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Pistoia San Giovanni Evangelista Fuoricivitas

Pistoia, cosa rende speciale la Chiesa di San Giovanni fuoricivitas

E' ricca di dettagli particolari la chiesa che, durante il Medioevo, era collocata al di fuori del centro storico 

Fianco Nord della Chiesa
©Di Mongolo1984 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Città di antica fondazione, Pistoia ha affascinato poeti e scrittori, tanto che ormai, nell’immaginario collettivo, è conosciuta anche come “città di pietra incantata” o “dalle larghe strade e dalle belle chiese”. E cosi è. Il centro storico offre l’opportunità di intraprendere percorsi ricchi di chiese, chiostri, palazzi e monumenti che ruotano intorno all’affascinante Piazza del Duomo, tra le più belle d’Italia. La Chiesa di San Giovanni Evangelista fuoricivitas è uno dei luoghi da non perdere, interessante com’è da ogni punto di vista. Già l’appellativo fuoricivitas fa intendere come, al momento della sua fondazione, si trovasse esternamente alle mura della città. Non se ne conosce l’esatta data di realizzazione anche perché le prime informazioni storiche risalgono al 1119 e si parlava di un edificio in rovina. Quello che è possibile visitare oggi venne completato nel 1344.

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Particolare è il fatto che sia il fianco nord a venire considerato la facciata principale, in quanto riporta al centro un portale con l’architrave scolpito mentre il lato meridionale è invece nascosto dai palazzi circostanti. L’architrave è opera di uno dei massimi esponenti pistoiesi della scultura romanica, il maestro Gruamonte, che vi ha raffigurato l’Ultima Cena. La facciata è rivestita da linee verdi e bianche, in serpentino di Prato e marmo bianco, che rappresentano la parte più caratteristica della decorazione esterna della chiesa. L’esterno si caratterizza anche per la presenza di un chiostro adornato da capitelli con teste di leoni e buoi e diversi archi in mattoni. L’interno si apprezza soprattuto per la presenza di importanti opere d’arte di diversi artisti del Rinascimento italiano. A Luca della Robbia si deve la splendida scultura della Visitazione, in terracotta invetriata bianca che la rende la più antica opera statuaria in questo materiale.

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Al centro della navata spicca l’acquasantiera di marmo realizzata in parte da Giovanni Pisano e in parte da Nicola Pisano. Si tratta di una vasca poligonale sorretta da tre figure femminili che simboleggiano la Fede, la Speranza e la Carità. Nella parete meridionale si trova il Pergamo di Fra’ Guglielmo da Pisa, ma in molti pensano che vi abbia collaborato anche Arnolfo di Cambio: ultimato intorno al 1270, il capolavoro che rappresenta un pulpito rettangolare in marmo bianco è addossato al muro con tre facce scolpite. C’è poi, sulla parete a sinistra dell’altare maggiore, il polittico di Taddeo Gaddi che raffigura la Madonna con Bambino in trono al centro e San Giacomo Maggiore, San Giovanni Evangelista, San Pietro e San Giovanni Battista ai lati. 
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