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Pavia monumenti Chiesa di San Michele Maggiore

Pavia, cosa rende speciale la Basilica di San Michele Maggiore

E' un gioiello architettonico in stile romanico lombardo e al suo interno conserva opere preziose

Esterno
©Regione Lombardia
Esterno della Basilica
Ad appena una quarantina di chilometri da Milano si trova Pavia, famosa per la Certosa, per la sua Università dove sono passati Ugo Foscolo ed Alessandro Volta, per le strade dell’Oltrepo dove passeggiava Albert Einstein, per la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro citata anche da Dante nella Divina Commedia. Una città intrisa di storia, memoria e tradizione dunque, ricca di attrazioni che meritano ben più una visita superficiale. Tra gli edifici religiosi di spicco non è solo la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a risplendere con le reliquie di Sant’Agostino e l’Arca di marmo. Un altro capolavoro architettonico è la Chiesa di San Michele Maggiore, in stile romanico lombardo, considerata il prototipo di molte chiese medievali della città. La sua struttura è complessa perché frutto di stratificate fasi costruttive.

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Venne eretta verso la fine dell’XI secolo, epoca in cui risalgono la cripta, il coro e i transetti, e fu completata nel 1155. La facciata a capanna è inquadrata da massicci contrafforti e tripartita da eleganti lesene. I portali si presentano con ghiere scolpite e il sistema di finestre finisce con la loggetta cieca. La figura dell’arcangelo San Michele sovrasta l’ingresso principale e domina l’intera facciata; ai suoi piedi, un drago simboleggia il demonio sconfitto. Le altre due sculture sui portali minori raffigurano Ennodio ed Eleucadio, due santi vescovi di cui la chiesa conserva le reliquie. L’interno presenta un impianto a croce latina con tre navate di quattro campate ciascuna, coperte con volte a crociera. Sotto il presbiterio si dispone una cripta, suddivisa in tre navate, che nel 1614 viene dedicata a San Carlo e conserva il monumento funebre del beato Martino Salimbene. Nel presbiterio si ammira l’affresco con L’incoronazione della Vergine enfatizzato da un grandioso trono.

Era il 1972 quando, durante i lavori di arretramento dell’altare, vennero riportate alla luce alcune parti di un importante mosaico pavimentale romano, datato alla prima metà del XII secolo. Studi rivelano che in un tondo centrale erano raffigurati Teseo e il Minotauro e Davide e Golia, simboli della vittoria sul male: il tema del labirinto, che si trova spesso nelle pavimentazioni delle chiese romaniche e gotiche, rappresenta il difficile cammino del credente verso Dio. All’interno della chiesa si possono ammirare altri mirabili opere tra decorazioni, capitelli lavorati, bassorilievi, il crocifisso di Teodote in lamina d’argento con dorature e diverse cappelle ospitanti tele  e pale d’altare.
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