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Necropoli dei bambini Lugnano

Umbria, sotto la villa un cimitero di bambini (vampiro)

Un'antica necropoli particolarmente inquietante per le sepolture che ospita

Lugnano
istockphotos
Lugnano in Teverina
Recentemente è balzata agli onori della cronaca per l'ennesima, macabra scoperta che la riguarda. La cosiddetta Necropoli dei Bambini è un luogo che non può fare a meno di mettere i brividi. Si trova a Lugnano in Teverina, in provincia di Terni, ed è una delle scoperte archeologiche più impressionanti, ma anche meno note, del Centro Italia. Come si presume facilmente dal nome, si tratta di un cimitero di bambini, per la maggior parte neonati, e persino feti. Alcuni di essi vampiri. O perlomeno presunti tali, visto il modo in cui sono stati sepolti.
 
La Necropoli dei Bambini si trova nelle immediate adiacenza di un'antica villa romana risalente 15 d.C., a Poggio Gramignano. Durante gli scavi archeologici relativi alla dimora, sono tornati alla luce scheletri di bambini, a decine. Molti di loro erano neonati e addirittura feti, e sembravano essere stati sepolti in fretta e furia. Pochi infatti erano stati deposti in urne o contenitori funerari. A rendere il ritrovamento ancora più inquietante, la presenza di strani corredi funebri. Bambole intagliate, ma senza arti. Artigli di rapace. Scheletri di cuccioli di cane. Calderoni e pentole con ossa di mammiferi. Di recente è stato trovato lo scheletro di un bambino con una pietra in bocca: in questo modo, narra la leggenda, si dovevano seppellire i vampiri, e tutti coloro che non si desiderava tornassero in vita.
 
Macabri rituali? Probabilmente no: secondo gli studiosi, che ad oggi hanno ritrovato una cinquantina di bambini inumati nella necropoli, si è trattato di un'epidemia. Le sepolture, che risalgono ad una data imprecisata della tarda antichità, tra il 400 e il 500, sono coeve, e indicherebbero riti che si tenevano all'epoca per scongiurare la diffusione delle malattie. Per questo si seppellivano i bimbi morti di malattia con la speranza che non tornassero a contagiare i vivi. Fra l'altro, si presume si trattasse di malaria, quindi una malattia non contagiosa. La Villa romana è visitabile durante alcuni open day con visita guidata, mentre alcuni dei reperti qui trovati sono osservabili presso l'Antiquarium di Lugnano. Tra essi, due dei piccoli sepolti. 

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