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Taranto Monumento al Marinaio

Taranto, la storia del Monumento al Marinaio

E' uno dei simboli della città portuale, che svetta a salutare il mare

Taranto Monumenti
© Di AntonioCaso93 - Opera propria, CC BY-SA 4.0,Wikimedia Commons
Taranto, Monumento al Marinaio
Taranto, per la sua posizione geografica a cavallo tra Mar Grande e Mar Piccolo, è conosciuta come "città dei due mari": si estende per quasi 250 km² e rappresenta il naturale affaccio sull’omonimo golfo dell'arco ionico tarantino. Il porto è particolarmente bello ed ampio, con un perimetro che può contenere 100 stadi, chiuso da un grande ponte. Essendo la città, per vocazione e posizione geografica, legata indissolubilmente al mare, non stupisce che ospiti anche un monumento dedicato a chi il mare lo conosce bene.

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Ecco, dunque, che uno degli emblemi della città è proprio il Monumento al Marinaio, posizionato sul Corso Due Mari, nel Borgo Nuovo. Alto 7 metri e dedicato ai marinai della Marina Militare Italiana, è stato realizzato in bronzo dallo scultore Vittorio Di Cobertaldo nel 1974, su commissione dell’ammiraglio Angelo Iachino. La scultura rappresenta due marinai in procinto di salutare, con il berretto alla mano, le navi in partenza alla volta del Mar Grande, oppure anche nell’atto di accoglierne il ritorno in porto. Qualunque sia la chiave di chi la osserva, viene percepita comunque una sorta di nostalgia associata al buonumore, a seconda dei casi. E proprio questa ambivalenza rende affascinante il monumento, ancor più notando che, se visto da diverse angolazioni, produce effetti diversi. Guardandolo dal Ponte Girevole offre una prospettiva che produce uno stato d’animo, osservandolo invece dal Lungomare se ne ha un altro. Proprio rivolgendo lo sguardo ai due marinai, se si è in procinto di partire è come si ci fosse ancora più tristezza, ma se si ritorna si percepisce un’emozione ancora più gioiosa.

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Vagamente simile ad un stella nelle sembianze, con i contorni nitidi che risaltano sullo sfondo del cielo blu, il Monumento al Marinaio, con il suo portamento elegante, si offre agli occhi dei visitatori con una maestosità garbata. Ed è portatore di un sano spirito di accoglienza verso tutti quelli che giungono dal mare, anche a chi porta tradizioni e culture diverse. Si evince un’apertura all’altro che viene vissuta come una ricchezza reciproca, non solo della gente di mare ma di tutta la città. Apertura, infatti, che viene vista come dono, una crescita del vivere comune anche condividendo scorci di vita quotidiana. Come può essere l’addestramento in Marina Militare. L’Ammiraglio Angelo Iachino, infatti, era comandante della flotta di stanza a Taranto durante la seconda guerra mondiale. E volle far dono della scultura alla città in ricordo dei marinai caduti durante il conflitto e in quella conosciuta come la  “Notte di Taranto”, ovvero l’11 novembre 1940 quando la flotta ancorata nella rada del Mar Piccolo venne bombardata dagli aerosiluranti inglesi.
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