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Puglia borghi autentici maruggio Chiesa di Santa Maria delle Grazie 

La Puglia dei Borghi Autentici: i tesori di Maruggio

Il piccolo comune in provincia di Taranto ospita l’ex convento dei Frati Minori, dove sono ben conservati meravigliosi affreschi settecenteschi poco noti ai visitatori

Maruggio, dettaglio affresco<br>
© Wikipedia
Maruggio, affreschi del chiostro
In ogni  periodo dell’anno vale la pena andare alla scoperta dei tesori nascosti della Puglia, anzi: lontani dai clamori estivi si possono ammirare con calma e tranquillità luoghi poco noti che custodiscono attrazioni inaspettate, che siano opere pittoriche, scultoree o architettoniche. E’ il caso di Maruggio, un piccolo comune in provincia di Taranto che fa parte dell’Unione di Comuni Terre del Mare e del Sole e anche dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia. Il suo ricco passato, che affonda le radici in epoca preistorica, vede durante il Rinascimento un florido periodo di ricchezza e nel Cinquecento la località viene elevata dai Cavalieri di Malta a commenda magistrale, dove vi si stabilirono i Frati Osservanti.

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Proprio a questi ultimi si deve la costruzione di uno dei monumenti più importanti del paese, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie con l’ex convento dei Frati Minori Osservanti. Ultimata nel 1575, la struttura comprende la chiesa con un chiostro annesso e, grazie ad un appezzamento di terreno contiguo all’edificio sacro messo a disposizione direttamente dal Commendatore Fra Mattia de Capua, venne realizzato anche il convento. All’inizio del secolo successivo i frati decisero inoltre di ampliare la chiesa, che risultava poco capiente per le necessità dell'epoca.

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Alle due campate ne venne aggiunta un'altra e ai lati di questa vennero edificate due cappelle. In quella di destra fu sistemato il Calvario, costituito da un crocifisso ligneo e da una tela di sfondo con le figure della Madonna, Maria Maddalena e San Giovanni Evangelista ai piedi della Croce. Lungo il lato sinistro venne invece edificato il Cappellone di Sant'Antonio, voltato a stella piena e a spina di pesce, dove venne posto un semplice altare in pietra leccese con una nicchia contente una statua del santo, datata al 1633.

Risalgono alla seconda metà del Seicento le ulteriori modifiche: il coro di notte per le preghiere notturne, l’allungamento della navata centrale con la costruzione del presbiterio, illuminato da una grande finestra polilobata e la costruzione dei due altri cappelloni: quello centrale dedicato a San Pasquale Baylon, nel quale è posto un bellissimo altare in stile barocco leccese, l'altro dedicato a San Francesco d'Assisi, vero e proprio capolavoro artistico, anch’esso con un preziosissimo altare in stile barocco leccese, opera dello scultore salentino Pasquale Simone.

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L'altare è un tripudio di elementi decorativi e statue, tra le quali quelle di Sant'Oronzo, Sant'Irene, San Francesco Solano e Sant'Antonio da Padova. Lungo le pareti del cappellone sono presenti delle pitture del pittore Vittorio Clementi, risalenti al 1950, rappresentanti scene di vita di San Francesco. Altro elemento di spicco della chiesa è il pulpito del 1747, sul lato sinistro della navata, a forma semiconica, ricoperto con una decorazione raffigurante lo Stemma dell'Osservanza, opera di Saverio Amadeo Tarantino.

Ma quello che fa rimanere a bocca aperta sono gli affreschi del bellissimo chiostro, che si presenta come un quadriportico articolato in 20 arcate divise da pilastrini ottagonali. Le 28 lunette sono arricchite da raffigurazioni seicentesche e settecentesche che riproducono scene della vita di alcuni santi francescani e sono alternate a 24 medaglioni dove sono rappresentate personalità illustri che hanno avuto rapporti col francescanesimo. Tra gli affreschi più belli e meglio conservati spiccano quelli con San Francesco d'Assisi che sostiene la Chiesa, Sant'Antonio che predica ai pesci di Rimini, l'Apparizione dell'Immacolata a Beato Giovanni Duns Scoto, San Francesco Solano che battezza in Perù, San Giacomo della Marca in volo, San Giovanni da Capestrano contro i Turchi, Re Dionigi di Portogallo salvato da San Ludovico da Tolosa e San Bernardino da Siena che resuscita un fanciullo ucciso da un toro.

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La storia del convento arriva sin ai giorni nostri: venne soppresso nel 1876, fu riaperto nel 1891 con una piccola comunità e fino agli inizi del Novecento fu sede di noviziato e scuola di teologia e filosofia. In seguito divenne caserma dei carabinieri, e poi scuola elementare, mentre oggi vi ha trovato sede stabile il Municipio di Maruggio.

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