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Santo Stefano, la chiesa di Venezia che cela un segreto

Spesso sottovalutata, è una delle più belle chiese che rappresentano l’architettura gotico veneziana e possiede una particolarità

Venezia sestriere San Marco <br>
© Wikipedia / Archaeodontosaurus
Venezia, campanile della Chiesa di Santo Stefano
Chi si reca a Venezia dovrebbe ritagliarsi almeno una giornata da dedicare alle attrazioni solitamente trascurate dai canonici circuiti turistici e lasciarsi trasportare dalle ispirazioni del momento, che permettono di perdersi tra calli e canali ma di scoprire le chicche autentiche di una città che troppo spesso si visita in maniera poco approfondita. Nel sestiere di San Marco, ad esempio, si trova la Chiesa di Santo Stefano, che si apre agli occhi con il suo bellissimo portale, superbo esempio di stile gotico fiorito veneziano della bottega di Bartolomeo Bon, e si svela con preziose opere custodite al suo interno, tra cui le tele di Tintoretto che si trovano nella sacrestia (L'ultima cena, La Lavanda dei piedi e Orazione nell'Orto), un crocifisso di Paolo Veneziano, il Polittico di Bartolomeo Vivarino, la Sacra Famiglia di Palma il Vecchio, il particolare soffitto a carena di nave e il monumento funebre del doge Francesco Morosini, nella navata centrale.

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Il chiostro della chiesa ospita un'originale raccolta di sculture tra le quali il Busto-rilievo di giovane santo di Tullio Lombardo, la Stele funeraria del Senatore Giovanni Falier, stupendo rilievo di Antonio Canova, e Sant'Andrea e San Girolamo di Pietro Lombardo. Costruita dai monaci agostiniani nel XV secolo, Santo Stefano possiede una particolarità che non sfugge di certo al visitatore più attento. Si tratto del campanile pendente di impianto romanico, staccato dal corpo della chiesa, che con i suoi 66 metri è uno dei più alti di tutta la città. Si presenta con cella a tre archi ed è sovrastato da un tamburo ottagonale e, a causa della sua accentuata pendenza, sembra proprio che stia in piedi per miracolo, anche perché in più di un'occasione ha rischiato di crollare.

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Durante la sua costruzione, raggiunta un'altezza di circa 30 metri, un cedimento delle fondamenta lo fece piegare e questo, con la continuazione dei lavori, gli ha conferito l'inclinazione di circa due metri dalla sommità alla base che si vede ancora oggi. Anche nel 1902, in seguito al crollo del campanile di San Marco, ha subito vari danni, ma è rimasto ancora in piedi grazie alle opere di rinforzo che ne hanno permesso la sopravvivenza, soprattutto quelle di consolidamento dell'ingegnere Crescentino Caselli effettuate nel 1904. Anche se per questioni di sicurezza l'accesso al campanile è chiuso al pubblico, ciò non toglie fascino alla struttura della chiesa, completata anche dai bei palazzi che la circondano e che arricchiscono Campo Francesco Morosini, come Palazzo Loredan, Palazzo Morosini Gatterburg, Palazzo Pisani e il monumento allo scrittore Niccolò Tommaseo.

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