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Inverigo, cosa vedere

Lombardia, scoprire Inverigo e la Brianza comasca

Il comune in provincia di Como si svela con le sue numerose ville signorili sparse nel territorio

Veduta notturna
©Fanpage Creative Commons
Panorama di Inverigo di sera
La provincia di Como svela ai visitatori perle inaspettate, come il comune di Inverigo. Situato nel cuore della Brianza e per questo ottimo punto di partenza per andare alla scoperta del territorio, riesca ancora oggi a sprigionare un fascino d’altri tempi: merito dell’atmosfera bucolica da cui è avvolto nonostante l’intervento dell’uomo. Una passeggiata può iniziare dalla Chiesa di Santa Marie della Noce, situata vicino alla stazione delle Ferrovie Nord in posizione appartata rispetto al paese. Leggenda vuole che due fanciulli persi nella boscaglia vennero aiutati dalla Vergine Maria apparsa loro col Bambino, sopra un albero fruttifero abbastanza comune nella zona, un noce. Secondo la tradizione questo avvenimento ebbe luogo in un giorno imprecisato del 1501, e dal 1519 venne realizzata, a ricordo di ciò, una chiesetta in pietra, diventata oggi un Santuario meta di pellegrini. La facciata a capanna della chiesa ha una severa e classica bellezza in cui spicca il portale di legno intagliato, opera seicentesca. L’interno, in stile gotico, possiede un grande vano centrale quadrato sormontato dalla cupola a calotta cieca e illuminato dalla luce proveniente dalla lanterna allungata. Cupola e volte sono decorate con lacunari e rosoni. Chi si reca al Santuario di Inverigo, dove San Carlo Borromeo fece erigere un seminario, può osservare parti dell’originario complesso che sono emerse durante gli ultimi restauri e lasciate visibili. All’interno si trova anche una piccola Pinacoteca tra cui spicca una pala del Morazzone che raffigura proprio San Carlo, oltre a diverse pregevoli opere. Parlando di edifici religiosi vale la pena una visita anche all’Oratorio di Sant’Andrea al Navello, con uno storico altare ed affreschi preziosi, e alla Chiesetta di San Biagio.



Ciò che rende però Inverigo una meta da prendere in considerazione sono le numerose dimore storiche, un tempo proprietà di ricche famiglie milanesi che erano solite godere del fresco delle campagne durante le estati. Villa Romanò, Romanò Brianza, Cremnago sono alcune delle frazioni di Inverigo che hanno assunto notevole importanza in quanto il paese si è poi sviluppato attorno a queste residenze nobiliari. L’Oratorio di Sant’Andrea al Navello è unito a Villa Cagnola grazie al Viale dei Cipressi, un corso alberato fatto realizzare nel Seicento dai Marchesi Crivelli. Dal Viale dei Cipressi si giunge anche al complesso della Villa Crivelli, conosciuto anche come il Castello di Inverigo, situato in posizione dominante su una collina che guarda la valle del Lambro. Nasce infatti come torrione fortificato per l’avvistamento e la difesa del borgo prima di essere trasformato in una dimora aristocratica rurale tra il Quattrocento e il Settecento, dotata del magnifico porticato neoclassico disegnato da Leopoldo Pollack, celebre architetto operante nella seconda  metà del Settecento. Circondata da cipressi e pini sul colle più alto di Inverigo si trova la Rotonda, vero gioiello architettonico dei Luigi Cagnola; l’edificio presenta un corpo a pianta centrale sormontato da una grandiosa cupola emisferica e da un magnifico belvedere balcone sulla Brianza. Sul fronte Sud, su un sistema di terrazze degradanti si inseriscono delle cariatidi dei telamoni giganteschi attribuiti allo scultore Pompeo Marchesi. Piacevole è passeggiare nel grande parco ricco di conifere ad alto fusto, cedri del Libano e pini marittimi, come fecero anche Ugo Foscolo e Stendhal che visitarono la villa. 



Atmosfere particolarmente bucoliche avvolgono Villa Sormani nella tenuta di Pomelasca, il cui originale carattere seicentesco si è perso con il restauro in forme neoclassiche e la pianta ad U. La residenza nobiliare è affiancata dalla Cascina Teresa e dalla Cascina Fulvia, oltre ad essere caratterizzata dal lungo viale alberato che porta al belvedere e dal giardino all’inglese dove si possono ammirare numerose essenze rare. A completamento della tenuta spicca la Chiesetta Rossa che si staglia all’orizzonte, una Cappella Gentilizia edificata in stile romanico lombardo nel 1952 su progetto dell’architetto Ambrogio Annoni. Spostandosi nella frazione di Cremnago, su un’altura in posizione dominante, spicca la settecentesca Villa Perego, una delle più affascinanti dimore storiche di Inverigo e dintorni. Oltre alla villa padronale il complesso include un giardino all’italiana con fontane e alberi, una cappella con il campanile, le scuderie e una limonaia realizzata da Giuseppe Piermarini, l’architetto del Teatro alla Scala di Milano. Sulla collina di Romanò, invece, a svettare è Villa Gallarati Mezzanotte, fatta costruire nel XVIII secolo dalla famiglia milanese Gallarati Scotti, composta da una parte padronale e dei rustici. Il giardino, con arredi in pietra, statue e vasi con agrumi, ha impianto prospettico monumentale, chiuso da un alto muro di recinzione, ed è organizzato in modo simmetrico rispetto ad un asse mediano che, proseguendo all’esterno, segna il viale di accesso alla villa e il collegamento della stessa con il roccolo, la postazione di caccia utilizzato dagli uccellatori.



A proposito di ville: sapete che proprio qui ad Invernigo si trova Villa Aurora, abitata da Eros Ramazotti prima della fine della storia con Michelle Hunziker? Scopriamo i dettagli.

Gli amanti della natura trovano in questa parte della Brianza un ventaglio di opportunità, che vanno dalla scoperta dell’Orrido, monumento naturale che permette di osservare il fenomeno delle sorgenti pietrificanti (acque limpide che, depositando il calcare, favoriscono la nascita di nuove rocce), al giardino botanico del Bosco della Bressanella fino alle foppe di Fornacetta, un’area umida tra la frazione omonima e il fiume Lambro nata dalle depressioni di una ex cava di argilla abbandonata: ospita, tra l’altro, rospi smeraldini e tritoni punteggiati oltre ad una novantina di specie di uccelli. E non si può parlare di Brianza senza menzionare i prodotti tipici. Le eccellenze culinarie locali sono numerose e diversificate: il prezzemolo brianzolo, il cavolo cappuccio, i marroni di Albavilla, le noci e le nocciole dei colli di Brianza, ma anche gli ottimi formaggi come il quartirolo, lo stracchino e il gorgonzola, il Salame Brianza, la luganiga di Monza e il prosciutto crudo di Brianza. Scopriamo proprio il salame dop, fiore all’occhiello della tradizionale arte salumiera. 
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