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Fara Filiorum Petri, processione con le farchie

Sono dei grossi fasci di canne legati ad arte i protagonisti della Festa della Farchie, che caratterizzano le celebrazioni per il miracolo di Sant’Antonio Abate

 Fara Filorum Petri, le farchie<br>
© Alessandro Sonsini/ All in Abruzzo
 Festa delle farchie
Tradizione popolare di grande fascino e spettacolarità è la Festa delle Farchie di Fara Filorum Petri, comune in provincia di Chieti dal nome piuttosto particolare, che si trova nel cuore dell'Abruzzo, immerso nel verde delle colline e delle campagne coltivate a ridosso del Parco Nazionale della Majella. La località è celebre proprio per le farchie, quando si festeggia Sant'Antonio Abate a ricordo del miracolo in cui il santo aiutò gli abitanti a cacciare gli invasori francesi trasformando le querce che circondavano il paese in fiamme: ogni anno, il 16 gennaio, viene dato fuoco a queste gigantesche colonne di canne che vengono innalzate davanti la chiesa di Sant'Antonio Abate. Si tratta di grossi fasci legati ad arte manualmente con rami di salice rosso, dal diametro di circa 1 metro ed alti anche 8 metri.

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La preparazione delle farchie inizia dopo Natale, quando i contradaioli si organizzano per raccogliere le canne che sono state tagliate, ancora verdi nel febbraio dell'anno precedente, selezionate e raccolte in fasce. I faresi, divisi in contrade, compiono una suggestiva processione all'imbrunire con le farchie accese, prima di lasciarsi coinvolgere dai festeggiamenti a suon di musica, brindando con il vino e assaporando prodotti tipici come il serpentone, il dolce locale fatto a forma di serpente, che si consuma durante la festa. Terminate le celebrazioni vale la pena andare alla scoperta delle altre attrazioni cittadine, in primis gli edifici religiosi. La chiesa parrocchiale S.S. Salvatore, di origini altomedievali, è stata rimaneggiata nel Settecento: la sua facciata in stile barocco non risulta  ancora terminata. Tradizione vuole che nella Chiesa della Madonna del Ponte venne miracolato l'arcivescovo di Lanciano nel 1634: la curiosa facciata di stile neoclassico è decorata da quattro "paraste" in stile dorico, mentre l'interno custodisce un affresco del XV secolo che raffigura la "Madonna con Bambino".

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Interessante è anche la piccola Chiesa di San Rocco, fuori dal centro storico, decorata internamente da affreschi di Francesconi da Rapino risalenti alla prima metà XX secolo. Al patrono sono dedicate due chiese: quella di Sant'Antonio Abate, ad una sola navata, che venne restaurata nel 1904 e custodisce due statue, una di Sant'Antonio Abate e l'altra di Sant'Agata Vergine e Martire; e la chiesa di Sant'Antonio ai Colli, sorta nel punto in cui la tradizione vuole che nel 1799 sia accaduto il miracolo che salvò Fara dall'invasione francese. Di grande fascino sono anche gli storici palazzi ottocenteschi e rinascimentali che arricchiscono il centro storico in una sfilata di stile liberty, arte barocca, capitelli, colonne e decorazioni in stile rococò. Anche la biblioteca merita di essere visitata, con la sua collezione di volumi storici risalenti anche prima dell'anno 1000. Per una sosta gastronomica il Ristorante Casa D'Angelo (VIia San Nicola 5; www.casadangelo.it) propone la cucina tradizionale abruzzese rivisitata in chiave sperimentale, tutto preparato con ingredienti sempre freschi grazie alla grande cura per la scelta delle materie prime.  

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