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Associazione Dimore Storiche Italiane: Villa Lucia, Napoli

Napoli, la villa del re per la sua amata

Villa Lucia è oggi l'unica dimora privata delle regge borboniche, andiamo a scoprirla

Facciata di Villa Lucia
©Associazione Dimore Storiche Italiane
Facciata in stile pompeiano
Nel cuore del Vomero si trova uno dei gioielli di Napoli, Villa Lucia, costruita nel 1816 per volontà di Ferdinando IV che commissionò all’architetto di corte Anconio Niccolini una dimora per la sua seconda moglie Lucia Migliaccio. Si tratta, dunque, dell’unica reggia che possa definirsi come pegno d’amore, offerto dallo sposo all’affascinante consorte siciliana. Alla fine del Cinquecento era luogo di preghiera dei padri benedettini, a metà del Seicento casa di villeggiatura dei padri lucchesi e a inizi Ottocento un elegante coffee house a forma di tempio, fino al restauro dell’architetto toscano che ne apportò diverse modifiche come quella di fare la facciata in stile pompeiano e dotare la struttura di un portico a quattro colonne, che le diede le sembianze di un tempio dorico.

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La “casina di delizie” divenne poi un padiglione per le feste da ballo e le serate mondane e fu unita al resto del parco da un ponte alto 16 metri. La facciata d’ingresso della villa, quella che appare come un tempio dorico pompeiano, ha nel timpano iscritta una scena che raffigura Flora incoronata di fiori, tra ancelle e amorini, e più in basso le celebri tre grazie canoviane che invitano i visitatori alla danza. C’è poi la facciata sul mare, dorata da stucchi con scene mitologiche, che incornicia uno dei panorami napoletani più belli. Il visitatore più attento può ammirare tra gli arredi un comò in stile neoclassico con ritratto in miniatura di Ferdinando, dove si cela uno scrittoio, e la comoda poltroncina per Lucia. Al pianterreno, la sala da pranzo decorata da ghirlande di fiori, voli di uccellini, frutta, cacciagione e pescato è arredata con un tavolo e sedie antiche, un bel camino canoviano e porcellane neoclassiche.

Poco dopo la morte di Ferdinando, nel 1825, muore anche Lucia e nel 1827 la vasta proprietà fu spartita tra i figli del primo matrimonio della Duchessa. Villa Lucia, quindi, passò al conte Luigi Grifeo principe di Partanna. Dopo ulteriori passaggi di proprietà, alla fine dell’Ottocento, la villa venne scelta come dimora dall’architetto Lamont Young, per essere poi acquistata dal collezionista d’arte Garofalo diventando salotto privilegiato di artisti ed intellettuali. Durante il ventennio fascista divenne invece punto di riferimento dell’opposizione al regime. Tra i nomi di spicco che frequentarono la villa figurano personaggi come Renato Guttuso, Ernesto Tatafiore, Raffaele Viviani, Alberto Moravia, Benedetto Croce, Francesco Rosi e molti altri. Attualmente la proprietà della è divisa tra tre illustri nomi della borghesia napoletana che in maniera diversa sono custodi dell’illustre passato artistico, architettonico e intellettuale di Villa Lucia.

Villa Lucia fa parte dell’Associazione Nazionale Dimore Storiche
L’Associazione Dimore Storiche italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia.
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