il gusto orientale di Eutyches. Tra i mosaici più rappresentativi spicca quello raffigurante Orfeo tra gli animali, colorato e decorato riccamente. 
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