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Perugia misteri e segreti tour 

Le leggende più misteriose di Perugia

Dalla sua fondazione ad opera di Ulisse al mistero della fontana scomparsa: il capoluogo umbro tra storia e mito

Perugia
©Thinkstock
Fontana di Perugia con arco
Durante la festa del cioccolato per eccellenza, che da anni attrae a Perugia golosi da tutta Italia con i tantissimi stand, gli assaggi, i gadgets e le numerose attività dedicate al gustoso prodotto, non manca chi, una volta accontentato il palato, abbia voglia di scoprire i lati più nascosti del capoluogo umbro. Ecco allora partire alla volta dei monumenti, quelli più noti ma anche quelli più nascosti, visitando chiese, palazzi, piazze, strade e località nei dintorni intrisi di arte, storia e cultura. Ma anche di leggende, come vuole la tradizione.

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Ad incominciare dal Conto di Corciano e di Perugia, che si basa sulla storia della fondazione della città narrata nel poema latino Eulistea, datato 1293 e scritto da Bonifacio da Verona per incarico del Comune perugino. Si racconta di Ulisse che, dopo la distruzione di Troia, arrivò in Italia con un gruppo di amici e, risalito il Tevere, si fermò in un luogo detto Colle Landone dove fondò Perugia, mentre un nobile troiano che faceva parte del gruppo, Coragino, fondò Corciano, a poca distanza, perché in lite con Ulisse. Il Conte del Lago, personaggio che si adoperò per la riappacificazione tra i due, era il padre di Novizio che sposò Candida, figlia di Coragino, da cui nacque Cornaletto, giovane signore di Corciano. Cornaletto aveva sogni di gloria perché voleva diventare cavaliere, sfidò il celebre paladino Orlando che accettò il duello solo alla condizione che, se avesse vinto, Cornaletto si sarebbe convertito alla religione cristiana con il battesimo. E cosi accadde: Conraletto fu battezzato, fu nominato Cavaliere e, secondo il Conto, con l’incontro tra lui e Orlando ebbe inizio la storia religiosa e civile di Corciano.

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Chi si trova a passeggiare per Perugia può notare facilmente lo stemma cittadino, che raffigura il Grifo, una creatura leggendaria per metà leone e per metà aquila. Secondo la tradizione furono gli etruschi a portare il grifo in Italia: il suo mito è raffigurato infatti su urne, sarcofagi e bassorilievi. Questo simbolo venne adottato dal Comune di Perugia sin dal Medioevo, con i membri delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri che avevano il permesso di usarlo nei loro stemmi. Si dice che nelle campagne tra Perugia e Narni scorrazzasse un grifo che faceva razzia di animali domestici, con grave danno per tutti gli abitanti. Mettendo da parte le antiche rivalità, le due comunità iniziarono la caccia alla bestia e, una volta catturata, presero ognuna una parte del grifo come trofeo: ecco quindi che lo stemma di Perugia è il grifo bianco, cioè la pelle, in campo rosso, mentre lo stemma di Narni è il grifo rosso, cioè il corpo scuoiato, in campo bianco.

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C’è poi la storia della Fontana Minore, ovvero della fontana che non c’è più: costruita nel 1281 è stata distrutta nel 1308. La denominazione è dovuta al suo essere speculare alla sorella più famosa, la Fontana Maggiore, opera di Giovanni e Nicola Pisano, che si trova nella centralissima piazza IV Novembre. Come fontana funzionante non esiste più, ma se ne possono ammirare cinque frammenti esposti alla Galleria Nazionale dell'Umbria: due figure femminili, l'Assetata e l'Assetata con brocca, e tre maschili, il Giurista, il Giurista Acefalo e il Malato alla Fontana.

Costruita da Arnolfo di Cambio, guidato da Fra Bevignate, era posta in una traversa del Corso Vannucci, esattamente a metà della attuale Via Mazzini, a fianco della chiesa di Santa Maria del Popolo: l'ubicazione era forse dovuta alla vicinanza del Mercato, o forse se ne voleva contrapporre il significato più prettamente civico a quello storico-allegorico dell'altra fontana. Diverse teorie sono nate in merito al significato delle figure mostruose scolpite sulla fontana, di cui c’è una riproduzione a matita: tra le più accreditate c’è quella che siano tratte da qualche parabola biblica o che siano il simbolo di virtù civiche. Questo solo Perugia lo sa.

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