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Ischia CImitero delle Clarisse

Ischia, nel castello c'è un 'Putridarium'

Il Cimitero delle Clarisse, un luogo dove le defunte venivano poste in attesa di... decomporsi

Castello Aragonese di Ischia
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Castello Aragonese di Ischia
Ci sono cimiteri affascinanti, cimiteri monumentali, cimiteri strani e cimiteri inquietanti. E ci sono cimiteri transitori, in cui i defunti riposano giusto il tempi di decomporsi. Com’è facile immaginare si tratta di luoghi piuttosto raccapriccianti, specialmente perché i cadaveri in via di disfacimento sono esposti in bella mostra: non a caso, si chiamano Putridaria, e uno dei più celebri in Italia si trova a Ischia.

Sulla splendida isola campana, che si associa alle terme, al mare, alla gastronomia, si trova il Cimitero delle Clarisse o Putridarium, un luogo funerario – naturalmente non più in funzione – situato all’interno del vasto complesso del Castello Aragonese. La fortezza, che si trova su un isolotto collegato al pittoresco rione di Ischia Ponte, risale a tempi molto antichi, addirittura il 474 a.C., e nei secoli è stata implementata fino a diventare, sotto il dominio della Corona d’Aragona, l’imponente cittadella circondata da mura difensive e masti, composta di vari edifici che ospitavano gli alloggi reali, quelli per il personale e per l’esercito, ma anche numerose chiese e cattedrali. Nel 1575 vi si fondò il Convento delle Clarisse per opera di Beatrice Quadra, che vi si stabilì con circa 40 suore di nobili origini.



È proprio nei seminterrati del convento che si trova il Cimitero delle Clarisse, un ambiente che, come abbiamo detto, era utilizzato come ambiente funerario temporaneo. Un luogo spoglio e solenne, in pietra, dove i cadaveri delle monache venivano lasciati fino a decomporsi. Il putridarium si componeva di una serie di sedili in pietra, sui quali veniva posto in posizione seduta il corpo della defunta. Ogni sedile era dotato di un ampio foro, un colatoio, nel quale potevano defluire i liquidi corporei e i tessuti in decomposizione. Il processo non era particolarmente veloce, e si concludeva solo quando rimanevano le ossa delle defunte, che potevano essere quindi pulite e raccolte in un ossario.

Le monache (viventi) dovevano recarsi ogni giorno a visitare le colleghe in decomposizione, per pregare e meditare sull’effimerità della vita terrena e sul concetto di morte. Dal punto di vista simbolico era infatti una sorta di ‘purgatorio’ in terra, nel quale le defunte potevano liberarsi dei fardelli materiali in una sorta di processo di – macabra - purificazione.

Questa usanza non era rara nell’Italia meridionale dell’epoca, e scomparve del tutto - per ovvie ragioni igienico sanitarie - solo agli inizi del 1900. Il Cimitero delle Clarisse di Ischia venne però fatto chiudere già nel 1810, assieme al convento e ad altre strutture religiose, in seguito a un decreto emanato da Gioacchino Murat, re di Napoli sotto Napoleone, volto a secolarizzare il regno sopprimendo gli ordini religiosi (e impadronendosi delle loro ingenti ricchezze).

NEI DINTORNI



Il Castello Aragonese è il simbolo di Ischia, ed è senza dubbio un luogo imperdibile per chi vi si reca. In ogni stagione dell’anno ospita mostre, concerti, eventi culturali. Un’altra residenza nobiliare di spicco dell’isola è il Palazzo Reale, che si trova presso il porto ed è un’eredità storica dei Borbone. Una splendida dimora settecentesca che oggi è proprietà del Ministero della Difesa e apre al pubblico solo in occasioni speciali. Per quanto riguarda i borghi più pittoreschi di Ischia, c’è senza dubbio il sopra citato Ischia Ponte, antico rione di pescatori, e Sant’Angelo, idilliaco borgo marinaro di cui vi abbiamo parlato meglio qui.  

Gli appassionati di archeologia subacquea non possono perdersi un’immersione presso l’antica Aenaria, cittadella romana sommersa che potete scoprire qui. Naturalmente è il mare il vero protagonista di Ischia, ma oltre alle numerose spiagge e calette che permettono di bagnarcisi sono i numerosi belvedere a formare una vera e propria lista di ‘luoghi imperdibili’. I punti più famosi dell’isola per ammirare splendidi panorami marittimi sono il Faro di Punta Imperatore, che con la sua esposizione a ovest garantisce tramonti di rara bellezza. Il Belvedere di Maronti, che affaccia su una delle più estese e celebri spiagge dell’isola. Quello di Zaro, considerato il più romantico, e quello del Soccorso, anch’esso vista tramonto.
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