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Napoli monumenti Galleria Umberto I

Napoli, cosa rende speciale la Galleria Umberto I

E' uno dei simboli indiscussi del capoluogo partenopeo e racchiude secoli di vicende storiche, artistiche e sociali

Napoli, interno Galleria Umberto I
©iStockphoto 
Interno della Galleria Umberto I, Napoli
Storia, leggende, architettura, opere d’arte: tutto questo è racchiuso in uno dei luoghi simbolo di Napoli, la maestosa Galleria Umberto I. Se a Parigi Gustave Eiffel realizzava la sua famosa torre, negli stessi anni, tra il 1887 e il 1890, nella capitale partenopea veniva completata la bellissima e complessa struttura che in poco tempo si è trasformata nel salotto buono della città, ritrovo della mondanità. Con i suoi 147 metri di lunghezza, una larghezza di 15 ed un’altezza di 34 e mezzo con il vertice della cupola che raggiunge i 57 metri, la Galleria si presenta con 4 ingressi: da Via Toledo, Via Santa Brigida, Via San Carlo e Vico Rotto San Carlo.

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L’ingresso principale è quello che si apre su Via San Carlo, composto da una facciata ad esedra costituita in basso da un porticato retto da colonne di travertino e due archi ciechi, uno che immette nella galleria e l’altro all’ambulacro. Ai lati dell’arco di sinistra, sulle colonne, sono rappresentanti in marmo i quattro continenti: la prima statua a sinistra mostra l’Europa raffigurata come una figura di donna che con la mano destra impugna una lancia appoggiandosi ad essa e custodendo la lapide ai suoi piedi; la seconda figura rappresenta l’Asia che stringe una coppa, la terza si presenta con tratti e abbigliamento dell’Africa, con una mano appoggiata sopra una sfinge ed un casco di banane con se mentre la quarta figura si riferisce all’America, con le tavole geografiche e il globo terrestre con il riferimento a Colombo. Osservando le nicchie sovrastanti si possono notare le raffigurazioni della Fisica e della Chimica, rispettivamente a destra e a sinistra, il Genio della Scienza e i Lavoro che si posizionano nelle nicchie sopra le statue delle stagioni, chiara allusione al passare inevitabile del tempo, mentre alla fine il gruppo marmoreo si presenta con le figure del Commercio e l’Industria semisdraiate al lati della Ricchezza, tutte opere di Carlo Nicoli, scultore e allievo di Giovanni Duprè.

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La Galleria all'interno è strutturata da due strade che si incrociano ortogonalmente coperte da una vetrata e dalla Cupola e delimitate da quattro edifici. La volta, in vetro e ferro, è stata progettata da Paolo Boubèe, e crea un'armonia perfetta con il resto della struttura. Nella Cupola si trovano otto pennacchi con otto figure femminili che sorreggono i lampadari, mentre sul tamburo della Cupola è visibile la stella di Davide, la cui presenza non è stata ancora chiarita. Nel pavimento sotto la Cupola i mosaici raffigurano i venti e i segni dello zodiaco costruiti nel 1952 per sostituire i vecchi mosaici andati distrutti durante la guerra.

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