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Oristano Torre di Mariano

Oristano, cosa rende speciale la Torre di Mariano

E' uno dei simboli cittadini che faceva parte dell'antica cinta muraria

Piazza Roma con la Torre di Mariano
©Oristano Turismo
Torre di Mariano
Nella parte centro occidentale della Sardegna, Oristano si presenta ai visitatori con diversi monumenti ed un interessante passato storico. Situata in uno dei golfi più belli della regione, è capoluogo dell’omonima provincia. Tra le numerose ed interessanti chiese spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove è possibile ammirare al suo interno la Cappella di Sant’Archeolao che ospita le reliquie del patrono di Oristano. Tante anche le belle piazze cittadine, i vicoli ricchi di negozi e palazzi storici cosi come il Museo Antiquarium Arborense. Al centro di Piazza Roma, nel cuore cittadino, sorge la Torre d San Cristoforo, nota anche come Torre di Mariano II o Porta Manna, ovvero Porta Grande.

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Segna l’inizio del quartiere pedonale di Oristano ed era il passaggio dei cavalieri durante la giusta equestre della Sartiglia, un antico torneo in costume. Oggi si erge isolata al centro della piazza ma in origine era saldata alla cinta muraria cittadina, a testimonianza delle fortificazioni antiche che sono andate perdute. Sopra l’arco a senso acuto è iscritta la data di edificazione, 1290: leggenda vuole che, in epoca medievale, ogni giorno al tramonto veniva chiuso un portone a saracinesca della torre che impediova l’ingresso alla città. Era infatti l’accesso settentrionale a Oristano e venne fatta edificare, con l’opera delle maestranze pisane a lavorare i blocchi di arenaria, per volontà del giudice Mariano II. La torre è alta in tutto 28 metri e composta da due edifici sovrapposti, entrambi a pianta quadrata.

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Il primo fabbricato, alto 19 metri con lati di 7 e mezzo, sovrastato da cinque merli guelfi per ogni lato, ha tre piani, il primo dei quali ospitava il camminamento di ronda, al secondi si notano due feritoie mentre il terzo piano funge da base per il secondo edificio, ovvero una torretta di quasi 10 metri con tre merli guelfi per lato. L’accesso era dotato presumibilmente di ponte levatoio, difeso da un piombatoio (la buca a forma di feritoia) e da un doppio sistema di chiusura che prevedeva una saracinesca, azionata da argani sistemati al secondo piano, ed una seconda porta a battenti. Viene facile immaginare come dove essere la cinta muraria che percorreva tutto il perimetro dell’antica città: era interrotta da due porte protette una dalla Torre di Mariano mentre a sud c’era la Torre di San Filippo, crollata nel 1872. 
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