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Naturno Chiesa di San Procolo affreschi Trentino Alto Adige

Naturno, la chiesa con gli affreschi "scritti" in dialetto

I tesori della Chiesa di San Procolo, vicino Merano, che custodisce un ciclo di affreschi tra i più antichi della regione 

Affreschi San Procolo<br>
© Wikipedia
Affreschi della Chiesa di San Procolo, Naturno
Il Trentino Alto Adige viene decantato più per le sue attrazioni naturalistiche, paesaggistiche e sportive che per essere custode di preziose opere d’arte, e spesso a torto. Non in molti sanno, infatti, che nelle vicinanze di Merano esiste un luogo che custodisce i più antichi affreschi della regione. Si tratta della Chiesa di San Procolo, che sorge a circa mezzo chilometro ad est dal entro del paese. Quello che la rende straordinaria è la presenza, al suo interno, di affreschi che, se si vuole fare una similitudine con le forme d’arte scritte, sono tradotti in un linguaggio semplice, quasi fosse un dialetto. Se, infatti, la chiesa più importante dell’epoca bizantina, quella di Ravenna, con i suoi mosaici esprimeva un’alta ideologia che poteva essere compresa solo da pochi, gli elementi che caratterizzano gli affreschi di San Procolo, carolingi o precarolingi di origine celtica, sono di più facile interpretazione.

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Vi è rappresentata la fuga di San Paolo, calato di notte in un cesto dalle mura di Damasco per sfuggire ai suoi persecutori, anche se in molti lo ritengono San Procolo, patrono della chiesa, che sembra essersi salvato nello stesso modo fuggendo dalla città di Verona di cui era vescovo. La fascia decorativa a greca e il gusto disegnativo con le deformazioni, il movimento delle stoffe ottenuto mediante le larghe strisce di colori giustapposti, la forza della linea, il senso narrativo, l’immediatezza dei gesti e dei visi: tutto deve essere visto come espressione della cultura popolare. Sono questi gli elementi che danno nuovo slancio alla pittura europea liberandola dalle specifiche dell’arte bizantina, mostrando il chiaro messaggio che l’opera d’arte è tale solo quando esprime la cultura della propria società.

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Oltre agli affreschi del VIII secolo, sono custoditi anche affreschi gotici del XIV secolo e sulle mura esterne rivolte verso sud si possono ammirare opere che rappresentano la Genesi. Proprio di fronte alla chiesa si trova il piccolo Museo di San Procolo, costruito sotto terra e riconoscibile dall'esterno soltanto grazie al suo portone d'ingresso. Il percorso museale racconta, attraverso quattro stazioni multimediali, il periodo tardo antico, il primo e tardo medioevo e la prima età moderna con il periodo della peste ed espone anche alcuni affreschi gotici rimossi dall’interno della chiesa insieme a molti altri reperti archeologici della chiesa di San Procolo. I contenuti delle proiezioni sono stati realizzati grazie anche all’importante contributo della popolazione locale, in parte presente nei rispettivi filmati.

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