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Ascoli Piceno attrazioni Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte

Marche: la chiesa nella roccia di Ascoli Piceno

Il suggestivo ed unico Santuario Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte rappresenta uno splendido esempio di arte religiosa barocca della regione

Tempietto di Sant'Emidio
©I Luoghi del Silenzio
Santuario Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte, Ascoli Piceno
Considerata una delle città più monumentali d’Italia, Ascoli Piceno è un vero gioiello delle Marche tutto da scoprire: non solo la magnifica Piazza del Popolo su cui si affacciano il Palazzo dei Capitani del Popolo, lo storico Caffè Meletti, la Chiesa di San Francesco, la Loggia dei Mercanti, le torri e i campanili, le altre piazze e la Cattedrale di Sant’Emidio. Bisogna andare a ricercare anche un po’ fuori il centro, poiché ci si può imbattere in piacevoli sorprese.

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E’ quanto accade in un luogo ricco di vegetazione e silenzio, appartato rispetto al contesto urbano, per l’esattezza a Via Carso. Qui sorge il suggestivo Santuario Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, unico nel suo genere, che rappresenta uno splendido esempio di arte religiosa barocca della regione. Con il termine Alle Grotte si indica il sito addossato alle grotte dell’antica necropoli cristiana, dove leggenda vuole che il Santo decapitato sia miracolosamente riuscito a portare la sua stessa testa per essere seppellito. Il tempio votivo venne progettato nel 1717 da Giuseppe Giosafatti, che trovò ispirazione dalla Chiesa di Santa Maria della Pace di Roma creando un bellissimo prototipo d’arte barocca, uno dei più importanti della città. L’edificio si presenta con la facciata in travertino, addossata alla parete di tufo, articolato in due piani sovrapposti d'ordine dorico; al centro di quello inferiore emerge con un portichetto ellittico di sei colonne, coronato da un capolino con lo stemma di Clemente XI. Il piano superiore è raccordato al sottostante da eleganti volute e presenta alle estremità due angeli con in mano la palma, simbolo del martirio.

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Entrando nella grotta naturale di roccia tufacea si ammirano le pareti laterali rivestite in pietra e le volte in laterizio. Dietro l’altare è collocata la statua benedicente di San Emidio in travertino, anch’essa opera di Giuseppe Giosafatti. Nella parete di sfondo sono visibili alcune fosse scavate nel tufo, che, come vuole la tradizione, furono custodi dei corpi del Santo e dei suoi discepoli prima di essere trasferiti alla cripta della Cattedrale, agli inizi dell'XI secolo. Il progetto di portare alla luce le grotte paleocristiane sgretolando la parte rocciosa che venne poi rivestita con una facciata in travertino delicatamente scolpito ha fatto in modo di lasciare una testimonianza di quest’opera d’arte fuori dal comune, che va ad arricchire il già vasto patrimonio storico artistico di Ascoli Piceno. 
 
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