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Lago di Resia Curon campanile Val Venosta

Il campanile fluttuante nel Lago di Resia

Dell’antico paese di Curon Venosta, ultimo comune prima dell’Austria, rimane solo il campanile. In mezzo al lago

Campanile Curon<br>
thinkstock
Il campanile di Curon Vecchia nel Lago di Resia
È un’immagine che ha del surreale, e non a caso è la più fotografata della Val Venosta: un campanile che emerge da un lago, quello di Resia, meraviglioso bacino d’acqua alpino adagiato tra le ultime cime italiane dell'Alto Adige, che lasciano il passo di lì a pochissimi chilometri al territorio austriaco. Ma cosa ci fa un campanile in mezzo al lago? La storia di quella torre è molto antica, risale addirittura al 1357, ed è stata per secoli – salvo vicissitudini storico-politiche, il campanile della chiesa di Curon, comune di cui Resia (che dà il nome al Lago) è una frazione, anche se erroneamente si tende a sovrapporle.

Nell’area vi erano tre laghi naturali: il Lago di Resia, il Lago di Curon, e il Lago di San Valentino alla Muta. Nel 1923 il gruppo Montecatini ottenne i permessi per sfruttare i bacini per produrre energia idroelettrica, ma la guerra ritardò i lavori fino al 1950, quando si procedette alla costruzione una diga, che unì i Laghi di Resia e Curon. Sorse quindi più grande bacino (artificiale) dell’Alto Adige, ma non manca la parte drammatica.  Per creare questo grande lago il paesino di Curon venne completamente raso al suolo e poi sommerso, ricostruito qualche metro più a nord, costringendo i suoi abitanti ad un esilio forzato. Un momento storico drammatico per i locali che fecero tutto quanto era nelle loro possibilità per impedire la distruzione delle loro case, recandosi anche in udienza dal Papa per scongiurare l’opera. Le loro proteste a nulla valsero, ma si decise di mantenere almeno un ricordo di Curon Vecchia, il suo storico campanile.

Periodicamente vengono effettuati lavori di risanamento della torre, che nel 2009 è stata restaurata sia nella struttura che sul tetto. Le infiltrazioni dell’acqua e le gelate invernali mettono a dura prova il campanile, che oggi è un’attrattiva turistica di tutto rispetto oltre che un luogo della memoria. Durante l’inverno, quando il lago ghiaccia, si può raggiungere il vecchio campanile a piedi, mentre nei mesi caldi una sorta di lingua di terra percorribile lo circonda, creando un ‘lago nel lago’. La torre campanaria che si erge dalle acque è un elemento surreale nel meraviglioso quadro naturalistico in cui si trova. Una sorta di fascino sinistro, di quiete irreale che già le atmosfere lacustri hanno di per sé, vengono amplificati all’ennesima potenza dal ricordo di un paese distrutto. Chi ha visto l’inquietante serie tv Les Revenants, non potrà che associarne l’immaginario. E comunque c’è chi giura di aver sentito le campane suonare durante certe notti d’inverno.
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