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Bomarzo Parco dei Mostri orari e informazioni utili

Viterbo: l'opera d'arte del Sacro Bosco

Il Parco dei Mostri di Bomarzo è un’opera monumentale unica al mondo. Ammirato da Salvador Dalì e protagonista di numerose interpretazioni tra cui quella del critico e storico d’arte Maurizio Calvesi.

Statua di Nettuno<br>
©Alessio Damato/ Wikipedia
Parco dei Mostri, statua di Nettuno
Nel Lazio nord occidentale, in provincia di Viterbo, si trova Bomarzo, un piccolo comune nel cuore della Tuscia. La zona, ricca di natura, archeologia, arte e prodotti tipici, è nota soprattutto per le sue necropoli etrusche, ma qui c’è anche un luogo magico, speciale, incantato, unico nel suo genere, dove ogni visitatore viene accolto da veri e propri mostri: si tratta del Sacro Bosco, un complesso monumentale situato alle pendici di un anfiteatro naturale.

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Nasce nel 1552 come Villa delle Meraviglie e viene poi conosciuto come il Parco dei Mostri di Bomarzo perché ricco di grandi statue e sculture in peperino integrate perfettamente nella natura del bosco, visitabile grazie a vialetti alberati e grandi prati curati. Voluto da Vicino Orsini, signore di Bomarzo, è una delle opere più originali dell'epoca del manierismo nel campo dell'arte dei giardini, una creazione di altissima espressione intellettuale, frutto della volontà e del gusto di un principe "artista ed anarchico" come lo definisce Horst Bredekamp. Sono diverse e numerose le interpretazioni che gli studiosi hanno voluto dare a questa mirabile impresa: scienziati, storici e filologi hanno fatto parecchi tentativi per cercare di spiegare il labirinto di simboli di cui il parco è ricco, ed alcune statue enigmatiche rappresentano anche le tappe di un itinerario di matrice alchemica.

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Tra le letture più interessanti ci sono quella fatta da Horst Bredekamp nel suo testo del 1989, “Vicino Orsini e il Sacro Bosco di Bomarzo. Un principe artista ed anarchico” e quella dello storico e critico dell’arte Maurizio CalvesiGli incantesimi di Bomarzo. Il Sacro Bosco tra arte e letteratura”. Mentre Bredekamp inserisce l'interpretazione di ogni scultura, architettura o epigrafe in un disegno filosofico-simbolico, che passa attraverso la rappresentazione di tutte le parti del mondo conosciuto fino ad arrivare a concetti come la vita, la morte e l’Aldilà, Calvesi imposta invece tutta la sua lettura sulle sorprendenti analogie e connessioni tra le figure che popolano il Sacro Bosco e i poemi del Boiardo e dell'Ariosto, rispettivamente l'Orlando innamorato e l'Orlando Furioso, composti nei decenni precedenti alla realizzazione del giardino.

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Qualunque ne sia la chiave di lettura, il Parco dei Mostri è sicuramente una monumentale opera che vale la pena scoprire passeggiando e meditando. Ecco quindi, varcato l’ingresso con lo stemma degli Orsini, incontrare subito due sfingi prima di prendere il sentiero a destra che porta ad una scala in pietra ed incontrare via via il volto di un uomo con la barba, l’impressionante gruppo del Gigante che lacera le membra di un avversario, l’enorme statua della tartaruga sul cui dorso poggia una figura femminile e accanto alla quale sorge dal terreno una testa di mostro infernale. E ancora Pegaso, il Piccolo ninfeo con due leoncini e le tre grazie, sedili e nicchie con statue, la fontana dei delfini, il drago, la celebre testa di mostro marino somigliante ad un delfino con le fauci spalancate che spunta dalla roccia, la gigantesca figura di Ninfa dormente, Cerbero, l’elefante da battaglia che solleva con la proboscide un guerriero.

Oltre alla parte popolata dai mostri, c’è quella costituita dalla spianata del Tempietto che avvolge il visitatore in atmosfere più serene, quasi a dividere il mondo passionale con quello della spiritualità, dove le linee austere dell’architettura assumono un significato di purificata perfezione. Il Tempietto, elegante edificio in antis e tetrastilo, è innestato su un corpo ottagonale con cupoletta ed è dedicato da Vicino Orsini alla sua seconda moglie Giulia, una principessa Farnese. Tra le architettura impossibili la famosa casa pendente, costruita su un masso inclinato e quindi non usabile, realizzata per stupire amici ed ospiti. Anche Salvador Dali ha parlato del Parco dei Mostri, definendolo “un’invenzione storica unica”.

Informazioni utili
Parco dei Mostri
Località Giardino s.n.c., Bomarzo
Tel: 0761/ 924029
www.parcodeimostri.com
Biglietti:
Intero 10 euro
Bambini (dai 4 ai 13 anni) 8 euro
Disabili non autosufficienti gratuito
Accompagnatori di disabili 10 euro
Gruppi minimo 30 persone paganti + 1 gratuità con prenotazione obbligatoria
Il parco è aperto tutti i giorni dell'anno con i seguenti orari:
08:30-19:00 (dal 1 aprile al 31 ottobre)
08:30 al tramonto (dal 1 novembre al 31 marzo)

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